Il PP è in vantaggio sul PSOE di meno di un punto e Vox supera il 20% nell’ultima indagine di More in Common

Il sondaggio, effettuato prima dell’incidente ferroviario di Urda, assegna il 28,3% dei voti al PP, rispetto al 27,6% del PSOE e al 20,8% di Vox. La casa torna a essere la principale preoccupazione degli spagnoli, mentre cresce la sfiducia verso il voto per corrispondenza

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Il PP sarebbe la forza più votata nelle elezioni generali del 29 novembre, anche se il suo vantaggio sul PSOE si è ridotto a sette decimi, secondo l’ultimo Pulso Electoral di More in Common. La stima attribuisce ai popolari il 28,3% dei voti, rispetto al 27,6% dei socialisti, mentre Vox raggiunge il 20,8% e resta la terza forza politica.

L’indagine, pubblicata questo martedì 3 novembre, è stata realizzata tra il 21 e il 25 ottobre, prima dell’incidente ferroviario di Urda (Toledo) del giorno 28. L’organizzazione demoscopica ha avvertito che parte dei suoi risultati, soprattutto la stima elettorale, la valutazione dei leader e le opinioni sulla precampagna, potrebbero essere diventati non aggiornati dopo la tragedia.

More in Common aveva previsto di diffondere lo studio lo scorso giovedì, ma ha deciso di rinviare la sua pubblicazione per rispetto alle vittime e alle loro famiglie. Alla fine, ha reso pubblici i risultati senza modificare la presentazione originale, anche se ha spostato i dati più direttamente collegati alla competizione elettorale alla fine del rapporto.

Il PP arretra e il PSOE riduce le distanze

La nuova stima di More in Common riflette un restringimento della distanza tra i due principali partiti. Il PP perde quattro decimi rispetto al precedente sondaggio, realizzato ad agosto, mentre il PSOE ne guadagna sei. Il vantaggio popolare passa così da 1,7 punti a soli 0,7.

Vox continua a crescere, con un aumento di cinque decimi che eleva la sua stima fino al 20,8%. Tra le candidature di sinistra, Frente Amplio raggiunge il 7,8%, con un miglioramento di 1,2 punti rispetto alla precedente misurazione di Sumar, mentre Podemos arretra di un punto e si attesta al 2,6%.

L’indagine calcola anche un 2,4% per Se Acabó La Fiesta. Nel complesso, PP e Vox sommano il 49,1% del voto stimato, anche se il sondaggio non include un calcolo del numero di seggi in cui si tradurrebbe questo risultato.

L’abitazione torna al primo posto tra le preoccupazioni

Al di là dell’intenzione di voto, lo studio mostra che l’abitazione è tornata a diventare il principale problema del paese. Il 44,2% degli intervistati la include tra le sue tre maggiori preoccupazioni, 6,2 punti in più rispetto a settembre.

La diagnosi sulle cause della crisi immobiliare è cambiata durante gli ultimi mesi. Mentre a febbraio il 44% attribuiva il problema principalmente alla speculazione e il 33% alla mancanza di offerta, ora entrambe le spiegazioni appaiono praticamente in parità, con il 37% e il 38%, rispettivamente.

Tuttavia, il sostegno a una maggiore intervento pubblico continua a essere maggioritario. Il 69% ritiene che l’abitazione sia un diritto di base che debba essere tutelato mediante una maggiore azione da parte delle amministrazioni, rispetto al 28% che difende una regolamentazione minima.

Questa posizione trova anche sostegni tra gli elettori di destra. La condivide il 56% dell’elettorato di Vox e il 52% del PP, anche se le differenze con chi sostiene un minore intervento sono più ristrette che tra gli elettori di sinistra.

Quando si tratta di scegliere soluzioni, il 38% punta a combinare la costruzione di nuove abitazioni con misure contro la speculazione e per contenere i prezzi. Un altro 29% dà priorità ad aumentare l’offerta e una percentuale identica preferisce intervenire sui prezzi.

L’immigrazione perde peso come preoccupazione, ma cresce la domanda di controllo

L’immigrazione appare come il secondo problema più citato, con un 38%, dopo essere scesa di 7,9 punti rispetto a settembre, quando la crisi di Ceuta aveva innalzato considerevolmente la sua presenza tra le preoccupazioni dei cittadini.

Lo studio rileva uno spostamento verso posizioni più favorevoli al controllo dei flussi migratori, sebbene senza un aumento equivalente del rifiuto di tutta l’immigrazione.

Il 72% degli spagnoli si dichiara contrario all’immigrazione irregolare, ma non a quella legale e controllata, dieci punti in più rispetto a novembre 2025. Al contrario, coloro che respingono qualsiasi tipo di immigrazione rappresentano il 9%, appena un punto in più rispetto a un anno fa.

L’evoluzione coinvolge anche gli elettori di sinistra. Tra quelli del PSOE, il rifiuto dell’immigrazione irregolare è passato dal 50% al 62%, mentre tra quelli di Frente Amplio raggiunge il 53%.

Allo stesso tempo, il 67% degli intervistati sostiene una politica che combini una maggiore sorveglianza delle frontiere con più canali legali di ingresso. Questa formula ottiene persino il sostegno del 69% degli elettori di Vox, secondo More in Common.

La sfiducia nel voto per corrispondenza raggiunge il 50%

Uno dei risultati più rilevanti dello studio riguarda la fiducia nel sistema elettorale. Anche se il 64% degli spagnoli si fida del processo elettorale e del conteggio dei voti, la metà degli intervistati non si fida del voto per posta.

Le differenze tra gli elettorati sono considerevoli. La percentuale di sfiducia raggiunge il 66% tra gli elettori del PP e l’81% tra quelli di Vox. Al contrario, tra gli elettori di sinistra prevale la fiducia nei diversi procedimenti elettorali.

L’indagine registra anche il più alto livello di polarizzazione percepita da quando More in Common ha iniziato a misurare questo indicatore nel 2021. Il 73% ritiene che la Spagna sia divisa o molto divisa, mentre solo l’11% pensa che sia unita.

Neanche i sondaggi elettorali sfuggono alla sfiducia. Solo il 28% degli spagnoli si fida delle stime del CIS, rispetto al 60% che dichiara di fidarsi poco o per niente. I sondaggi privati ottengono una valutazione un po’ migliore, anche se suscitano comunque una sfiducia maggioritaria, del 54%.

Tre spagnoli su quattro vogliono mantenere o rafforzare le politiche climatiche

Il cambiamento climatico occupa una posizione secondaria tra le preoccupazioni più immediate, ma le misure per contrastarlo mantengono un ampio sostegno.

Il 56% ritiene che la Spagna dovrebbe fare di più per affrontare il cambiamento climatico, sei punti in più rispetto ad aprile. Inoltre, il 74% sostiene di mantenere o aumentare l’ambizione delle politiche climatiche, anche in un contesto di dibattito sui loro costi economici.

Tra gli elettori del PP, il 38% considera insufficienti le misure attuali, contro il 18% che le giudica eccessive. L’elettorato di Vox presenta una maggiore divisione, con percentuali vicine al 30% tra coloro che chiedono più misure, tra chi ritiene sufficienti quelle attuali e tra chi preferisce ridurle.

Grande sostegno ai dibattiti elettorali prima del 29N

Lo studio rivela anche che due spagnoli su tre, il 66%, vogliono che si tengano dibattiti elettorali prima delle elezioni generali. Il sostegno sale al 73% quando si propone che questi incontri siano obbligatori per legge.

La proposta supera il 75% di sostegno tra gli elettori di tutti i partiti. Inoltre, nove intervistati su dieci vogliono che l’informazione offerta dai candidati durante i dibattiti venga verificata in diretta.

Il Polso Elettorale di ottobre di More in Common è stato elaborato mediante 2.210 interviste online a persone maggiorenni residenti in Spagna e aventi diritto di voto, realizzate tra il 21 e il 25 ottobre 2026. Il margine di errore indicativo è di ±2,44 punti per la stima elettorale e di ±2,21 punti per il resto dei risultati, con un livello di confidenza del 95%.