La SCF critica che i suoi avvisi vengano presi in considerazione solo dopo la tragedia ferroviaria di Urda.

SCF denuncia che l’incidente di Urda sia stato necessario affinché i Trasporti rispondano ai loro avvisi sulla sicurezza, il personale e i sistemi ferroviari.

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Il Sindicato de Circulación Ferroviario (SCF) ha espresso il proprio rammarico perché il grave sinistro ferroviario di Urda (Toledo) sia stato il detonante affinché il Ministero dei Trasporti inizi a prendere in considerazione le rivendicazioni che da anni sta formulando ad Adif, all’Agenzia Statale per la Sicurezza Ferroviaria (AESF) e allo stesso dipartimento. Tra queste richieste figurano limiti chiari ai tempi massimi di attività, un’adeguata formazione continua e la correzione dell’attuale carenza di personale.

"È dovuta accadere una disgrazia così grande perché il ministro, nel corso della sua comparizione e in attesa che si concretizzino le misure annunciate, prendesse in considerazione le questioni che SCF continua a rivendicare in modo reiterato ad Adif, all’AESF e al Ministero", ha lamentato l’organizzazione sindacale in un comunicato.

Il SCF ha ricordato che una delle sue richieste è la modifica dell’articolo 38 del RD 929/2020 relativo a "Tempi massimi di attività di controllo del traffico", insieme al miglioramento della formazione continuata e alla copertura delle posizioni vacanti esistenti.

"Saremo in attesa di vedere come verranno implementate a effetti reali e che non restino promesse scritte su un foglio", ha ribadito il sindacato, che reclama che gli annunci si traducano in cambiamenti effettivi nella rete ferroviaria.

Il Sindicato de Circulación Ferroviario ha dettagliato che la linea dell’Alta Velocità Madrid-Sevilla è stata inaugurata nel 1992 con una capacità pensata per un volume concreto di treni, ma il traffico è andato aumentando in modo continuo.

"Attualmente, la saturazione dei treni nel tratto dell’incidente era brutale durante le ore di punta. A questa situazione si è aggiunta la liberalizzazione del trasporto ferroviario di passeggeri, passando da un unico operatore, Renfe, a tre: Renfe, Ouigo e Iryo", ha indicato il sindacato, che collega questa pressione aggiuntiva alla situazione attuale dell’infrastruttura.

Nel campo tecnologico, il SCF ha indicato che, sebbene il sistema LZB sia considerato sicuro, la preoccupazione risiede nella sua affidabilità, dal momento che le "molteplici avarie ci fanno intervenire in troppe occasioni". A ciò si aggiunge l’obsolescenza di questa attrezzatura, che complica la manutenzione in condizioni ottimali a causa dell’invecchiamento di molti dei suoi componenti.

Per questo motivo, il sindacato ritiene indispensabile chiarire le responsabilità per il ritardo nell’implementazione del sistema ERTMS, che, a suo giudizio, «dovrebbe già essere terminato», e per l’assenza di procedure adattate alla realtà attuale. «Queste devono prevedere le condizioni reali e attuali di esercizio e la situazione di stress e di elevato carico di lavoro che si genera quando i sistemi falliscono», ha indicato.

Mancanza di personale, ridimensionare le posizioni e ricambio generazionale

Per quanto riguarda l’organizzazione del lavoro, il SCF ha spiegato che, in questi momenti, sono tre i posti incaricati di gestire la linea Madrid-Sevilla. Per questo, chiede un’analisi rigorosa per determinare quali posizioni richiedono un supporto permanente, sia in situazioni di esercizio normale sia in scenari degradati, e per affrontare la carenza di personale che impedisce di garantire adeguati riposi a tutti i lavoratori.

Il sindacato ha inoltre avvertito dell’impatto del ricambio generazionale e della perdita di esperienza ad esso associata. Come ricorda, il SCF da decenni avverte che questa situazione sarebbe arrivata, ma ritiene che «Adif sia arrivata in ritardo» nella pianificazione e nel rafforzamento dei team.

Infine, l’organizzazione ha mostrato il suo rifiuto per la crescente assunzione di servizi esterni, anche in materie collegate alla sicurezza della circolazione. A suo giudizio, in questo ambito non si può ridurre con l’obiettivo di migliorare la redditività di aziende private subappaltatrici. Il SCF afferma di aver denunciato tutti i casi di cui ha avuto conoscenza quando hanno interessato la sicurezza della circolazione ferroviaria.