Imprenditori iberoamericani esigono istituzioni solide, sicurezza giuridica e più dialogo sociale

Le cupole imprenditoriali iberoamericane firmano a Madrid una dichiarazione che reclama istituzioni solide, sicurezza giuridica e più dialogo sociale.

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I massimi responsabili delle associazioni imprenditoriali che fanno parte del Consiglio degli Imprenditori Iberoamericani (CEIB) e dell’Organizzazione Internazionale dei Datori di Lavoro (OIE) hanno firmato questo martedì a Madrid la cosiddetta 'Dichiarazione di Madrid', nella quale chiedono "istituzioni solide, sicurezza giuridica e dialogo sociale" come pilastri imprescindibili per promuovere la crescita economica e attirare investimenti in Iberoamerica.

Il testo è stato approvato nella sede della Confederación Española de Organizaciones Empresariales (CEOE) e sarà inviato alle signore e ai signori Capi di Stato e di Governo in occasione della XXX Cumbre Iberoamericana, dopo un incontro che ha riunito 29 leader imprenditoriali di 22 Paesi della regione.

Nel documento concordato, le organizzazioni imprenditoriali sottolineano che non può esserci società solide senza un tessuto imprenditoriale robusto, né sviluppo sostenibile senza istituzioni affidabili, lavoro formale e un dialogo sociale reale e operativo.

Il segretario generale iberoamericano, Andrés Allamand, ha raccolto la dichiarazione e, a seguire, ha analizzato la congiuntura economica regionale. Ha inoltre sostenuto la necessità di rafforzare l’integrazione degli enti rappresentati in CEIB e si è impegnato a trasferire le sue richieste ai Capi di Stato per garantire che la voce del settore privato giunga nell’agenda politica.

I rappresentanti imprenditoriali hanno inoltre chiesto l’avvio di patti nazionali contro il lavoro informale, sostenuti dalla riduzione di vincoli e costi e da un miglioramento dell’accesso al finanziamento per imprese e lavoratori.

Inoltre, i partecipanti hanno proposto di trasformare il miglioramento della competitività regionale in una politica valutabile, attraverso una tavola di indicatori comparabili elaborata insieme a OIE, CEIB, l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIT), la CEPAL e l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economici (OCSE).

Nello stesso senso, hanno reclamato "regole chiare e prevedibili", avanzare nella semplificazione e digitalizzazione delle procedure amministrative, rafforzare la formazione tecnico-professionale e promuovere una transizione sostenibile compatibile con la conservazione dell’occupazione e l’impulso agli investimenti produttivi.

Nell’apertura dell’incontro, condotta dalla presidente dell’Unione Costaricense delle Camere e delle Associazioni del Settore Imprenditoriale Privato (UCCAEP), Maritza Hernández Castañeda, il presidente della CEOE e della CEIB, Antonio Garamendi, ha sottolineato che "il dialogo sociale è la migliore infrastruttura che può avere un Paese" e ha ribadito che "non ci sono società forti senza imprese forti".

Da parte sua, il vicepresidente dell’OIE per l’America Latina, Alexandre Furlan, e il segretario generale dell’OIE, Roberto Suárez, hanno rimarcato l’importanza di preservare l’autonomia imprenditoriale rispetto ai poteri pubblici.

La giornata ha incluso anche un colloquio con i presidenti dell’Associazione Nazionale degli Imprenditori della Colombia (ANDI), Bruce Mac Master; della Confederazione della Produzione e del Commercio (CPC) del Cile, Susana Jiménez Schuster; e della Confederazione Nazionale delle Camere Industriali degli Stati Uniti Messicani (CONCAMIN), Alejandro Malagón. Inoltre, il professore della IESE Business School Jordi Gual ha offerto una relazione incentrata sulla fiducia istituzionale.