L'Ibex 35 consolida i 19.000 punti in attesa delle banche centrali e dei risultati

L'Ibex 35 recupera i 19.000 punti in una sessione segnata dalle banche centrali, dai risultati aziendali e dall'incertezza politica in Brasile.

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Il Ibex 35 ha concluso la sessione di questo lunedì con un avanzamento dello 0,23%, il che gli ha permesso di posizionarsi a 19.033,3 punti, in una giornata dominata dalle aspettative degli investitori riguardo a ciò che riserverà il resto della settimana, segnata dalle riunioni delle banche centrali e dalla presentazione dei risultati aziendali.

Questo mercoledì si terrà la riunione della Federal Reserve degli Stati Uniti (Fed), alla quale si aggiungeranno nelle due giornate successive gli incontri della Banca Centrale Europea (BCE) e della Banca del Giappone.

In ambito nazionale, la stagione dei risultati entra di pieno nella sua fase più intensa. Dopo che giovedì scorso Bankinter ha pubblicato i suoi conti, il grosso del settore finanziario farà altrettanto nei prossimi giorni, con Mapfre, Línea Directa, Banco Santander, BBVA, CaixaBank, Banco Sabadell o Unicaja. Presenteranno risultati anche diverse compagnie energetiche (Endesa, Redeia, Repsol o Naturgy), oltre a Ferrovial.

Tuttavia, la negoziazione di questo lunedì è stata anche condizionata dall'esito delle elezioni in Brasile, il che ha provocato discese nei valori con maggiore esposizione a quel mercato, come Telefónica, Banco Santander e Mapfre.

"Dopo il primo turno, tenutosi all'inizio di ottobre, i mercati avevano in gran parte scontato una vittoria di Bolsonaro; questo suggerisce una correzione significativa negli attivi brasiliani e una maggiore volatilità, dato che persistono i dubbi riguardo alla politica fiscale. L'implementazione di misure legislative dipenderà dalla capacità di formare coalizioni in un Congresso frammentato e di tendenza maggiormente di centrodestra", spiega l'analista di reddito fisso di Julius Baer, Eirini Tsekeridou.

Sul fronte geopolitico, le forze hutite hanno condotto diverse operazioni militari con missili balistici e droni contro vari obiettivi in Arabia Saudita, tra cui l'aeroporto internazionale Re Khalid a Riad e diverse stazioni di pompaggio di petrolio.

In Spagna, la Commissione Nazionale dei Mercati e della Concorrenza (CNMC) ha autorizzato in prima fase l'acquisto da parte di Iberdrola del business di commercializzazione di elettricità di Contigo Energía nel mercato spagnolo, un'operazione con la quale la compagnia incorporerà un portafoglio di 100.000 clienti.

Nel piano macroeconomico, l'Istituto Nazionale di Statistica (INE) ha segnalato che la compravendita di abitazioni è aumentata ad agosto del 3,4% rispetto allo stesso mese del 2025, fino a un totale di 49.319 operazioni, il livello più alto per un mese di agosto dal 2024. Inoltre, il numero di mutui costituiti su abitazioni è cresciuto del 2,3%, con 33.841 prestiti, il suo maggior registro in un agosto dal 2022.

Allo stesso modo, l'organismo ha indicato che i prezzi industriali sono schizzati del 18,3% a settembre rispetto allo stesso mese del 2025, un tasso di 5,1 punti superiore a quello di agosto e il più elevato dal novembre 2022, spinto dall'aumento dei costi dell'energia.

In questo scenario, i valori più rialzisti del giorno sono stati Grifols (+5,31%), Indra (+4,14%), IAG (+3,96%), Solaria (+3,46%), ACS (+2,97%) o Unicaja (+2,32%). Sul lato dei ribassi si sono posizionati Telefónica (-6,41%), Banco Santander (-3,09%), Cellnex (-2,98%), Mapfre (-1,82%) o Naturgy (-1,80%).

Le principali piazze borsistiche europee hanno chiuso anch'esse in positivo questo lunedì, con Londra che avanzava dello 0,72%; Parigi, dello 0,82%; Francoforte, dello 0,91%; e Milano, dell'1,29%.

Il barile di Brent veniva scambiato a 117,33 dollari al termine della sessione europea, mentre il West Texas Intermediate (WTI) si trovava a 103,01 dollari, un 0,24% in meno.

Nel mercato del debito, il rendimento del bond spagnolo a 10 anni è rimasto al 4,006%, sotto il 4,039% registrato alla chiusura di venerdì, il che ha ridotto il premio di rischio rispetto al bond tedesco fino a 63,6 punti base.

Nel mercato dei cambi, l'euro si deprezzava dello 0,16%, fino a un tasso di cambio di 1,1184 dollari per ogni euro.