Comisiones Obreras ha reso pubblicamente il suo sostegno alla candidatura della vicepresidente seconda del Governo e ministra del Lavoro e dell'Economia Sociale, Yolanda Díaz, per ricoprire il ruolo di prossima direttrice generale dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIT).
Il sindacato ha esortato governi, organizzazioni imprenditoriali e centrali sindacali a sostenere un progetto "basato sul lavoro dignitoso, il rafforzamento della contrattazione collettiva, la transizione giusta, la libertà sindacale e un multilateralismo che difenda la democrazia e la giustizia sociale".
Per CCOO, la proposta dell'attuale titolare del Lavoro acquista particolare importanza nel contesto attuale, in cui la Spagna dispone di solidi argomenti e "attivi reali" per presentare candidatura alla direzione dell'OIT.
In una nota pubblica, l'organizzazione sindacale valorizza il lavoro di Yolanda Díaz alla guida del Ministero del Lavoro e dell'Economia Sociale, sottolineando le "importanti misure che hanno migliorato le condizioni di lavoro e la qualità dell'occupazione" e che hanno favorito la crescita dell'economia e "storiche cifre dell'occupazione in Spagna", sempre con il dialogo sociale come asse centrale.
CCOO sottolinea altresì che l'OIT è "più che mai" un'istituzione "fondamentale" per salvaguardare il lavoro dignitoso, la protezione sociale e il dialogo sociale a livello internazionale.
Il sindacato ricorda che una delle missioni essenziali dell'OIT consiste nel fissare le Norme Internazionali del Lavoro e vigilare sul loro rispetto attraverso convenzioni e raccomandazioni rivolte agli Stati membri.
In questo contesto, CCOO segnala che la candidatura di Díaz, sostenuta dal Governo spagnolo, si presenta in un momento segnato da notizie "poco incoraggianti" per il multilateralismo in generale e per l'Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIT) in particolare, essendosi tradotto il "disprezzo" per il multilateralismo di Donald Trump e della sua amministrazione nell'uscita degli Stati Uniti da organismi come l'OMS e nel mancato pagamento del contributo all'OIT, superiore a 280 milioni di euro, il 22% del budget totale dell'agenzia.
Inoltre, CCOO denuncia che, insieme a "soffocare finanziariamente" l'OIT, il governo Trump ha cercato di "imporre il suo consulente finanziario come direttore politico", una manovra che, a giudizio del sindacato, comporterebbe "la fine dell'OIT così come la conosciamo".