Il Governo ha comunicato questo martedì ai sindacati della Funzione Pubblica che l'aumento salariale del 4,5% previsto per i dipendenti pubblici nel 2027 sarà applicato nonostante l'anticipo delle elezioni generali al 29 novembre. Il Ministero per la Trasformazione Digitale e della Funzione Pubblica, guidato da Óscar López, ha confermato il suo impegno con l'accordo retributivo firmato nel novembre del 2025, anche se è ancora in attesa di concretizzare lo strumento legale che permetterà di rendere effettivo l'incremento.
La conferma è avvenuta durante una riunione di monitoraggio dell'accordo quadro con rappresentanti di CCOO, UGT e CSIF. I sindacati hanno richiesto che l'Esecutivo approvi al più presto un decreto-legge per evitare che la convocazione elettorale e la successiva formazione del Governo ritardino l'applicazione delle nuove quantità salariali.
L'impegno riguarda più di tre milioni di dipendenti pubblici delle diverse amministrazioni e fa parte di un patto che prevede un incremento salariale accumulato dell'11% tra il 2025 e il 2028. La convocazione delle elezioni ha introdotto incertezze sui tempi di approvazione degli aumenti pendenti, specialmente perché la Spagna continua con i Bilanci Generali dello Stato del 2023 prorogati.
Quanto saliranno gli stipendi dei funzionari nel 2027
L'accordo sottoscritto dal Governo e dalle organizzazioni sindacali stabilisce un aumento fisso del 4,5% per il 2027 e un altro del 2% per il 2028, che si sommano agli aumenti corrispondenti ai due esercizi precedenti.
Nel 2025, i dipendenti pubblici hanno ottenuto un miglioramento del 2,5%, con effetti retroattivi da gennaio. Per il 2026 è stato concordato un aumento fisso dell'1,5%, al quale si aggiungerà un altro 0,5% se l'inflazione soddisfa la condizione stabilita nel patto.
In particolare, l'incremento aggiuntivo dello 0,5% sarà corrisposto nel primo trimestre del 2027, con effetti retroattivi, se la variazione tendenziale dell'IPC del 2026 è pari o superiore all'1,5%. Questa somma corrisponde alla revisione salariale del 2026 ed è indipendente dall'aumento del 4,5% impegnato per l'anno successivo.
Così saliranno gli stipendi dei funzionari fino al 2028
Incrementi salariali concordati tra il Governo e i sindacati
| Anno | Aumento salariale |
|---|---|
| 2025 | 2,5% |
| 2026 | 1,5% fisso + 0,5% condizionato all'IPC |
| 2027 | 4,5% Aumento garantito |
| 2028 | 2% |
Lo 0,5% aggiuntivo del 2026 è condizionato al rispetto del requisito di inflazione previsto nell'accordo.
Fonte: Accordo salariale Governo-sindacati di novembre 2025.
I percentuali si applicano sulle retribuzioni aggiornate degli esercizi precedenti, per cui l'effetto accumulato può superare la somma aritmetica degli aumenti annuali. Secondo i calcoli diffusi durante la negoziazione, l'incremento accumulato al termine del 2028 potrebbe raggiungere circa l'11,4%.
I sindacati chiedono di approvare l'aumento per decreto prima delle elezioni
La principale preoccupazione dei rappresentanti dei lavoratori non è la percentuale concordata, ma il calendario per trasformarlo in una disposizione legale che ne consenta l'applicazione nelle buste paga.
CCOO, UGT e CSIF chiedono che il Governo utilizzi un decreto-legge per approvare i miglioramenti pendenti, in modo che la sua trattazione non dipenda dall'approvazione di nuovi Bilanci Generali dello Stato né rimanga bloccata durante la transizione tra legislature.
Il Governo ha già fatto ricorso a questa formula nel dicembre 2025, quando il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto-legge per applicare gli aumenti corrispondenti al 2025 e 2026. Quella norma ha permesso di aggiornare le retribuzioni e di pagare gli arretrati del primo esercizio.
La situazione è diversa per il 2027, poiché l'impegno raccolto nell'accordo quadro deve ancora essere trasferito alla corrispondente regolamentazione retributiva. La garanzia trasmessa dalla Funzione Pubblica ai sindacati non equivale, quindi, all'approvazione definitiva dell'aumento.
Inoltre, la dissoluzione delle Corti limita l'attività parlamentare ordinaria fino alla costituzione delle nuove camere, prevista per il 23 dicembre. L'eventuale approvazione di un decreto-legge dovrà conformarsi ai requisiti costituzionali e alla procedura di convalida parlamentare corrispondente.
Più di tre milioni di dipendenti pubblici beneficiati
L'accordo salariale riguarda più di tre milioni di lavoratori del settore pubblico, inclusi funzionari, personale lavorativo e altri dipendenti delle amministrazioni statali, regionali e locali.
La maggior parte di questi lavoratori presta servizio nelle comunità autonome, specialmente in ambiti come la sanità e l'istruzione. Il patto comprende anche il personale dell'Amministrazione Generale dello Stato e delle entità locali.
Insieme agli incrementi retributivi, l'accordo firmato nel novembre del 2025 incorpora impegni relativi alla modernizzazione delle amministrazioni, alla promozione professionale, al miglioramento dei processi selettivi e alle condizioni di lavoro.
Tra le materie incluse figurano la revisione dei supplementi di residenza e insularità, l'accelerazione delle offerte di lavoro pubblico e lo sviluppo di misure per migliorare l'assistenza ai cittadini.
Il anticipo elettorale introduce incertezze sui tempi
Il Ministero della Funzione Pubblica ha ribadito la sua volontà di rispettare gli impegni salariali assunti con i sindacati, anche se l'anticipo elettorale obbliga a risolvere la sua applicazione in un calendario politico più ristretto.
La segretaria generale di UGT Servizi Pubblici, Isabel Araque, aveva già sottolineato il 14 ottobre scorso che i risultati delle elezioni del 29N non compromettevano, a giudizio della sua organizzazione, l'aumento salariale concordato per il 2027.
La riunione di questo martedì è servita per riaffermare la posizione del Governo, ma non ha ancora chiarito quando sarà approvata la norma che regolerà l'incremento.
La principale questione pendente è, quindi, quando sarà formalizzata giuridicamente l'aumento del 4,5% e se potrà essere applicato sin dalle prime buste paga del 2027, indipendentemente dai cambiamenti che potrebbero verificarsi nell'Esecutivo dopo le elezioni generali.