Budget 2027: cosa succede se il Congresso abbatte di nuovo il percorso fiscale

Il Governo affronta giovedì 23 luglio il suo secondo tentativo di approvare in Congresso il percorso di stabilità per elaborare i Bilanci Generali dello Stato del 2027. La prima votazione è fallita a causa del rifiuto di PP, Vox, Junts e UPN. Se dovesse fallire di nuovo, l'Esecutivo assicura che cercherà di andare avanti con i conti, anche se dovrebbe lavorare con un quadro fiscale diverso e con meno margine per le comunità autonome.

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El Congreso decide mañana sobre la senda de déficit de los Presupuestos de 2027 con la mayoría de PP, Vox y Junts en contra

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Il Governo porterà giovedì 23 luglio al Congresso il suo secondo tentativo di approvare la strada di stabilità, il passo preliminare necessario per preparare i Bilanci Generali dello Stato del 2027.

La prima proposta è stata respinta con 178 voti contrari, 167 a favore e cinque astensioni. Hanno votato contro PP, Vox, Junts e UPN, una maggioranza sufficiente per affossare gli obiettivi posti dal Ministero delle Finanze.

Il Governo presenterà nuovamente il testo a un Plenario straordinario con l'intenzione di salvare il procedimento. Ma, a pochi giorni dalla votazione, non c'è una maggioranza garantita.

Che cos'è la strada del deficit

La strada di stabilità fissa quanto possono spendere oltre le loro entrate le diverse amministrazioni pubbliche: lo Stato, la Previdenza Sociale, le comunità autonome e i comuni.

Il piano del Governo stabilisce per il complesso delle amministrazioni un deficit massimo del 1,8% del PIL nel 2027, del 1,6% nel 2028 e del 1,5% nel 2029.

Per il 2027, la ripartizione sarebbe la seguente: l'Amministrazione centrale avrebbe un deficit del 1,5% del PIL; la Previdenza Sociale, dello 0,2%; le comunità autonome, dello 0,1%; e i comuni dovrebbero mantenersi in equilibrio di bilancio.

Non è un dettaglio tecnico da poco. Da quella distribuzione dipende quanto margine avranno le amministrazioni per elaborare i propri conti.

Il conflitto con le comunità

Uno dei punti più sensibili è il margine concesso alle comunità autonome. La proposta del Ministero delle Finanze permetterebbe loro di disporre di circa 5.849 milioni di euro aggiuntivi durante il periodo analizzato.

Il Governo presenta quel margine come un miglioramento per i servizi pubblici autonomici. L'opposizione e alcuni alleati lo vedono in un altro modo: considerano che la ripartizione continua a concentrare troppo spazio fiscale nell'Amministrazione centrale.

Qui si spiega parte del conflitto. Le comunità gestiscono sanità, istruzione e assistenza, ma lo Stato conserva la maggior parte del margine di deficit. Questa tensione riemerge ogni volta che si negozia una strada fiscale.

Perché Junts ha votato contro

Il voto di Junts è stato decisivo per il fallimento della prima votazione. La formazione indipendentista considera insufficiente il margine assegnato alla Catalogna e richiede una distribuzione diversa tra lo Stato e le comunità autonome.

Il suo rifiuto si è sommato a quello di PP, Vox e UPN. Per il Governo, il problema è che non basta trattenere i suoi alleati abituali: ha bisogno che Junts cambi posizione o che qualche formazione che ha votato contro faciliti il procedimento.

La votazione del giorno 23 sarà, pertanto, qualcosa di più di un dibattito di bilancio. Misurerà di nuovo la capacità dell'Esecutivo di ricomporre una maggioranza in una legislatura segnata da negoziazioni serrate.

Cosa succede se viene nuovamente respinta

Un secondo rifiuto non obbligherebbe automaticamente il Governo a rinunciare ai Bilanci. L'Esecutivo sostiene che può continuare a lavorare sui conti utilizzando un percorso di riferimento compatibile con le regole fiscali europee.

Questa via è stata analizzata dalla Avvocatura dello Stato, anche se aprirebbe un terreno politico e giuridico poco abituale. Il Governo potrebbe tentare di andare avanti, ma lo farebbe con una sconfitta parlamentare molto visibile e con meno forza negoziale.

In pratica, le comunità perderebbero il margine aggiuntivo previsto dal Ministero delle Finanze e dovrebbero elaborare i loro conti con obiettivi più restrittivi.

Sarebbe anche più difficile mettere a punto il progetto di bilancio e poi concordare ogni voce con i gruppi parlamentari.

Il colpo politico di una nuova sconfitta

L'opposizione utilizzerebbe un nuovo rifiuto come prova che il Governo non ha una maggioranza sufficiente per approvare le grandi leggi economiche della legislatura.

Per Pedro Sánchez, il problema non sarebbe solo tecnico. Una sconfitta nel percorso fiscale rafforzerebbe l'idea di un Esecutivo costretto a negoziare ogni votazione al limite e senza garanzie per portare avanti i Bilanci.

Per Junts, invece, la votazione offre capacità di pressione. Il loro sostegno può diventare merce di scambio per richiedere più margine fiscale, più impegni con la Catalogna o progressi in altri fascicoli in sospeso con il Governo.

Il tetto di spesa è già fissato

Il Consiglio dei Ministri ha già approvato per il 2027 un tetto di spesa nazionale di 226.032 milioni di euro, la cifra più alta fino ad ora.

Questo limite comporta un aumento del 6,6% rispetto all'esercizio precedente. A differenza del percorso fiscale, il tetto di spesa non necessita di votazione parlamentare, ma entrambi gli elementi fanno parte dello stesso ingranaggio di bilancio.

Il Bilancio del 2027 avrà inoltre una difficoltà aggiuntiva: sarà il primo elaborato senza contare già con il grosso delle risorse straordinarie del Meccanismo di Recupero e Resilienza europeo.

Quando arriverebbero i Bilanci al Congresso

La votazione del 23 luglio non approva ancora i Bilanci. Decide solo se il Governo può lavorare con il percorso fiscale che ha progettato il Ministero delle Finanze.

Dopo, l'Esecutivo dovrebbe redigere il progetto completo, approvarlo in Consiglio dei Ministri e inviarlo al Congresso. Da lì inizierebbero le modifiche, le audizioni e la negoziazione partita per partita con i gruppi.

Il percorso fiscale è solo il primo filtro. Ma se il Congresso lo boccia di nuovo, il messaggio politico sarà chiaro: i Bilanci del 2027 nasceranno con una maggioranza ancora da costruire.

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