La Spagna conserva il rischio basso in A2 nonostante il peggioramento economico globale, secondo Coface

La Spagna mantiene la valutazione di rischio paese in A2, tra le migliori delle economie sviluppate, nonostante il deterioramento del contesto internazionale.

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La Spagna mantiene la sua classificazione di rischio paese a 'A2' (rischio basso) nell'ultima edizione del 'Coface Risk Review' di giugno 2026, il che la colloca di nuovo tra le economie avanzate con un profilo di rischio più favorevole, nonostante il complesso contesto internazionale segnato dal conflitto in Medio Oriente, dall'aumento dei costi energetici, dalle tensioni commerciali e da condizioni finanziarie più restrittive.

Secondo i dati diffusi da Coface, la Spagna condivide solo questo livello di rischio all'interno dell'Europa con Portogallo, Paesi Bassi, Belgio e Svezia, rimanendo davanti a potenze come Germania, Francia e Regno Unito, che si mantengono nella categoria 'A3' (rischio soddisfacente).

In ambito globale, al di fuori dell'Europa, l'economia spagnola si colloca nella stessa nota 'A2' degli Stati Uniti, del Giappone e dell'Australia. La compagnia precisa inoltre che, sebbene la crescita dell'economia spagnola si modererà nel 2026, "continuerà a mostrare un comportamento solido, supportato dal consumo privato e dagli investimenti".

In contrasto con la stabilità della Spagna, Coface ha deciso di ridurre la classificazione di rischio di otto paesi, sottolineando i cali di Indonesia, Malesia, Filippine, Vietnam e Kuwait (da 'A4' a 'B'), Tanzania (da 'B' a 'C'), e Cambogia e Madagascar (da 'C' a 'D'), revisioni che "riflettono il maggiore impatto che il conflitto in Medio Oriente e le tensioni sulla fornitura energetica stanno avendo sulle economie più esposte".

Nell'analisi settoriale spagnola, l'industria cartaria ha visto deteriorata la sua nota da rischio "alto" a "molto alto", collocandosi, insieme all'automotive, come i due unici settori del paese nel gradino di rischio più elevato.

Dal lato opposto, il settore farmaceutico continua a essere l'attività con le migliori performance poiché rimane l'unico a mantenere una classificazione di rischio "basso", mentre costruzione, energia, TIC, 'retail' e trasporto rimangono a rischio "medio", e agroalimentare, chimica, metallurgia, tessile e legno continuano a essere classificati a rischio "alto".