Un cyberattacco non ha bisogno di bloccare un sito web o rubare i dati di un’azienda per provocare danni importanti. Nelle ultime settimane, diversi incidenti in Europa hanno dimostrato che può anche alterare il funzionamento di impianti fisici dai quali dipendono servizi quotidiani. I sistemi di refrigerazione dei supermercati sono stati manomessi a distanza, causando che alimenti freschi e surgelati smettessero di essere conservati alla temperatura adeguata. In Francia, lo stesso tipo di problema è giunto in tre centri regionali di banche del sangue.
Gli attacchi hanno colpito strutture di diversi Paesi europei e hanno costretto a ritirare prodotti, trasferire riserve e rivedere i sistemi di controllo remoto. Tuttavia, non tutti gli incidenti hanno avuto le stesse conseguenze: mentre alcuni supermercati hanno registrato perdite di merce, i centri di sangue francesi sono riusciti a proteggere le proprie riserve grazie ai sistemi di allarme e all’intervento dei loro lavoratori.
Gli esperti consultati da EFE avvertono che questi episodi mostrano come una vulnerabilità informatica possa finire per colpire la catena alimentare o i servizi sanitari. Tuttavia, non ci sono ancora prove sufficienti per assicurare che tutti gli attacchi siano collegati, che facciano parte di una stessa operazione o che siano stati eseguiti con intelligenza artificiale.
Supermercati europei: frigoriferi manomessi a distanza
I primi incidenti di questa nuova ondata sono stati conosciuti a inizio novembre, quando diversi supermercati europei hanno rilevato alterazioni nei loro sistemi di refrigerazione. Gli attacchi hanno colpito strutture di Paesi come Belgio, Paesi Bassi, Svezia, Irlanda, Lussemburgo e Portogallo, tra gli altri.
In Belgio, decine di strutture di catene come Delhaize e Carrefour hanno subito problemi nei loro impianti frigoriferi. In alcuni casi, i sistemi hanno smesso di raffreddare correttamente e i negozi hanno dovuto ritirare alimenti o ricorrere a camion frigoriferi per conservare parte della merce. L’impatto è stato diseguale: Carrefour ha comunicato che le conseguenze nelle sue strutture belghe erano state limitate e che i negozi hanno potuto rimanere aperti.
In Portogallo, sette supermercati Intermarché hanno subito un attacco che ha colpito i loro sistemi di refrigerazione. Tre di essi hanno registrato perdite di prodotti, sebbene la società abbia assicurato che l’approvvigionamento non si era interrotto e che le condizioni di igiene e sicurezza alimentare erano garantite.
In Svezia sono state segnalate anche alterazioni della temperatura nei locali della catena ICA, con perdite di merce. Nei Paesi Bassi, gli incidenti hanno colpito principalmente i piccoli esercizi commerciali e le macellerie.
La portata economica totale di questa ondata non è ancora definita. Le conseguenze confermate includono alimenti deteriorati, ritiri preventivi di prodotti e problemi nel funzionamento delle apparecchiature, ma non esiste un bilancio complessivo definitivo delle perdite.
Anche tre banche del sangue francesi hanno subito l’attacco
L’episodio più delicato dal punto di vista sanitario si è verificato lunedì 2 novembre in Francia. Tre centri regionali dell’Établissement français du sang (EFS), l’ente incaricato di gestire le riserve di sangue, hanno subito un’intrusione che ha colpito i sistemi di sorveglianza e controllo delle loro camere frigorifere.
Gli attaccanti sono riusciti ad alterare i parametri di temperatura e di scongelamento degli impianti. In queste camere venivano conservati prodotti sanguigni, tra cui sacche di plasma destinate alle trasfusioni e alla produzione di medicinali.
La situazione è stata rilevata dai sistemi di allarme, che hanno avvisato il personale dei centri. I lavoratori hanno trasferito le riserve in altre camere frigorifere che non erano collegate ai sistemi compromessi e hanno rafforzato la sorveglianza delle temperature.
Il Ministero della Salute francese ha confermato che non era stato identificato alcun impatto sanitario e che non era stato perso alcun prodotto sanguigno. Ha inoltre segnalato che l’incidente era sotto controllo e che era stato disattivato l’accesso remoto alle apparecchiature interessate.
L’indagine continua per determinare come si sia verificata l’intrusione, quali dispositivi siano rimasti compromessi e quando potranno essere utilizzati di nuovo in sicurezza.
Come può un attacco informatico rovinare alimenti o compromettere riserve sanitarie
La chiave sta nei sistemi che consentono di controllare installazioni fisiche da un computer. Molti supermercati e centri sanitari utilizzano piattaforme connesse a internet per monitorare la temperatura delle telecamere frigorifere, modificare i parametri e ricevere avvisi quando si verifica un’anomalia.
Se un attaccante riesce ad accedere a quei sistemi, può alterarne il funzionamento senza necessità di entrare fisicamente nella struttura. Negli incidenti recenti, la manomissione dei controlli di refrigerazione ha permesso di modificare temperature e cicli di scongelamento.
In un supermercato, un aumento della temperatura può interrompere la catena del freddo e costringere a ritirare alimenti freschi o congelati che non offrono più garanzie per il consumo. In una banca del sangue, le potenziali conseguenze sono particolarmente delicate: conservare i componenti del sangue richiede condizioni specifiche e un’alterazione può mettere a rischio prodotti destinati a trattamenti medici.
Questo non significa che tutti gli attacchi abbiano causato danni sanitari o che siano state perse riserve. Nel caso francese, gli allarmi e l’intervento del personale hanno evitato che l’incidente avesse conseguenze sulla fornitura di sangue.
Non tutti gli attacchi implicano il furto di dati
Una delle differenze importanti di questi incidenti è che l’obiettivo noto non è stato necessariamente quello di accedere a informazioni personali, rubare basi di dati o richiedere un riscatto economico. Ciò che è stato documentato nei casi di refrigerazione è la manipolazione di sistemi di controllo che agiscono direttamente su apparecchiature fisiche.
Pertanto, conviene distinguere tre tipi di conseguenze:
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Interruzione operativa: i sistemi smettono di funzionare normalmente o perdono capacità di controllo. È ciò che è accaduto con le installazioni frigorifere interessate.
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Danni materiali o perdita di prodotti: un’alterazione della temperatura può deteriorare alimenti o mettere a rischio prodotti che necessitano di una conservazione specifica. In alcuni supermercati è stato necessario smaltire merce.
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Furto o esposizione di dati: è una conseguenza possibile di altri cyberattacchi, ma non è stata confermata come risultato degli incidenti di refrigerazione descritti.
Non è stato neppure dimostrato che tutti gli attacchi provengano dagli stessi responsabili. Gli esperti interpellati da EFE insistono sul fatto che esistono somiglianze nei metodi utilizzati, ma mancano ancora prove per stabilire un collegamento tra i diversi episodi o attribuirli a un gruppo specifico.
Quale vulnerabilità consente di controllare questi dispositivi a distanza
Gli specialisti indicano che non sempre sono necessarie tecniche particolarmente sofisticate per compromettere un’installazione. Una password debole, un dispositivo non aggiornato o una connessione remota non adeguatamente protetta possono aprire la porta agli attaccanti.
In alcuni degli incidenti europei, i sistemi di refrigerazione erano collegati a internet tramite piattaforme di gestione remota. Gli esperti hanno avvertito che determinati dispositivi conservavano credenziali predefinite o non disponevano di misure di protezione sufficienti.
Questo permette di capire perché un problema apparentemente informatico possa finire per colpire un’attività fisica. L’accesso a un sistema di controllo consente non solo di consultare le informazioni: in determinati casi, offre anche la capacità di modificare il funzionamento di macchine, telecamere e altri dispositivi industriali.
Tra le misure raccomandate dagli specialisti figurano cambiare le password di fabbrica, mantenere aggiornato il software, limitare le connessioni da internet, separare le reti informatiche aziendali da quelle che controllano le installazioni e disporre di sistemi di allarme indipendenti.
Gli attacchi sono collegati e chi c’è dietro?
La concentrazione di incidenti in diversi paesi europei in un periodo breve ha suscitato la preoccupazione delle autorità. Tuttavia, alla data del 7 novembre non è stato confermato che tutti rispondano a una stessa operazione né è stata identificata in modo conclusivo la loro responsabilità.
Gli esperti hanno indicato che sarebbero stati menzionati gruppi di hacker filorussi, ma non esistono prove determinanti che permettano di attribuire loro gli attacchi. Non è stato neppure dimostrato che sia stata utilizzata l’intelligenza artificiale per eseguirli.
La Commissione europea ha seguito da vicino gli incidenti e ha coordinato contatti con Europol e con gli Stati membri per affrontare i rischi relativi alle infrastrutture connesse. La preoccupazione va oltre i supermercati e le banche del sangue: qualsiasi struttura che dipende da sistemi informatici per controllare apparecchiature fisiche può diventare un obiettivo se le sue connessioni non sono sufficientemente protette.
La lezione principale di questa ondata è che la cybersecurity non riguarda più solo i dati o l’attività digitale di un’azienda. Quando i sistemi informatici controllano la conservazione di alimenti o di prodotti sanitari, un’intrusione può avere conseguenze dirette su servizi essenziali.