L’entità spagnola Funditec ha avvertito dei "rischi" associati all’arrivo dell’era post quantistica e, al tempo stesso, ha esortato le società a adottare misure per proteggersi da queste nuove minacce.
Nel workshop "Come prepararsi per l’era post-quantistica. Rischi e tabella di marcia per le imprese", tenutosi nell’ambito dell’evento Madrid Connect e diretto dal direttore della ricerca di Funditec, Gonzalo Álvarez-Marañón, è stato illustrato in che modo i computer quantistici metteranno a repentaglio la sicurezza digitale aziendale.
Durante il suo intervento, Álvarez-Marañón ha presentato una tabella di marcia e un calendario di azione affinché le organizzazioni garantiscano la propria continuità e preservino la riservatezza delle informazioni che gestiscono.
POTREBBE PORTARE ALLA FALSIFICAZIONE DI AZIENDE E PERSONE
Il dottore in Informatica ha avvertito che i computer quantistici possono "rompere la crittografia che oggi, per quanto riguarda, protegge le comunicazioni, le firme elettroniche e le identità digitali". L’accesso a questo tipo di dati sensibili potrebbe sfociare in "falsificazione di aziende, persone o persino nello svuotamento di portafogli di criptovalute in pochi minuti".
Nella sessione è stata sottolineata la necessità di agire con rapidità attraverso inventari delle informazioni su cui si applica la crittografia, dando priorità ai dati riservati dei prossimi anni e adottando i nuovi standard post quantistici già validati.
Álvarez-Marañón ha ricordato che l’Unione Europea esige che i sistemi critici siano adeguatamente protetti prima del 2030 e ha rimarcato che "la cybersecurity va oltre il dipartimento IT e deve essere intesa come continuità del business sotto la responsabilità della direzione".
ESPOSIZIONE DEI DATI
"Le aziende che aspettano l’arrivo dell’implementazione dei computer quantistici vedranno esposti i loro dati, forse già intercettati, e dovranno migrare di corsa, con maggiore costo ed errori", ha affermato, precisando che un computer quantistico con la potenza sufficiente potrebbe, in poche ore o giorni, rendere obsoleta la sicurezza su cui si basa la crittografia a chiave pubblica utilizzata in servizi come la banca online, la posta elettronica, le VPN o i messaggi di Whatsapp.
Da parte sua, la dottoressa in Chimica e direttrice delle scienze di ricerca di Funditec, Dulce Muñoz, ha partecipato al tavolo “Fábricas del Futuro: Oltre i materiali, la nuova rivoluzione bioindustriale, biofabbricazione, biomateriali e nuove catene del valore per l’Europa”, dove ha posto l’attenzione sulla trasformazione industriale legata alla biofabbricazione e sulla sua capacità di ridurre la dipendenza dalle risorse fossili. A suo giudizio, “si continuano a estrarre materie prime, fabbricare, consumare e generare rifiuti”.
“Abbiamo migliorato molto l’efficienza del processo, ma non sempre abbiamo ridisegnato il sistema”, ha affermato. In questa linea, ha spiegato che la generalizzazione dei materiali di base biologica provenienti da rifiuti agricoli, forestali o agroalimentari, riciclati o riciclabili, permetterà di produrre in modo più efficiente e sostenibile e innescherà “una nuova rivoluzione industriale”, integrando fin dall’origine i principi di circolarità, sicurezza e sostenibilità.
Muñoz ha sostenuto che l’introduzione di questi nuovi materiali nelle fabbriche del futuro contribuirà a “ridurre la vulnerabilità dell’Europa nelle crisi geopolitiche”. Ha avvertito che “se l’Europa non evolve verso questi materiali sostenibili e la produzione industriale si insedia in altri luoghi, perderemo l’essenza di valore, lavoro e capacità di decisione”, ribadendo che “la base scientifica è una delle grandi forze; ma la debolezza principale sta nella scala”.
Per concludere, la ricercatrice ha chiesto “più investimenti privati industriali e maggiore capacità di convertire i risultati scientifici in fabbriche e aziende che crescano da Spagna”.