I cittadini designati a far parte di un seggio elettorale nelle elezioni generali del 29 novembre 2026 hanno una serie di diritti lavorativi destinati a facilitare l’adempimento dei loro obblighi durante la giornata di voto. Oltre al compenso economico per partecipare al processo elettorale, la legislazione stabilisce permessi retribuiti e una riduzione di cinque ore nella giornata lavorativa del giorno successivo, una misura che si applica anche quando la domenica coincide con il riposo abituale del lavoratore.
L’articolo 28 della Legge Organica del Regime Elettorale Generale (LOREG) riconosce questi diritti ai lavoratori dipendenti e ai funzionari che svolgano il ruolo di presidenti o membri. La normativa si estende anche ai supplenti che alla fine debbano occupare uno di questi posti, anche se non a coloro che si limitino a recarsi al seggio elettorale e vengano liberati dopo la costituzione del seggio. Il dubbio principale riguarda lunedì 30 novembre, quando migliaia di lavoratori dovranno rientrare ai loro posti dopo aver partecipato alle elezioni.
Quante ore puoi mancare dal lavoro se ti tocca il seggio elettorale il 29 novembre
La normativa distingue tra il permesso corrispondente alla domenica elettorale e la riduzione dell’orario del lunedì successivo. Se devi lavorare domenica 29 novembre ed sei stato designato presidente o membro di un seggio elettorale, hai diritto ad assentarti per tutta la tua giornata lavorativa senza perdere salario. Si tratta di un permesso retribuito che consente di adempiere a un obbligo legale e che l’azienda deve rispettare.
Questo diritto non dipende dal fatto che la votazione termini prima o dopo il tuo orario abituale di lavoro. I seggi elettorali devono costituirsi di prima mattina e i loro membri sono obbligati a rimanere fino a completare lo scrutinio e le procedure corrispondenti, per cui non è possibile conciliare liberamente entrambe le attività.
Inoltre, tutti i lavoratori che svolgano effettivamente il ruolo di membri di seggio hanno diritto a una riduzione di cinque ore nella loro giornata di lunedì 30 novembre, anche quando domenica 29 non avessero previsto di lavorare perché è il loro giorno di riposo. Così lo stabilisce espressamente la LOREG, che riconosce questo secondo permesso indipendentemente dal riposo settimanale.
Le cinque ore libere di lunedì 30 novembre: come si applicano
La riduzione lavorativa di cinque ore costituisce uno dei principali diritti di chi partecipa a un seggio elettorale. Non si tratta di ore che debbano essere recuperate successivamente né possono essere detratte dallo stipendio, poiché il permesso ha carattere retribuito e risponde all’adempimento di un dovere pubblico.
In pratica, se un lavoratore ha una giornata abituale di otto ore il lunedì, dovrà lavorare solo tre ore, mantenendo la retribuzione corrispondente alla sua giornata completa. Per esempio, una persona il cui orario sia dalle 9:00 alle 17:00 potrà usufruire della riduzione durante le prime cinque ore di lavoro e iniziare la propria attività alle 14:00, conformemente al criterio generale di applicazione del permesso.
La Junta Electoral Central segnala che questa riduzione si usufruisce il giorno immediatamente successivo alle elezioni, per cui corrisponde a lunedì 30 novembre. Se quel giorno non si lavora per riposo settimanale, il permesso non si trasferisce automaticamente a martedì né può essere cumulato con le ferie o altri giorni liberi.
La misura risulta particolarmente importante per coloro che devono restare nel seggio elettorale fino a tarda notte. Sebbene le urne chiudano in generale alle 20:00, i presidenti e gli scrutatori devono partecipare successivamente allo spoglio e completare la documentazione elettorale, così che la loro giornata può prolungarsi di altre diverse ore.
Cosa succede se lavori di notte o hai turni rotativi
I lavoratori che svolgono la loro attività in turni notturni sono protetti anche dai permessi elettorali, sebbene l’applicazione delle ore libere debba tenere conto di quando inizia la loro giornata lavorativa.
La Junta Electoral Central stabilisce che il turno di notte che inizia il giorno stesso delle elezioni si considera giornata lavorativa del giorno elettorale. Pertanto, una persona che debba lavorare dalla notte di domenica 29 fino alla madrugada di lunedì 30 può usufruire del permesso retribuito corrispondente al giorno del voto se ha svolto il ruolo di membro del seggio.
Analogamente, la riduzione di cinque ore può essere goduta nel turno notturno successivo quando questo inizi lunedì 30 novembre. Questa regola evita che i lavoratori con orari notturni perdano il diritto riconosciuto a coloro che svolgono giornate diurne.
In ogni caso, è consigliabile comunicare all'azienda la designazione elettorale non appena si riceve la notifica e definire come si applicheranno i permessi, soprattutto quando esistono turni rotativi o giornate che si estendono per due giorni naturali.
I supplenti hanno diritto a cinque ore libere lunedì?
Dipende dal fatto che alla fine debbano sostituire un titolare. I supplenti sono obbligati a presentarsi al seggio elettorale alle 8:00 di domenica 29 novembre, ma i loro diritti lavorativi cambiano in funzione del fatto che finiscano per far parte del seggio.
Se il presidente o uno dei vocali titolari non si presenta e il supplente deve occupare il suo posto, avrà diritto agli stessi permessi retribuiti e alla riduzione di cinque ore di lunedì 30 novembre. In quel momento assume le funzioni e le responsabilità di un membro effettivo del seggio elettorale.
Al contrario, se i titolari si presentano e il supplente viene liberato dopo la costituzione del seggio, non gli spetta la riduzione di cinque ore del giorno successivo. Non ha neanche diritto al permesso per l'intera giornata di domenica, anche se può giustificare il tempo indispensabile di cui abbia avuto bisogno per adempiere all'obbligo di presentarsi, nel caso in cui coincidesse con il suo orario di lavoro.
Questa distinzione si applica anche alla compensazione economica: i supplenti che non arrivano a esercitare come membri effettivi del seggio non percepiscono la diaria elettorale.
Come giustificare davanti all'azienda che hai fatto parte di un seggio elettorale
Per beneficiare di questi diritti è importante comunicare all'azienda la nomina e attestare successivamente la partecipazione effettiva al seggio elettorale. La notifica ricevuta dopo il sorteggio permette di giustificare inizialmente la designazione, ma non dimostra necessariamente che si sia svolta la carica, specialmente nel caso dei supplenti.
Per questo, i lavoratori possono richiedere un certificato di presenza o di partecipazione al seggio attraverso i responsabili elettorali corrispondenti. Questo documento consente di attestare che hanno adempiuto al loro obbligo e facilita l'applicazione dei permessi lavorativi.
L'azienda non può esigere che le ore di permesso retribuito siano recuperate in giornate successive né scalarle dalle ferie. Se sorgono discrepanze sulla loro applicazione, il lavoratore può rivolgersi ai suoi rappresentanti sindacali o richiedere consulenza per far valere i diritti che riconosce la normativa elettorale.
Quale differenza c'è tra i permessi per votare e quelli dei membri del seggio
La legislazione contempla anche permessi per i cittadini che debbano lavorare durante le elezioni generali e abbiano bisogno di recarsi a votare. Tuttavia, non devono confondersi queste autorizzazioni con i diritti di coloro che fanno parte di un seggio elettorale.
L'articolo 13 del Real Decreto 605/1999 stabilisce che i lavoratori il cui orario coincida con la votazione possono disporre di fino a quattro ore retribuite per esercitare il loro diritto di voto, in funzione delle condizioni concrete della loro giornata e delle disposizioni applicabili.
Invece, i presidenti e gli scrutatori che debbano lavorare domenica hanno diritto ad assentarsi per l'intera giornata lavorativa e, inoltre, a godere delle cinque ore di riduzione di lunedì 30 novembre.
La differenza è importante: mentre il permesso ordinario facilita che un lavoratore possa votare, quello dei membri del seggio compensa sul piano lavorativo l'adempimento di un obbligo elettorale che può protrarsi per buona parte del giorno e della notte.