Circa 500 trattori colapsaranno Madrid questo mercoledì per esigere un campo vitale e con futuro

Circa 500 trattori e migliaia di agricoltori colapsaranno Madrid questo mercoledì per esigere redditività, meno costi e meno burocrazia nel campo.

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Circa 500 trattori, accompagnati da migliaia di agricoltori e allevatori arrivati da tutta la Spagna e convocati da Asaja, COAG e Unione delle Unioni, percorreranno questo mercoledì le strade di Madrid per esigere misure immediate che garantiscano la redditività delle aziende agricole e assicurino il futuro del mondo rurale, secondo quanto indicato dalle organizzazioni convocanti.

Le tre organizzazioni agricole, a cui si è unita Cooperativas Agroalimentarias de España, si mobilitano sotto lo slogan "Produciamo il tuo cibo, meritiamo di vivere del nostro lavoro" e hanno deciso di coordinarsi per richiedere risposte "urgenti" ai gravi problemi che affliggono il settore: l'aumento dei costi dei fattori produttivi, la mancanza di margini e le minacce che incombono sulla continuità di molte aziende.

La 'tractorada' si struttura attorno a cinque grandi richieste. La prima è un piano d'emergenza contro l'aumento dei costi di produzione, con l'attivazione immediata di un gasolio professionale agricolo, in modo che ci sia una fiscalità ridotta e stabile, con bonifiche applicate direttamente al momento del rifornimento.

Gli agricoltori e gli allevatori insistono sul fatto che necessitano di una soluzione duratura e, fino a quando non sarà articolata, "misure straordinarie sufficienti" per affrontare il sovraccosto del carburante e degli altri mezzi di produzione che stanno soffocando il mondo rurale. Avvertono che, se non si agisce, settori come quello cerealicolo saranno rovinati e a serio rischio di scomparire.

In secondo luogo, le organizzazioni richiedono una futura PAC "forte che protegga il reddito" di agricoltori e allevatori di fronte all'incertezza sul prossimo quadro della politica agricola. Rifiutano qualsiasi taglio al bilancio e chiedono una PAC realmente comune, con finanziamenti "sufficienti" e con i suoi due pilastri chiaramente differenziati.

Il terzo asse delle loro richieste sono "prezzi giusti" e una Legge della Catena Alimentare che venga rispettata in modo efficace. Considerano inaccettabile che agricoltori e allevatori continuino a essere il anello più fragile di una catena in cui i loro costi aumentano senza poterli trasferire ai prezzi che ricevono per i loro prodotti.

In quarto luogo, denunciano la concorrenza sleale derivante da determinati accordi commerciali, ricordando che le produzioni europee non possono competere con importazioni che non rispettano le stesse esigenze. Per questo reiterano il loro rifiuto all'accordo UE-Mercosur nelle condizioni attuali e all'accordo con il Marocco, oltre a esigere reciprocità normativa e controlli rigorosi al confine.

Il quinto punto si concentra sulla burocrazia. Richiedono "meno carta e meno norme", sottolineando che agricoltori e allevatori vogliono dedicarsi alle loro aziende e non essere costretti a investire sempre più ore in pratiche, registrazioni e obblighi amministrativi.

In questo scenario, le organizzazioni convocanti chiamano tutto il settore a unirsi alla mobilitazione, convinte che sia il momento "di chiarire, in modo contundente, che il campo ha bisogno di soluzioni per poter continuare a produrre e vivere del proprio lavoro".

Cooperative Agro-alimentari di Spagna sostiene anche questa 'tractorada', poiché buona parte delle rivendicazioni coincide con le proposte che le cooperative stanno trasmettendo alle amministrazioni nazionali e comunitarie.

Avvertono che il forte incremento dei costi energetici, in particolare del gasolio B, insieme all'aumento generalizzato dei costi di produzione, la concorrenza sleale delle importazioni che non rispettano gli standard dell'UE e un carico burocratico sproporzionato, dove il produttore è trattato come presunto evasore, stanno portando al limite la viabilità di centinaia di migliaia di aziende agricole e zootecniche.

Le cooperative sottolineano che questo contesto richiede "misure urgenti" che permettano di mantenere la capacità produttiva e sostenere l'attività economica e l'occupazione nelle zone rurali.

A tutto ciò si aggiunge che il campo spagnolo è "fortemente" condizionato dall'incertezza geopolitica, dalla mancanza di ricambio generazionale e di manodopera, così come dagli effetti avversi del cambiamento climatico.

Itinerari dei trattori e percorso della protesta

I trattori entreranno a Madrid organizzati in cinque colonne provenienti da Torrejón de la Calzada, Guadalajara, El Espinar, Buitrago del Lozoya e Arganda del Rey, utilizzando gli itinerari autorizzati, per confluire nella piazza di Colón, che sarà il punto di partenza della manifestazione.

Da lì, la marcia avanzerà per il paseo de Recoletos e il paseo del Prado fino alla glorieta dell'Imperatore Carlo V, dove si concluderà di fronte alla sede del Ministero dell'Agricoltura, della Pesca e dell'Alimentazione.

Prima che inizi la manifestazione, alle 11.00 ore, i responsabili di Asaja, COAG e Unión de Uniones, Pedro Barato, Andrés Góngora e Luis Cortés, rispettivamente, incontreranno i media nella piazza di Colón per esporre i motivi della protesta e dettagliare le principali rivendicazioni del settore.