Crisi in Hacienda: gli ispettori chiedono una riforma urgente dell'Agenzia Tributaria

Gli ispettori di Hacienda denunciano una crisi nell'AEAT e chiedono una riforma urgente, mentre il Governo difende un'Agenzia rafforzata e respinge la sua frammentazione

7 minuti

WhatsApp Image 2026 10 31 at 14.34.47
Aggiungi DEMOCRAT su Google

Pubblicato

Ultimo aggiornamento

7 minuti

La Asociación de Inspectores de Hacienda del Estado (IHE) considera che la Agencia Tributaria attraversa "la peggiore crisi della sua storia" e chiede una profonda riforma del suo funzionamento per garantire la sua indipendenza dal potere politico e rafforzare la lotta contro le frodi. Tra le sue proposte figurano la creazione di una polizia fiscale specializzata in reati economici, un Ufficio Nazionale Antifrode e una direzione della AEAT eletta dalle Cortes Generales.

Queste sono state alcune delle principali conclusioni del XXXVI Congreso de Inspectores de Hacienda del Estado, celebrato questo giovedì e venerdì a Toledo, sotto il motto Una Administración tributaria para los ciudadanos.

Questa diagnosi, raccolta nel rapporto presentato durante le giornate, al quale ha avuto accesso DEMÓCRATA durante il seguito del congresso, va oltre le necessità di personale e finanziamento. L'associazione mette in discussione l'influenza politica sull'istituzione, l'instabilità dei suoi responsabili e un sistema di obiettivi che, a suo giudizio, favorisce l'accumulo di azioni amministrative rispetto alle indagini complesse sulle frodi.

Durante l'incontro, la presidenta de IHE, Ana de la Herrán Piñar, ha rimarcato la sua preoccupazione per il funzionamento delle amministrazioni pubbliche. Nel suo intervento inaugurale ha fatto riferimento all'"abbandono e alla negligenza" che, a suo giudizio, colpiscono le istituzioni e ha difeso la necessità di rafforzarne il funzionamento e la responsabilità di chi le dirige. Ha anche ricordato Antonio Montero, ispettore di Hacienda deceduto nell'incidente ferroviario di Urda, ed ha espresso le sue condoglianze alle vittime e ai loro familiari.

Inoltre, gli ispettori avvertono di un "rischio reale" che l'Agenzia smetta di esistere così come la si conosce attualmente, una preoccupazione che collegano, tra le altre questioni, agli impegni per trasferire competenze tributarie alla Catalogna.

Quindici direttori generali in quasi 35 anni

L'indipendenza istituzionale occupa un posto centrale nelle rivendicazioni di IHE. L'associazione ricorda che la Agencia Tributaria ha avuto quindici direttori generali in quasi 35 anni, con una permanenza media di poco più di due anni. In uno di quei periodi arrivò ad avere quattro responsabili in appena due anni, circostanza che provocò più di 300 revoche e nomine in posti di libera designazione.

Gli ispettori mettono inoltre in discussione che più del 50 % dei posti occupati da membri di questo corpo siano coperti mediante libera designazione.

Per correggere questa situazione, propongono che il direttore generale dell'Agenzia sia nominato dalle Cortes Generales a maggioranza qualificata, con un mandato di cinque anni, rinnovabile una sola volta, e cause di cessazione tassate.

Il modello includerebbe una comparizione annuale davanti al Parlamento per rendere conto sui risultati, le risorse e il rispetto dei piani strategici. Implicherebbe anche lo scollegare la direzione dell'Agenzia dalla Secretaría de Estado de Hacienda, che attualmente ne esercita la presidenza.

Gli episodi di utilizzo politico che denunciano gli ispettori

Il rapporto dedica una sezione agli episodi che, secondo IHE, hanno deteriorato la reputazione dell'Amministrazione tributaria.

Tra questi menziona l'amnistia fiscale del 2012, successivamente annullata dal Tribunal Constitucional; i licenziamenti e le dimissioni registrati nella Delegación Central de Grandes Contribuyentes nel 2013; e diverse controversie relative alla divulgazione di informazioni tributarie riservate.

Riporta anche le dichiarazioni pubbliche fatte nel 2024 dall'allora ministra delle Finanze sulla situazione fiscale del partner di Isabel Díaz Ayuso, che l'associazione collega al dovere di riservatezza stabilito nell'articolo 95 della Ley General Tributaria.

IHE mette in discussione anche la mancanza di spiegazioni tecniche in determinati casi. Come esempio, ricorda la comparizione di una precedente direttrice dell'Agenzia davanti a una commissione del Senato, dove attribuì a un "errore inspiegabile" l'assenza di verifiche fiscali a una persona indagata dell'entourage di un ex presidente del Governo.

Nove cittadini su dieci credono che esista molta evasione fiscale

Gli ispettori incorporano nella loro diagnosi i risultati dei sondaggi del Centro de Investigaciones Sociológicas sull'opinione pubblica e la politica fiscale.

Secondo i dati corrispondenti al 2025 raccolti nel rapporto, il 90,1 % dei cittadini ritiene che in Spagna esista molta o abbastanza evasione fiscale. Tuttavia, solo il 43,7 % crede che l'Amministrazione compia molti o abbastanza sforzi per combatterla.

L'associazione segnala che questa percezione si mantiene da anni. Tra il 2006 e il 2025, la percentuale di cittadini che consideravano elevata l'evasione non è mai scesa sotto l'82 %.

IHE contesta anche determinate pratiche sanzionatorie dell'AEAT. Sostiene che per anni sono state imposte sanzioni in modo praticamente automatico, soprattutto dall'area di Gestione, senza accreditare sufficientemente la colpevolezza del contribuente, il che ha dato luogo a risoluzioni e sentenze favorevoli agli interessati.

Più di mezzo milione di controlli di Gestione contro 9.141 di Ispezione

Una delle principali critiche del documento riguarda la distribuzione delle attività di controllo tributario.

Nel 2024 sono state programmate 524.239 attività di controllo sulle attività economiche: 515.098 sono corrisposte all'area di Gestione e 9.141 a Ispezione.

IHE ritiene che questa distribuzione rifletta un modello che ha rafforzato le verifiche amministrative mantenendo al contempo limitazioni per indagare le frodi più complesse.

L'associazione contesta che le squadre debbano rispettare obiettivi quantitativi e scadenze interne che, secondo quanto denuncia, rendono difficile l'indagine su grandi reti fraudolente.

Il rapporto ricorda che il grado di adempimento degli obiettivi di controllo della frode tributaria e doganale ha raggiunto il 136,91 % nel 2025, sebbene sostenga che questi indicatori non permettano di sapere se le attività si concentrano sulle condotte di maggiore rischio fiscale.

Per modificare il modello, propone creare un Dipartimento di Controllo Tributario e Doganale che integri le facoltà di verifica attualmente ripartite tra Gestione, Ispezione e Dogane.

Una polizia fiscale e nuove misure contro la corruzione

IHE chiede la creazione di un Ufficio Nazionale Antifrode, specializzato in frode fiscale organizzata, contrabbando e riciclaggio di capitali, da cui dipenderebbe una polizia fiscale costituita a partire dalle unità operative del Servizio di Vigilanza Doganale.

L'associazione propone di dotarla di funzioni di polizia giudiziaria per indagare sui reati fiscali, di contrabbando e altri di carattere economico.

Tra le riforme legali che propone figurano attività di indagine senza identificazione preventiva, con garanzie, e un piano speciale e permanente di ispezione di rappresentanti e partiti politici.

Chiede anche di facilitare l'accesso a determinate dichiarazioni patrimoniali di pubblici ufficiali, rafforzare la Fiscalía Anticorrupción con personale specializzato e stabilire un regime specifico per determinati frodatori.

Quest'ultimo includerebbe un registro speciale e misure come la revoca del NIF e la chiusura del registro delle società, una formula che il documento denomina "morte civile".

Jesús Gascón, segretario di Stato delle Finanze. Foto: IHE.

Cataluña: Hacienda nega che voglia frammentare l'Agenzia Tributaria

L'accordo politico per avanzare verso un modello di finanziamento singolare in Cataluña è stato un altro degli argomenti centrali del congresso.

IHE ritiene che il trasferimento di competenze e mezzi dell'AEAT all'amministrazione tributaria catalana danneggerebbe l'indagine sulla frode e l'uguaglianza dei contribuenti.

L'associazione stabilisce tre condizioni che considera irrinunciabili: un sistema unico di informazione tributaria, una cassa unica per gestire ritenute e pagamenti frazionati e un controllo integrato delle attività economiche.

Questi avvertimenti hanno avuto risposta durante l'inaugurazione dell'incontro. Il segretario di Stato delle Finanze, Jesús Gascón, ha difeso un'Agenzia Tributaria rafforzata e "mai frammentata", di fronte alle preoccupazioni espresse dagli ispettori sulle possibili conseguenze delle cessioni fiscali a Cataluña.

Gascón ha anche espresso il suo sostegno ai funzionari di fronte agli attacchi diretti contro il corpo e ha respinto che la modernizzazione dei processi di selezione debba tradursi in una riduzione delle esigenze formative.

L'associazione, da parte sua, propone come alternativa alla frammentazione un Consiglio Consultivo dell'Agenzia Tributaria in cui partecipino le amministrazioni che condividono i proventi riscossi.

Meno personale che nel 2009 e nuovi strumenti di intelligenza artificiale

Il documento affronta infine le risorse umane e la modernizzazione tecnologica.

L'Agenzia contava con 27.226 dipendenti nel 2025, ancora al di sotto del suo organico del 2009. Il suo Piano Strategico 2024-2027 prevede di raggiungere i 29.376 effettivi al termine di tale periodo, mentre IHE chiede di avvicinare progressivamente la dotazione di personale alla media europea.

L'associazione difende inoltre un finanziamento stabile e pluriennale e una riorganizzazione degli effettivi per dedicare più risorse alle indagini complesse.

In materia tecnologica, propone di incorporare strumenti di intelligenza artificiale nel lavoro quotidiano dei funzionari per analizzare operazioni, rilevare anomalie contabili e ricostruire relazioni tra società, sempre con supervisione umana e risultati verificabili.

Le proposte presentate a Toledo sono rivolte al Governo, al Parlamento, alla direzione dell'Agenzia Tributaria e alla Segreteria di Stato delle Finanze. IHE chiede un nuovo statuto, una direzione indipendente, maggiori mezzi e un modello di controllo che conceda maggiore priorità all'indagine sulle frodi gravi e organizzate.