Red Eléctrica de España (REE) calcola che i costi legati ai servizi di aggiustamento per vincoli tecnici e regolazione secondaria hanno incrementato di 4.350 milioni di euro i ricavi delle società di generazione tra il 1° gennaio e il 31 ottobre, mentre l’insieme dei costi del sistema elettrico si colloca a 34.500 milioni di euro.
D’altra parte, la filiale di Redeia ha indicato che la cosiddetta "programmazione rafforzata" resta al di sotto dei 275 milioni di euro nei primi 10 mesi dell’anno, il che equivale a circa due centesimi al giorno per un consumatore che aderisce alla tariffa regolata -il noto PVPC- con un consumo medio mensile di 300 chilowattora (kWh).
Nel dettaglio, i principali costi dei servizi di aggiustamento hanno totalizzato al 31 ottobre oltre 4.688 milioni di euro, il che rappresenta un aumento del 36,1% rispetto allo stesso intervallo dell’esercizio precedente. Da tale cifra, circa 4.000 milioni di euro corrispondono alla risoluzione dei vincoli tecnici; 350 milioni di euro alla riserva di regolazione secondaria e 338 milioni di euro al Servizio di Risposta Attiva della Domanda (SRAD).
L’operatore del sistema ha sottolineato che i vincoli tecnici sono "indispensabili" per adeguare il mix contrattato sul mercato ai criteri di sicurezza del sistema stabiliti e rispondono a "un processo regolato stabilito dalla normativa vigente". "Rendono fisicamente possibile ciò che il mercato ha previamente negoziato economicamente senza considerare le leggi della fisica né i criteri normativi di sicurezza", ha aggiunto.
In questa linea, ha evidenziato che, così come gli altri servizi di aggiustamento, "l’importo dei vincoli tecnici non lo fissa Red Eléctrica, ma corrisponde alla remunerazione dell’energia offerta e fornita dagli agenti che partecipano a questo meccanismo, principalmente i generatori di elettricità, che sono quelli che percepiscono i ricavi generati".
Secondo i suoi dati, l’energia necessaria per far fronte ai vincoli tecnici è cresciuta del 26,4% fino a fine ottobre rispetto allo stesso periodo del 2025, "come risultato della trasformazione significativa del sistema elettrico", ha indicato l’operatore del sistema, che tuttavia calcola che il costo di queste attività per la domanda sia aumentato del 43,4% in quello stesso tratto, "a causa del prezzo offerto dagli agenti".
Prezzi dell’energia mobilitata nei servizi di aggiustamento
Nei primi dieci mesi dell’anno, gli agenti hanno offerto e riscosso tale energia a un prezzo medio di 214,73 euro per megawattora (MWh) (prezzo medio ponderato dei vincoli a salire), rispetto agli 82,10 euro/MWh del prezzo medio aritmetico del mercato giornaliero.
Red Eléctrica ha ribadito che i servizi di aggiustamento del sistema costituiscono meccanismi «regolati e inerenti» al funzionamento del sistema elettrico e che «non costituiscono un sovraccosto né sono invisibili, ma uno dei componenti del costo dell’energia, allo stesso modo del prezzo negoziato nei mercati, tra altri concetti».
Allo stesso modo, ha ribadito che si tratta di partite che «non incassa Red Eléctrica, in qualità di operatore del sistema, la cui remunerazione è regolata dalla Comisión Nacional de los Mercados y la Competencia (CNMC) e non dipende né proviene dall’energia mobilitata».
In questo periodo, tale remunerazione regolata all’operatore è stata di 89,8 milioni di euro, equivalente allo 0,27% del totale dei costi del sistema (34.500 milioni di euro) in questi nove mesi.
Inoltre, l’azienda ha valutato che la domanda di servizi di aggiustamento «ha evoluto parallelamente all’intensa trasformazione che, negli ultimi anni, sta vivendo il sistema elettrico spagnolo con l’inserimento massiccio di energia rinnovabile (incluso l’autoconsumo), tra altri cambiamenti, per cui non è possibile effettuare confronti con scenari precedenti».