La somma di prestiti e anticipi concessi da Revolut, Nubank, Monzo e Starling Bank è aumentata del 50,4% nel corso del 2025, mentre i depositi e i saldi dei clienti di queste quattro entità sono aumentati del 47,3%, secondo il rapporto "The Digital Banking Monitor", redatto da Alvarez & Marsal (A&M).
Con questo comportamento, il volume d'affari aggregato di queste banche digitali ha raggiunto nell'ultimo esercizio i 201.252 milioni di dollari —circa 172.500 euro—, il che implica una crescita del 47,9% rispetto al 2024.
Secondo la società di servizi professionali, queste cifre evidenziano "una trasformazione dei modelli di business della banca digitale", che dopo una fase iniziale focalizzata su conti, carte, pagamenti e cambio valuta, sta estendendo il suo catalogo verso il credito al consumo, il finanziamento alle imprese, il risparmio e l'investimento.
Il documento precisa, tuttavia, che il ritmo di espansione e il modo di crescere non sono omogenei. Alcune entità canalizzano una parte sempre maggiore dei loro depositi verso la concessione di finanziamenti, mentre altre optano per mantenere bilanci "più liquidi" e un'esposizione ancora "limitata" al rischio creditizio.
Revolut guida la crescita del credito con un aumento del 120%
Per entità, Revolut è stata quella che ha maggiormente incrementato il suo portafoglio di prestiti, con un avanzamento tendenziale del 119,5%. In parallelo, la compagnia ha elevato i suoi depositi del 65,1%, in consonanza con l'aumento della sua base di clienti e con l'ampliamento della sua offerta di servizi finanziari.
Nonostante questo dinamismo, il credito continua ad avere un peso ridotto nel suo bilancio. Il rapporto di prestiti su depositi ha chiuso il 2025 al 5,8%, rispetto al 4,4% dell'esercizio precedente. "Questo significa che Revolut continua a mantenere la maggior parte delle risorse dei suoi clienti in attivi liquidi, mentre sviluppa in modo graduale le sue capacità di finanziamento", spiegano gli autori del rapporto.
In parallelo, Nubank ha elevato i suoi prestiti del 57,5% e i suoi depositi del 45,3%, mentre Monzo ha registrato incrementi del 44,3% e del 54,9%, rispettivamente, in prestiti e depositi. Per quanto riguarda Wise, la consulente chiarisce che rimane esclusa dal confronto sul credito, poiché il suo modello si concentra principalmente su pagamenti e trasferimenti internazionali e non utilizza i saldi dei clienti per concedere finanziamenti.
Le banche digitali destinano quattro volte meno depositi al credito rispetto alla banca tradizionale
Lo studio evidenzia che le divergenze tra le entità diventano particolarmente visibili nel rapporto prestiti su depositi, che indica quale parte delle risorse raccolte è orientata a finanziare famiglie e imprese.
Nubank ha raggiunto nel 2025 un rapporto del 66%, rispetto al 60,9% dell'anno precedente, ed è l'unico dei neobanche analizzati che utilizza i suoi depositi per concedere prestiti in modo massiccio. Starling Bank si colloca al secondo posto, con un 40,7%, spinto soprattutto dalla sua attività di finanziamento alle PMI nel Regno Unito.
All'estremo inferiore, Monzo mantiene un rapporto del 9%, leggermente al di sotto di quello dell'anno precedente, mentre Revolut si ferma al 5,8%. Nel complesso, la media dei neobanche esaminati si attesta al 24,9%, molto lontano dall'ambiente del 100% che presenta la banca tradizionale europea.
"Questa differenza offre un ampio margine per incrementare l'attività creditizia, ma riflette anche una gestione prudente del rischio. Lo sviluppo di prestiti richiede capacità diverse da quelle necessarie per gestire conti e mezzi di pagamento, come sistemi di valutazione creditizia, gestione dei mancati pagamenti, accantonamenti, conformità normativa e consumo di capitale", segnalano i responsabili dello studio.
Alti margini di interessi e cuscinetto di capitale CET1 spingono nuove vie di finanziamento
Per quanto riguarda le prospettive di crescita, gli specialisti esortano a trasformare il "forte crescita dei depositi" in nuove fonti di reddito, "senza compromettere la qualità degli attivi né il loro vantaggio operativo".
In termini quantitativi, il margine di interessi rappresenta già il 62,8% dei ricavi aggregati delle entità analizzate. In Nubank sale all'84,5% e in Starling Bank all'87,5%, rispetto al 24,8% di Revolut e al 25,7% di Wise. "Alcune compagnie ottengono la maggior parte dei loro ricavi dal credito e dal margine di interessi, mentre altre continuano a fare affidamento principalmente su commissioni, pagamenti, abbonamenti, cambio valuta o servizi di investimento", dettagliano.
Per quanto riguarda il capitale della banca digitale, Revolut ha chiuso il 2025 con un rapporto CET1 del 40,7%; Monzo, del 27,3%; e Starling Bank, del 28,6%. Nubank, da parte sua, si è attestato al 13%.
"Questi livelli forniscono margine per continuare ad ampliare il bilancio e sviluppare nuove linee di finanziamento. Tuttavia, l'aumento del credito sarà accompagnato da maggiori requisiti in materia di capitale, supervisione e gestione del rischio", conclude il rapporto.
In questo contesto, gli analisti di Alvarez & Marsal sostengono che quelle entità capaci di combinare una concessione prudente di credito con la loro base tecnologica e la loro minore struttura di costi "saranno meglio posizionate per ampliare la relazione con i loro clienti e competere in una maggiore parte del business bancario".