UGT avverte del rallentamento dell'occupazione nell'Amministrazione dello Stato e chiede di riprendere le offerte pubbliche.

UGT avverte del rallentamento dell'occupazione nella AGE e chiede di riattivare offerte pubbliche sufficienti per garantire servizi di qualità ai cittadini.

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UGT Servizi Pubblici ha avvertito di una chiara rallentamento nel ritmo di creazione di posti di lavoro nell'Amministrazione Generale dello Stato (AGE). Il sindacato sottolinea che, sebbene il numero di effettivi sia cresciuto di 902 persone nel 2026, fino a situarsi a 247.320 dipendenti, questo progresso è molto minore rispetto agli anni precedenti e reclama di riattivare delle offerte di lavoro pubblico che permettano di dare risposta adeguata alle necessità della cittadinanza.

Secondo le Statistiche del Personale al Servizio delle Amministrazioni Pubbliche (EDSAP) relative a gennaio 2026, il personale dell'AGE è passato da 246.418 effettivi nel 2025 a 247.320 nel 2026, il che implica un aumento di 902 persone. UGT evidenzia che questo incremento contrasta con le crescite più intense registrate in esercizi precedenti.

Tra il 2022 e il 2023, il numero di dipendenti dell'AGE è aumentato di oltre 11.000 persone, mentre nel 2024 il progresso è stato di quasi 4.000 e nel 2025 si è situato intorno a 3.900, cifre che mostrano una tendenza di desacelerazione progressiva nell'incorporazione di personale.

Di fronte a questa situazione, il sindacato reclama che si applichino nell'Amministrazione dello Stato le misure raccolte nell'Accordo Quadro per il miglioramento dell'occupazione pubblica e del servizio alla cittadinanza, sottoscritto con il Governo nel novembre 2025. Tra queste azioni si include la creazione di un osservatorio per l'occupazione e la soppressione della tassa di sostituzione.

Secondo UGT, l'attuazione di queste misure permetterebbe di riorganizzare meglio i servizi pubblici, ringiovanire i personale e adattarli alle domande reali della cittadinanza, evitando il deterioramento della qualità nell'assistenza.

Il sindacato sostiene inoltre che gli ultimi dati dell'EDSAP supportano la sua decisione di non firmare l'offerta di lavoro pubblico (OEP) del 2026, stimando che la proposta del Governo risultava insufficiente e non garantiva un miglioramento effettivo nella prestazione dei servizi alla popolazione.

UGT ricorda che non ha sottoscritto nemmeno l'OEP del 2025, mentre ha sostenuto quelle del 2023 e 2024, ritenendo che in quegli esercizi si assicurasse un flusso rilevante di incorporazione di personale di nuovo ingresso nell'Amministrazione Generale dello Stato.

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