Il trasporto è, per incidenza e magnitudo, il vettore più trascendente nella decarbonizzazione dell'economia. E, probabilmente, quello che ha più difficoltà a elettrificarsi, almeno in ambiti come la navigazione aerea o marittima.
Con l'obiettivo di accelerare l'elettrificazione e il dispiegamento di combustibili e idrogeno di origine rinnovabile nel trasporto, il Governo ha approvato questo martedì in Consiglio dei Ministri una norma che stabilisce una strada di riduzione degli obiettivi di emissioni fino al 2040 e di penetrazione di energia rinnovabile nel trasporto su strada, nella navigazione costiera e nel trasporto ferroviario non elettrificato.
Il decreto, che traspone la cosiddetta direttiva DER III nel settore del trasporto, aspira a costituire un quadro stabile che garantisca prevedibilità e certezza a tutti gli attori del settore, e lanci i segnali necessari agli attori in cerca della citata decarbonizzazione.
Chi è obbligato?
I soggetti obbligati a rispettare gli obiettivi fissati sono i fornitori di combustibile per i diversi modi di trasporto. Nel caso del trasporto su strada, ad esempio, sono gli operatori all'ingrosso di prodotti petroliferi e GPL (gas di petrolio liquefatto).
Vale a dire, l'obbligo non ricade sugli utenti finali, ma sulla parte fornitrice dell'energia, che dovrà incorporare nuovi combustibili, come idrogeno o elettricità di origine rinnovabile per garantire che il suo approvvigionamento contribuisca alla riduzione delle emissioni.
L'obbligo ricade direttamente sulle vendite di questi fornitori.
La norma obbliga anche soggetti, come Adif, a riportare informazioni all'Amministrazione riguardo alla elettricità e ai combustibili consumati nelle loro strutture, a fini statistici.
Quali sono gli obiettivi?
Secondo fonti del Ministero per la Transizione Ecologica informano a DEMÓCRATA, la norma che sarà pubblicata nei prossimi giorni nel Bollettino Ufficiale dello Stato (BOE) contempla un ampio catalogo di obiettivi annuali.
L'allegato contempla sia obiettivi ambientali di riduzione delle emissioni sia altre strade che richiedono l'incorporazione di biocarburanti avanzati, biogas, idrogeno e combustibili di origine non biologica e bioalcolici avanzati.
Il Ministero ha fornito poche referenze fino ad ora. Nel caso del combustibile destinato al trasporto su strada, la strada di riduzione delle emissioni contempla una riduzione del 17,6% nel 2030 e del 30% nel 2040.
Nel caso dei sentieri di incorporazione di biocarburanti e biogas avanzati, devono raggiungere congiuntamente il 8% del carburante nel 2030 e il 22% di tutto il carburante nel 2040.
In navigazione si richiede una riduzione delle emissioni del 9% nel 2030 e del 33% nel 2040, complementari agli obblighi già previsti dal regolamento europeo REfuelEU.
Nel ferroviario non elettrificato la riduzione delle emissioni raggiunge il 10% nel 2030 e il 50% nel 2040.
Nel trasporto aereo gli obiettivi sono quelli del Regolamento ReFuelEU Aviation: un 6% di combustibili sostenibili nel 2030 e un 34% nel 2040, misurato in tonnellate.
Flessibilità e sanzioni
La norma contempla meccanismi di flessibilità per raggiungere gli obiettivi, permettendo di compensare altre contribuzioni alla decarbonizzazione. Ad esempio, il combustibile di origine non biologica impiegato nell'industria potrebbe essere computato in quello richiesto per il trasporto su strada.
In ogni caso, il regolamento prevede sanzioni, considerando le violazioni un'infrazione molto grave nella Legge sugli Idrocarburi, che prevede multe di fino a 30 milioni di euro per questo tipo di casi.
E-credits
Con l'obiettivo di promuovere l'elettrificazione e la produzione di nuovi combustibili, la normativa sviluppa un sistema che quantifica l'energia rinnovabile in e-credits e che fornirà entrate aggiuntive agli operatori di punti di ricarica e produttori di combustibili di origine rinnovabile.
Questi operatori potranno richiedere certificati di combustibili rinnovabili e venderli ai soggetti obbligati affinché questi rispettino i loro obiettivi di riduzione delle emissioni.
Garanzie di sostenibilità
Regola anche le caratteristiche di sostenibilità di questi combustibili di origine non biologica al fine di prevenire pratiche di pubblicità ingannevole e dare sicurezza ai consumatori, con il rafforzamento dei sistemi di controllo e certificazione.
Tutti i combustibili di origine rinnovabile saranno soggetti ai controlli già applicati al bioetanolo e al biodiesel.
Inoltre, si crea un Sistema Nazionale di Verifica della Sostenibilità per coprire tutte le fasi della catena del valore e si riconoscerà ogni anno ai soggetti che certificano un maggiore volume di energia rinnovabile con marchi di qualità.