Madrid dovrà rifare il contratto per 18 centri di assistenza alle donne

Il Tribunale Amministrativo di Appalto Pubblico ha annullato la gara d’appalto considerando illegali varie clausole sul diritto di sciopero e sull’attività pubblica dei lavoratori. Il Comune prorogherà i contratti attuali per garantire la continuità dell’assistenza.

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Il Ayuntamiento di Madrid dovrà ricominciare il processo di appalto per gestire i 18 Centri Integrali di Assistenza alla Donna (CIAM), dopo che il Tribunale Amministrativo degli Appalti Pubblici della Comunità di Madrid ha annullato la gara d’appalto. La risoluzione, datata 8 ottobre, accoglie parzialmente i ricorsi presentati dai sindacati Comisiones Obreras (CCOO) e Comisiones de Base (Co.bas) contro i capitolati del concorso.

La decisione, anticipata questo sabato da El País, riguarda un contratto il cui valore stimato ammonta a 50,7 milioni di euro e che avrebbe dovuto consentire di avviare il nuovo modello di centri nel gennaio 2027. Tuttavia, l’annullamento non comporta la chiusura dei ricorsi né l’interruzione dell’assistenza alle donne. Come ha riferito il Comune al citato quotidiano, il Consistorio prorogherà i contratti in vigore mentre prepara una nuova licitazione.

Le clausole che hanno motivato l’annullamento

Il tribunale concentra la sua decisione su due aspetti dei capitolati. Da un lato, ritiene che il Comune non potesse attribuire alla Direzione Generale il potere di fissare in modo autonomo i servizi minimi durante le giornate di sciopero. Questa competenza non può essere stabilita nei termini contenuti nel contratto.

Dall’altro, mette in discussione le clausole che richiedevano un’autorizzazione municipale preventiva affinché i lavoratori potessero svolgere determinate attività pubbliche o professionali, come comunicare con i mezzi di comunicazione, pubblicare informazioni o partecipare a corsi e conferenze.

La risoluzione indica che il Comune può stabilire condizioni quando un lavoratore interviene in nome dell’istituzione o del proprio centro, ma non imporre un’autorizzazione generale preventiva per qualsiasi attività personale, professionale, accademica o sindacale della parte della forza lavoro.

Per questi motivi, il tribunale conclude che non è giuridicamente possibile continuare la licitazione utilizzando gli attuali capitolati, poiché le modifiche necessarie incidono sulle condizioni con cui le imprese hanno preparato le loro offerte.

Il Comune prorogherà i contratti attuali

La conseguenza immediata è che il Consistorio dovrà correggere le clausole indicate e pubblicare una nuova licitazione. Una portavoce dell’area Politiche Sociali, Famiglia e Uguaglianza ha spiegato a El País che il Comune lancerà nuovi capitolati e che, mentre durerà la procedura amministrativa, prorogherà i contratti attuali.

In questo modo, i centri potranno continuare a erogare i loro servizi durante l’espletamento del nuovo bando. Il Comune non ha ancora precisato di quanto si ritarderà il calendario previsto né quando sarà aggiudicata la nuova gestione.

L’appalto annullato era stato diviso in cinque lotti e aveva ricevuto offerte da 14 aziende. Il contratto prevedeva un periodo iniziale di due anni, con un budget di circa 24 milioni di euro con IVA, e la possibilità di due anni aggiuntivi di proroga, fino a raggiungere un valore stimato di 50,7 milioni.

Un nuovo modello per 18 centri di Madrid

Il bando fa parte della riorganizzazione annunciata dal Comune per unificare i vecchi Spazi di Uguaglianza e le risorse di assistenza diretta alle donne vittime di violenza di genere in una rete di 18 Centri Integrati di Assistenza alla Donna. Il progetto prevede di riunire in questi spazi sia l’assistenza specialistica sia attività di promozione dell’uguaglianza, laboratori, conferenze e consulenza.

La futura rete avrebbe dovuto contare su 273 professionisti ed essere operativa nel gennaio 2027. La riorganizzazione aveva ricevuto critiche dai sindacati, che mettevano in discussione anche aspetti come l’informazione sulla subrogazione degli organici, il budget e la distribuzione delle squadre.

Nonostante ciò, il tribunale ha respinto tali argomentazioni e altri motivi relativi alle condizioni di lavoro, all’organizzazione territoriale e alla sufficienza del budget. L’annullamento si limita alle clausole relative ai servizi minimi durante gli scioperi e all’autorizzazione preventiva per determinate attività dei lavoratori.

La decisione è definitiva in via amministrativa, sebbene possa essere impugnata davanti alla Sezione del Contenzioso-Amministrativo del Tribunale Superiore di Giustizia di Madrid.