Urbas ha denunciato che l'amministrazione concorsuale sta applicando criteri e prendendo decisioni orientate a condurre alla liquidazione della società, invece di optare per un'interpretazione che rispetti la volontà manifestata dai creditori e faciliti una soluzione che garantisca la continuità della società, assicurando il pagamento integrale dei crediti nei termini raccolti nella proposta di concordato.
L'azienda ha già ricevuto il rapporto inviato dall'amministrazione concorsuale al Tribunale sul risultato delle adesioni e opposizioni alla proposta di concordato, nel quale si conclude che tale proposta non avrebbe raggiunto le maggioranze richieste dalla normativa concorsuale.
La società in concordato con i creditori ha inviato un comunicato alla Commissione Nazionale del Mercato dei Valori (CNMV) nel quale espone il suo disaccordo con quella conclusione, ritenendo che il conteggio dei voti effettuato sia "errato e non conforme alla legge".
Secondo Urbas, le adesioni a favore del concordato ammonterebbero a più di 57,3 milioni di euro, includendo sia i 20,3 milioni di euro che sono stati contabilizzati dall'amministrazione concorsuale sia altri 37,2 milioni di euro in adesioni scartate per vari motivi, tra cui questioni legate al riconoscimento o alla classificazione dei crediti e al momento della loro presentazione.
In questa linea, la compagnia rifiuta che siano state escluse per intempestive le adesioni registrate lunedì 26 ottobre 2026 da vari creditori, ritenendo che l'amministrazione concorsuale si sia basata su argomenti puramente formali per tale esclusione.
Paralelamente, Urbas sostiene che l'amministrazione concorsuale ha fissato le opposizioni intorno a 34,1 milioni di euro, cifra nella quale è stato incluso il credito di Attijariwafa Bank per 12,4 milioni di euro.
Su questo punto, l'azienda afferma che computare il voto di tale ente finanziario come contrario al concordato implica ignorare la sua volontà successiva di modificare e riconsiderare il senso del suo voto per sostenerlo.
Inoltre, la società argomenta che sono state scartate adesioni favorevoli in situazioni analoghe a quelle di voti contrari che sono stati invece presi in considerazione, e che non sono stati inclusi determinati crediti soggetti a riconoscimento obbligatorio o presentati entro il mese successivo alla pubblicazione del concordato nel Bollettino Ufficiale dello Stato.
La quotata aggiunge che, nel conteggio delle opposizioni, sono stati incorporati crediti subordinati e sono stati esclusi crediti debitamente documentati di professionisti che prestano o hanno prestato servizi alla compagnia "senza giustificazione".
Inoltre, spiega che diversi creditori colpiti dall'esclusione o subordinazione dei loro crediti hanno richiesto al Giudice che venisse salvaguardato il loro diritto di voto mentre si risolvono le impugnazioni sollevate.
Urbas difende che, se viene effettuata una corretta classificazione e computo dei crediti e dei voti espressi, si raggiungerebbero con ampiezza le maggioranze richieste per approvare il concordato.
Per tutto ciò, la compagnia ha anticipato che presenterà al Giudice le impugnazioni e le osservazioni che riterrà opportune affinché vengano riesaminati i criteri impiegati e eserciterà tutte le azioni necessarie al fine di proteggere la continuità della società e gli interessi dei suoi azionisti, creditori e personale.