Scegliere tra comunione dei beni e separazione dei beni ha conseguenze che vanno ben oltre decidere a chi appartiene una casa o come vengono divisi i risparmi in caso di divorzio. Una delle questioni più importanti è cosa succede quando appare un debito: se risponde solo chi lo ha contratto, se può essere colpito il patrimonio comune o se il creditore può richiedere anche all'altro coniuge.
La prima idea che conviene chiarire è che essere sposati in comunione dei beni non trasforma automaticamente tutti i debiti di uno in debiti di entrambi. Il Codice Civile stesso distingue tra obbligazioni personali e quelle che devono essere sostenute dalla comunione dei beni. Nella separazione dei beni la divisione è più chiara: ogni coniuge conserva il proprio patrimonio e, come principio generale, risponde delle obbligazioni che contrae.
Qual è la differenza tra comunione dei beni e separazione dei beni
Nel regime di comunione dei beni, i guadagni ottenuti durante il matrimonio passano, con le eccezioni previste dalla legge, a costituire un patrimonio comune che successivamente viene diviso a metà quando si scioglie la comunione. Nel territorio soggetto al Codice Civile comune, se i coniugi non hanno stabilito un altro regime mediante capitolazioni matrimoniali, si applica come regola suppletiva la comunione dei beni.
Nella separazione dei beni, invece, ogni coniuge mantiene la proprietà, l'amministrazione e la disposizione dei beni che aveva prima di sposarsi e di quelli che acquista successivamente. Questo consente ai patrimoni di rimanere distinti durante il matrimonio, anche se entrambi sono comunque obbligati a contribuire ai carichi familiari.
Separazione dei beni: ciascuno risponde dei propri debiti
La regola risulta particolarmente chiara in questo regime. L'articolo 1440 del Codice Civile stabilisce che le obbligazioni contratte da ciascun coniuge sono di sua esclusiva responsabilità. Pertanto, se una persona richiede per conto proprio un prestito destinato a una spesa esclusivamente personale, il debito non passa automaticamente al suo partner per il semplice fatto di essere sposati.
Questo comporta una maggiore separazione patrimoniale rispetto a determinate debitorie, ma non significa che l'altro coniuge sia protetto in assolutamente qualsiasi circostanza. Esiste un'eccezione importante per le obbligazioni relative ai bisogni ordinari della famiglia. Il Codice Civile consente a ciascuno dei coniugi di sostenere le spese necessarie per farvi fronte e stabilisce regole di responsabilità che possono riguardare entrambi.
Ad esempio, un debito legato a determinate spese ordinarie della casa non riceve necessariamente lo stesso trattamento di un prestito personale richiesto da uno dei coniugi per un fine completamente estraneo alla famiglia.
Nei beni comuni, un debito di uno può influenzare il patrimonio comune
Il funzionamento dei beni comuni è più complesso. Non esiste una regola secondo la quale qualsiasi debito contratto durante il matrimonio sia automaticamente comune. In effetti, la Direzione Generale della Sicurezza Giuridica e della Fede Pubblica ha ricordato espressamente che il Codice Civile non stabilisce una presunzione generale di comunanza di tutti i debiti assunti durante il matrimonio.
Esistono, tuttavia, numerosi casi in cui i beni comuni possono rispondere di fronte a un creditore anche se l'obbligazione è stata formalmente assunta da uno solo dei coniugi. Il Codice Civile include tra i carichi della società le spese destinate al sostentamento della famiglia, l'alimentazione e l'educazione dei figli, l'acquisto e la manutenzione dei beni comuni, l'amministrazione ordinaria di beni privati o l'esercizio regolare della professione, arte o mestiere di uno dei coniugi.
Inoltre, i beni comuni rispondono in ogni caso quando il debito è stato contratto congiuntamente da entrambi i coniugi o da uno con il consenso espresso dell'altro.
Può essere pignorato un conto o un'abitazione comune per un debito personale?
Sì, può accadere, anche se la situazione non è così semplice da considerare che il debito appartenga automaticamente a entrambi. L'articolo 1373 stabilisce che ogni coniuge risponde con il proprio patrimonio personale delle proprie debitorie, ma aggiunge che, quando quel patrimonio non è sufficiente, il creditore può richiedere il pignoramento dei beni comuni. L'altro coniuge deve essere informato e dispone di meccanismi per proteggere la propria partecipazione nella società.
Questo introduce una differenza importante tra essere personalmente debitore e che un bene comune possa essere colpito da un'esecuzione. Il coniuge che non ha contratto il debito non diventa necessariamente debitore per questo motivo, ma determinati beni appartenenti alla società di beni in comune possono rimanere esposti se si soddisfano le condizioni legali.
Perciò, affermare semplicemente che «nei beni in comune i debiti sono al 50%» è scorretto. Bisogna analizzare per quale motivo è stata contratta l'obbligazione, chi l'ha firmata e se la legge considera che debba rispondere di essa il patrimonio comune.
Cosa succede se entrambi firmano un prestito o un mutuo
Il regime matrimoniale non elimina nemmeno le obbligazioni che entrambi abbiano accettato espressamente. Se entrambi i coniugi firmano un prestito, un mutuo o un'altra finanziamento, la responsabilità nei confronti della banca dipenderà dal contratto che abbiano sottoscritto e non scompare per essere in separazione di beni.
La stessa logica si applica nei beni in comune: i beni comuni rispondono delle obbligazioni contratte congiuntamente da entrambi i coniugi.
Questo risulta particolarmente importante dopo un divorzio. Che gli ex coniugi concordino tra di loro che uno continuerà a pagare il mutuo non significa di per sé che la banca smetta di poter reclamare all'altro se continua a figurare come debitore nel prestito. Una cosa è la ripartizione interna che realizza la coppia e un'altra la relazione giuridica esistente con il creditore.
I debiti dell'attività di uno dei coniugi
Un altro punto particolarmente sensibile sono i lavoratori autonomi, i professionisti e gli imprenditori. Nei beni in comune, il Codice Civile stabilisce che i beni comuni possono rispondere di debiti contratti da uno dei coniugi nell'esercizio ordinario della sua professione, arte o mestiere, oltre a contemplare regole specifiche quando si sviluppa un'attività imprenditoriale.
Questo spiega perché alcuni matrimoni con attività economiche di maggiore rischio optano per la separazione dei beni. Non significa che questo regime faccia scomparire un debito né che protegga da avalli o prestiti firmati congiuntamente, ma mantiene come regola una maggiore indipendenza tra i due patrimoni.
Le spese della famiglia sono un'eccezione importante
Anche con separazione dei beni esiste una sfera economica condivisa. L'articolo 1319 del Codice Civile consente a ciascuno dei coniugi di compiere atti destinati a soddisfare le necessità ordinarie della famiglia e stabilisce che, per i debiti generati in tale ambito, possono rispondere i beni comuni e quelli del coniuge che ha contratto l'obbligo e, subsidiariamente, quelli dell'altro.
Perciò, separazione dei beni non equivale a vivere giuridicamente come due persone completamente indipendenti in tutte le spese. Il matrimonio mantiene obblighi economici legati al sostentamento familiare, anche se ciascun membro conserva la titolarità del proprio patrimonio.
Si può passare da comunione a separazione dei beni?
Sì. I coniugi possono fissare o modificare il loro regime economico mediante capitolazioni matrimoniali, ma esiste una cautela fondamentale: cambiare regime non può essere utilizzato per danneggiare diritti che i creditori hanno già acquisito. L'articolo 1317 del Codice Civile stabilisce espressamente che una modifica del regime economico matrimoniale non pregiudica i diritti precedentemente acquisiti da terzi.
Pertanto, passare a separazione dei beni quando esistono già debiti non consente di farli scomparire né di escludere automaticamente dal raggiungimento del creditore beni che già rispondevano di essi.
Allora, quale regime protegge di più di fronte ai debiti?
Dal punto di vista strettamente patrimoniale, la separazione dei beni stabilisce una divisione più chiara tra le obbligazioni individuali di ciascun coniuge: ciascuno risponde, come regola generale, dei propri debiti. Nella comunione, invece, ci sono più situazioni in cui il patrimonio comune può essere compromesso da obbligazioni contratte durante il matrimonio.
Questo non rende automaticamente la separazione dei beni un regime «migliore». La scelta dipende dalla situazione economica di ciascun matrimonio, se uno dei coniugi svolge un'attività imprenditoriale, dall'esistenza di patrimonio precedente e da come vogliono organizzare i loro redditi e proprietà.
La chiave per sapere chi risponde di un debito non sta solo nel verificare se il matrimonio è in comunione dei beni o separazione dei beni. Bisogna anche conoscere chi ha firmato l'obbligazione, a cosa è servito il denaro e se si trattava di un debito personale, familiare o legato all'attività professionale. Nella comunione dei beni, inoltre, è sempre opportuno distinguere tra il fatto che l'altro coniuge sia personalmente responsabile e che determinati beni comuni possano essere utilizzati per soddisfare il debito.