PSPV e Compromís hanno presentato a Les Corts rispettivi emendamenti totali contro la Legge del Suolo della Generalitat che si sta tramitando, insieme a circa 200 e 80 proposte parziali, rispettivamente. Tra i loro obiettivi figura impedire che si autorizzi la costruzione in aree a rischio di alluvione, alla luce delle conseguenze della dana del 29 ottobre 2024, che ha lasciato 234 morti. Entrambe le formazioni sostengono che la norma è "nefasta" e "speculatrice" e rimproverano al PP di cercare di favorire il business urbanistico.
Il termine per registrare emendamenti alla Legge del Suolo scade questo lunedì, dopo che il Consell l'ha approvata alla fine di settembre. Il testo prevede, tra le altre misure, che i nuovi strumenti pubblici per la casa riservino almeno il 50% della edificabilità residenziale a edilizia protetta e contempla una pianificazione urbanistica semplificata per i comuni con meno di mille abitanti.
I socialisti aspirano a modificare una legge che considerano "nefasta per il territorio valenciano, ma anche per il presente e il futuro dei valenciani". Così lo espone la portavoce aggiunta del PSPV in Les Corts, Mª José Salvador, che critica il fatto che si tratti di una legge "con chiara vocazione speculativa con il suolo e che punta sul peggiore dei modelli urbanistici del Partito Popolare".
In un comunicato, la deputata del PSPV avverte che il progetto comporta "meno sicurezza giuridica e conta su relazioni e pareri molto contundenti sia del Consell Jurídic Consultiu sia dell'Avvocatura della Generalitat". "Il PP pretende la riclassificazione del suolo e attribuisce tutto il potere all'iniziativa privata, persino al di fuori dei piani generali comunali", avverte.
Inoltre, Salvador sottolinea che "la norma contempla meno riserva di suolo per edilizia protetta, con parametri inferiori a quelli contemplati nella legislazione statale": "La Comunitat Valenciana non può permettersi, in pieno XXI secolo, una legge urbanistica che non faccia riferimento alla lotta contro il cambiamento climatico, alla protezione delle zone allagabili e alla protezione delle persone".
"Il progetto del PP rappresenta un modello urbanistico che non risponde alle esigenze del territorio valenciano né garantisce la protezione delle persone", afferma, e di fronte a ciò rivendica "la necessità di una regolamentazione che collochi l'edilizia protetta, l'ordinamento territoriale e la protezione di fronte ai rischi climatici al centro della politica urbanistica".
PIÙ EDILIZIA PROTETTA
Anche il PSPV ha presentato emendamenti al titolo stesso della norma, ritenendo necessario "puntare su una norma che regoli l’urbanistica, la pianificazione del territorio e il paesaggio". Tra le sue proposte figura il rafforzamento dell’edilizia protetta e l’aumento delle riserve di suolo destinate a questo tipo di interventi.
Altre proposte socialiste prevedono di dare priorità al completamento degli sviluppi già avviati e all’occupazione sostenibile del suolo, nonché di impedire che i terreni forestali colpiti da incendi possano essere classificati o riclassificati come suolo urbano o urbanizzabile durante un periodo di 30 anni.
Inoltre, si propongono di vietare nuovi sviluppi in aree con rischio significativo di alluvione, "salvo che, in assenza di alternative di localizzazione, possano essere implementate misure correttive sufficienti e si eviti l’aumento del rischio di alluvione per terzi". Il PSPV propone criteri di occupazione nelle zone alluvionabili basati sulla sicurezza e sulla protezione della vita umana, la sostenibilità e l’adattamento al cambiamento climatico, insieme a "una normativa chiara ed efficace per garantire la sicurezza degli edifici nelle zone a rischio di alluvione".
Da parte sua, il síndic di Compromís in Les Corts, Joan Baldoví, ha definito il progetto "speculatore e perverso", ritenendo che "favorisca ancora di più il modello" del PP e del suo "complice" Vox. Rimprovera inoltre a entrambe le formazioni di "lasciare nell’oblio" il diritto a un’abitazione "dignitosa" e le accusa di "lasciare i cittadini senza protezione" e di mettere il territorio "nelle mani degli speculatori".
Con i suoi 80 emendamenti parziali, Compromís intende "cambiare la rotta" delle politiche territoriali di fronte all’"urbanistica 'low cost' del PP", che, a suo avviso, cerca di "cambiare la legislazione affinché sia più rapida e più facile cambiare la dinamica e ci siano meno controlli" e consolidare un modello "espansivo, sviluppista, deregolamentatore e che ricorda la bolla immobiliare".
La coalizione valencianista ha diffuso questo lunedì una 'mappa della speculazione urbanistica' che raccoglie i progetti e i macroprogetti che, secondo la sua visione, sostengono la legge del suolo "perversa" e "speculatrice". Inoltre, assicura che rovescerà questa normativa se arriverà al governo della Generalitat dopo le elezioni regionali del 2027.
PIANI GENERALI CONSORTILI
Tra le emendamenti parziali di Compromís figura la possibilità che i comuni richiedano una proroga di due anni delle dichiarazioni ambientali e territoriali strategiche, così come che vari comuni possano promuovere piani generali strutturali consorziati tra due o più termini comunali.
In termini generali, Compromís chiede che si antepongano i criteri ambientali e territoriali, come la disponibilità di risorse idriche, l'evoluzione demografica, la capacità delle infrastrutture e dei servizi pubblici e la protezione dell'infrastruttura verde.
La coalizione propone di vietare la classificazione di nuovo suolo urbanizzabile e l'implementazione di nuovi sviluppi urbanistici in zone allagabili, prendendo come riferimento la cartografia ufficiale di pericolosità e rischio di alluvione. Richiede inoltre che la pianificazione territoriale e urbanistica incorpori scenari climatici futuri e dia priorità agli spazi che favoriscano la laminazione naturale delle alluvioni.