CCOO reclama un acquirente spagnolo per Deoleo che assicuri un lavoro stabile e di qualità

CCOO esige un compratore spagnolo per Deoleo, coordinamento istituzionale e garanzie ferme di occupazione e leadership nel settore oleicolo.

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CCOO de Andalucía ha allertato sui rischi che comporta l'attuale processo di disinvestimento e vendita di Deoleo, proprietaria di marchi come Carbonell e Hojiblanca, per il tessuto produttivo andaluso. Per questo motivo, il sindacato esige che si dia priorità a un acquirente di capitale spagnolo e che si blindi la stabilità e qualità dell'occupazione.

In un comunicato, l'organizzazione sindacale reclama "l'ingresso di investitori con solvibilità tecnica e finanziaria" che garantiscano sia l'occupazione diretta che quella indiretta, così come l'impulso e la continuità dei marchi strategici del gruppo, tra cui cita Carbonell, Bertolli o Carapelli.

CCOO ha espresso la sua "preoccupazione" di fronte a un'operazione imprenditoriale che possa mettere in discussione la sovranità del settore oleicolo, considerato "strategico" per l'economia dell'Andalusia e dell'intero paese. In questa linea, sottolinea che la "qualità, autenticità e tracciabilità" dell'olio d'oliva sono elementi essenziali, ricordando che la capacità produttiva di Deoleo si concentra nell'asse Siviglia-Cordoba-Jaén, con il suo principale centro ad Antequera.

Il segretario generale di CCOO di Industria di Andalusia, José Hurtado Quirós, ha ribadito che "qualsiasi possibile aggiudicatario deve assumere un impegno fermo e inequivocabile con il mantenimento dell'occupazione in tutti i suoi impianti operativi".

CCOO chiede coordinamento istituzionale per proteggere il settore

Di fronte a questo contesto, il sindacato ha esortato il Governo di Spagna e la Junta di Andalusia ad agire con "massima coordinazione istituzionale" per salvaguardare la catena del valore del settore oleicolo.

CCOO, che ha insistito nel "priorizzare progetti di capitale nazionale", ha reclamato all'Esecutivo centrale di utilizzare i suoi strumenti legali di blocco agli investimenti stranieri se l'operazione di vendita dovesse mettere in pericolo l'implementazione industriale e la stabilità dell'occupazione in Andalusia.

Inoltre, il sindacato ha proposto la creazione di uno spazio stabile di interlocuzione tra amministrazione e imprese per "vigilare rigorosamente" il processo di vendita di Deoleo.

La centrale ha anche avvisato che continuerà con le mobilitazioni e tutte le azioni che riterrà necessarie per fermare la disindustrializzazione del settore e garantire il futuro del personale dell'azienda.

Secondo quanto pubblica oggi 'El Economista', che cita fonti vicine all'operazione, la cooperativa spagnola Dcoop avrebbe presentato un'offerta di 470 milioni di euro per Deoleo e si sarebbe imposta sulle proposte delle italiane Coricelli, Bonifiche Ferraresi e Newlat Food, la francese Lesieur (Avril) e l'australiana Cobram Estate Olive.

Dcoop conferma che analizza la possibile acquisizione di Deoleo

Fonti di Dcoop consultate da Europa Press hanno ammesso che "studiano le opportunità" che offre il mercato, inclusa quella di Deoleo. "Crediamo che l'acquirente debba essere allineato con la qualità e la lotta contro le frodi e che sarebbe male per la Spagna perdere la leadership in un settore così strategico", hanno segnalato.

In parallelo, il fondo britannico CVC Partners starebbe chiudendo gli ultimi dettagli della vendita del 57% del capitale di Deoleo, operazione che canalizza attraverso il suo consulente finanziario KPMG, e il cui closing potrebbe avvenire a settembre.

Il mezzo italiano 'ItaliaOggi' dettaglia che, nell'operazione e per motivi di concorrenza legati a Dcoop, l'italiana Bonifiche Ferraresi (BF) passerebbe a controllare operativamente il marchio Carapelli come socio, mentre la spagnola Acesur si terrebbe Bertolli.

Se alla fine si culmina la transazione nei termini previsti, nascerebbe un gigante mondiale dell'olio d'oliva, con un fatturato superiore ai 2.200 milioni di euro.

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