Il Parlamento esorta il Governo a mantenere gli aumenti del SMI e a consentire un minimo più alto in Catalunya

Il Parlamento chiede al Governo di continuare ad aumentare il SMI, consentire un minimo più alto in Catalunya e trasferire l’ispezione del lavoro e le politiche passive.

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Il Parlamento ha dato il via libera giovedì a un’iniziativa per sollecitare il Governo centrale a continuare ad aumentare il Salario Minimo Interprofessionale (SMI) e a promuovere una riforma legale che renda possibile fissare un SMI più elevato in quei territori in cui lo stipendio medio superi quello complessivo dello Stato, come avviene in Catalunya.

Questa sezione fa parte di una mozione di ERC sulle politiche per l’occupazione ed è stata approvata con il sostegno di tutti i gruppi parlamentari, ad eccezione di PP e Vox, che hanno votato contro.

In parallelo, il Ministero del Lavoro e dell’Economia Sociale ha sul tavolo una bozza di decreto reale che prevede un aumento dell’SMI del 5,3% per il 2027, fino a 1.286 euro mensili in 14 mensilità (42,87 euro al giorno), il che comporta un totale di 18.004 euro all’anno.

Allo stesso modo, è passato un altro punto in cui si sollecita la Generalitat a chiedere al Governo la creazione di un Salario Minimo Catalano “senza pregiudizio dello svolgimento immediato di un salario minimo di riferimento catalano nell’ambito delle competenze attualmente disponibili”.

Il Parlamento ha inoltre approvato di chiedere all’Esecutivo centrale il trasferimento completo delle competenze di ispezione del lavoro e della previdenza sociale, nonché la cessione della gestione delle politiche passive per l’occupazione, seguendo il modello applicato nei Paesi Baschi.