Il lavoro migliora la proposta degli esperti e propone di aumentare l’SMI del 5,3% nel 2027, fino a 1.286 euro

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Il Ministero del Lavoro e dell’Economia Sociale ha elaborato una bozza di regio decreto nella quale fissa un aumento del Salario Minimo Interprofessionale (SMI) per il 2027 del 5,3%, fino a 1.286 euro al mese in 14 mensilità (42,87 euro al giorno) o un totale di 18.004 euro annui. Così risulta dal testo che Trabajo ha portato in udienza e partecipazione pubblica e che colloca l’aumento dell’SMI al di sopra del 4,9% suggerito dalla commissione di esperti che consiglia il Governo in questa materia. Inoltre, questa percentuale del 5,3% è inferiore al 7% che chiedono CCOO e UGT. Il Ministero di Yolanda Díaz concede tempo fino al 16 novembre per presentare osservazioni a questa bozza di Regio Decreto. L’intenzione del Governo è cercare di approvare l’aumento dell’SMI prima delle elezioni generali del 29 novembre. Secondo la bozza, l’aumento del 5,3% prende come base la relazione emessa questa settimana dalla commissione di esperti. La memoria spiega che questo incremento dell’SMI risponde al diritto a una remunerazione equa e sufficiente e dà continuità all’obiettivo affinché questa retribuzione minima raggiunga il 60% del salario medio, in linea con la Carta Sociale Europea e con le risoluzioni del Comitato Europeo dei Diritti Sociali. In materia di compensazione e assorbimento, il progetto prevede che la revisione salariale non incida su quelle retribuzioni professionali che, complessivamente e su base annua, già superano i 18.004 euro minimi previsti. Solo gli stipendi che restano al di sotto di tale soglia annua dovranno essere aumentati fino a raggiungerla. Allo stesso modo, il regio decreto include una disposizione transitoria di "non incidenza" al fine di prevenire distorsioni in ambiti extra-lavorativi. Per questo, il nuovo importo non si applicherà automaticamente a norme autonomiche o locali che ricorrono all’SMI come indicatore per concedere aiuti o prestazioni pubbliche, né a contratti e accordi privati che lo abbiano come riferimento, salvo che le parti o le normative di settore lo dispongano in modo espresso. In tali casi, durante il 2027 sarà mantenuto il valore dell’SMI precedente all’entrata in vigore della nuova norma. La bozza stabilisce retribuzioni specifiche per categorie con contratti di breve durata e lavoro domestico. Così, i lavoratori con contratti di durata determinata i cui servizi in una stessa azienda non superano i 120 giorni percepiranno come minimo 60,88 euro per giornata legale, importo che include la parte proporzionale di domeniche, festività e le due gratifiche straordinarie. Nel caso delle lavoratrici domestiche, il salario minimo per chi presta servizi in regime esterno a ore è fissato in 10,06 euro per ogni ora effettivamente lavorata, incorporando tutti i concetti retributivi. Il testo precisa che in tutte le modalità salariali si computa esclusivamente la remunerazione in denaro, senza che il salario in natura possa ridurre la quantia integrale fissata per legge.