Bruxelles presenterà questo mercoledì i dettagli del suo programma di lavoro per il 2027, insieme al calendario orientativo per l’approvazione delle principali iniziative legislative e politiche che intende portare avanti nel prossimo esercizio. Una sorta di Piano Annuale Normativo a livello comunitario che consente di anticipare le priorità dell’Esecutivo di Ursula von der Leyen e di delineare l’orizzonte regolatorio dell’Unione Europea per il prossimo anno.
Le bozze a cui ha avuto accesso Demócrata indicano un nuovo impulso alla revisione delle norme che regolano l’ambiente digitale, con l’obiettivo duplice di facilitare lo sviluppo tecnologico delle imprese europee e salvaguardare un “uso etico” delle nuove tecnologie. Funzionari comunitari a conoscenza dei dettagli del documento spiegano che ambiti come l’accesso alle materie prime importate o il progresso tecnologico “hanno smesso di essere le fondamenta di un’economia prospera dell’UE come lo erano solitamente”.
Una trasformazione che, a giudizio dell’Esecutivo comunitario, obbliga a rivedere gli strumenti con i quali l’Europa intende competere in uno scenario internazionale sempre più condizionato dalla dipendenza tecnologica, dalla frammentazione delle catene di fornitura e dalla corsa allo sviluppo di nuove capacità industriali. L’indipendenza economica e tecnologica diventa così uno degli assi portanti che attraversano buona parte delle iniziative previste per il 2027.
Nuova regolamentazione per i Diritti d’Autore
Sarà nel secondo trimestre del 2027 quando la Commissione presenterà un nuovo pacchetto legislativo sotto la denominazione di “Trasformazione Digitale, Semplificazione e Diritti d’Autore”. Secondo le fonti consultate da Demócrata, lo scopo di questa iniziativa sarà semplificare il quadro normativo digitale e adattarlo alle nuove sfide che pone la tutela della proprietà intellettuale nello sviluppo tecnologico.
Tra le misure previste figura una revisione degli obiettivi del Decennio Digitale, il programma comunitario che stabilisce i traguardi di trasformazione tecnologica dell’Unione Europea per il 2030. L’Esecutivo intende aggiornare le sue priorità per adeguarle ai più recenti progressi tecnologici ed evitare che gli obiettivi comunitari diventino obsoleti rispetto alla velocità con cui evolve il settore.
"Con la velocità del progresso tecnologico, dobbiamo garantire che le nostre imprese possano prosperare in un ambiente preparato per il futuro", spiegano fonti comunitarie che conoscono i lavori che si svolgono nell'edificio Berlaymont.
In parallelo a questa attività di semplificazione, i servizi comunitari lavorano alla progettazione di nuove garanzie che consentano di sfruttare il potenziale dell'intelligenza artificiale nei settori culturale e creativo. L'intenzione è proteggere la creatività umana, la diversità culturale e linguistica e, allo stesso tempo, promuovere un uso etico dell'IA. Si tratta di una delle rivendicazioni che il Governo spagnolo ha portato alle istituzioni comunitarie.
Di fatto, il Ministero della Cultura ha presentato una richiesta espressa per avviare "una valutazione esaustiva del quadro legislativo in materia di diritti d'autore". Un'iniziativa che ha ricevuto il sostegno di Portogallo, Slovenia, Estonia, Germania, Slovacchia e Grecia. I sei Paesi hanno accompagnato la Spagna nella difesa di una revisione che consenta di adattare le garanzie della proprietà intellettuale ai nuovi usi di contenuti protetti da parte dei sistemi di intelligenza artificiale.
Il programma di lavoro include anche l'impegno esplicito di adattare la politica digitale per proteggere i minori dai rischi e dai danni online. La protezione degli utenti più giovani resta così tra le priorità regolatorie di Bruxelles, che mira ad avanzare verso un ambiente digitale più sicuro senza perdere di vista lo sviluppo dei servizi tecnologici.
Una strategia industriale per accelerare l'intelligenza artificiale
Un altro dei pilastri della nuova tabella di marcia digitale sarà l'approvazione di una strategia industriale europea in intelligenza artificiale. La Commissione presenterà orientamenti concreti per accelerare l'implementazione di questa tecnologia in cinque settori considerati strategici: salute, trasporti, agroalimentare, fabbricazione avanzata e difesa.
Obiettivo è trasferire lo sviluppo dell'IA dall'ambito della ricerca e dell'innovazione verso la sua applicazione effettiva nel tessuto produttivo europeo. A tal fine, la bozza apre la porta a misure volte a rafforzare le capacità sovrane dell'Unione in diversi anelli della catena tecnologica, dalla produzione di microchip fino alla disponibilità di capacità di calcolo.
L’iniziativa si colloca nell’obiettivo comunitario di ridurre la dipendenza da fornitori esterni e di dotare le imprese europee delle infrastrutture necessarie per competere nello sviluppo e nella messa in opera dei modelli di intelligenza artificiale. L’autonomia tecnologica appare così collegata sia alla capacità industriale sia all’accesso alle risorse digitali che consentono di addestrare ed eseguire questi sistemi.
Nell’ambito dei documenti che dettagliano la nuova batteria di misure, la Commissione identifica anche come una sfida prioritaria gli attacchi portati da agenti autonomi di intelligenza artificiale, capaci di infiltrarsi nelle reti e di compromettere i sistemi informatici. L’aumentata sofisticazione di queste minacce obbliga, secondo l’impostazione comunitaria, a rafforzare i meccanismi di prevenzione e risposta in caso di incidenti di cibersicurezza.
In questo contesto, l’Esecutivo intende utilizzare lo Scudo europeo per la democrazia per migliorare il coordinamento tra gli Stati membri contro la manipolazione delle informazioni e altre minacce allo spazio democratico. Fonti comunitarie non escludono inoltre, "di esplorare percorsi normativi contro i reati d’odio online".
A questa batteria di misure si aggiungerà la creazione di un Strumento europeo per facilitatori strategici, concepito per finanziare asset condivisi nei settori della ciberdifesa e dello spazio. Il suo sviluppo sarà articolato in cooperazione con l’Agenzia europea per la difesa e gli Stati membri, con l’obiettivo di rafforzare le capacità comuni ed evitare la frammentazione degli investimenti nazionali.
Bruxelles estende la semplificazione al settore finanziario e all’abitazione
"L’Europa sarà più forte solo se lavoriamo insieme a diversi livelli e oltre le frontiere. È ora il momento di realizzare la nostra indipendenza", sostiene il testo che accompagna il programma di lavoro.
La semplificazione normativa non resterà confinata all’ambito tecnologico. La Commissione intende anche trasferire questo approccio al settore finanziario mediante un pacchetto Omnibus sulla finanziamento bancario, con il quale punta a rivedere e semplificare le disposizioni che incidono su questo ambito.
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L’abitazione sarà un altro dei settori inclusi nell’agenda del 2027. L’Esecutivo comunitario prepara un pacchetto specifico di semplificazione incentrato sulla riduzione degli adempimenti burocratici che condizionano la costruzione e sul facilitare sia l’avvio di nuovi progetti sia la riabilitazione del parco immobiliare esistente.
L’iniziativa intende contribuire ad aumentare l’offerta disponibile di abitazioni attraverso la riduzione degli oneri amministrativi e l’eliminazione degli ostacoli che rendono difficile lo sviluppo di nuove promozioni. Si tratta di trasferire al mercato immobiliare una delle linee d’azione che attraversano l’intero programma: rivedere le procedure comunitarie per favorire l’attività economica e accelerare l’esecuzione dei progetti.
Revisione dei visti: la nuova politica migratoria
I progetti includono anche una menzione esplicita al Consiglio di Sicurezza Europeo, annunciato dalla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, durante il suo discorso sullo Stato dell’Unione. La proposta risponde alla volontà di rivedere i meccanismi di coordinamento politico e strategico dei Ventisette in uno scenario internazionale segnato dal deterioramento della sicurezza europea.
"Dobbiamo comprendere che le dottrine e i meccanismi di presa di decisione in materia di politica estera e sicurezza che sono stati creati in Europa durante i tempi di pace non rispondono più alle nostre esigenze attuali", ha spiegato il commissario europeo per la Difesa, Andrius Kubilius, in conversazione con Demócrata.
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L’iniziativa si inserisce così in un’agenda che punta a rafforzare la capacità d’azione dell’Unione in materia di sicurezza e difesa, in parallelo allo sviluppo di nuove capacità industriali e tecnologiche. La cooperazione tra gli Stati membri e la revisione degli strumenti decisionali comunitari appaiono come elementi centrali di questo orientamento.
In materia migratoria, la Commissione prevede un aggiornamento delle norme sui visti durante il primo trimestre del 2027. La riforma cercherà di "facilitare i viaggi legittimi, la mobilità lavorativa e l’arrivo di talenti qualificati nell’Unione Europea", secondo quanto spiegano fonti comunitarie.
L’obiettivo è adattare il regime dei visti alle esigenze di mobilità dell’economia europea, facilitando gli spostamenti legittimi e l’integrazione di profili professionali qualificati. Una revisione che si aggiunge agli sforzi per migliorare la competitività del mercato interno e rispondere alle esigenze di determinati settori produttivi.
Roma per definire il futuro comunitario
Uno degli annunci più innovativi del programma di lavoro è l’avvio del cosiddetto "Congresso d’Europa", nell’ambito del 70º anniversario della firma del Trattato di Roma. Come precisano i documenti, l’iniziativa mira a "riunire le menti più brillanti di tutta l’Unione Europea per costruire una visione ispiratrice di un’Europa comune orientata alle nuove generazioni".
Il progetto cerca di aprire uno spazio di riflessione sul futuro del continente e riunire profili diversi per affrontare le sfide che il progetto comunitario si trova ad affrontare. Una dimensione politica e istituzionale che accompagna le altre iniziative legislative e che si collega al messaggio di autonomia strategica che la Commissione intende porre al centro del suo prossimo esercizio.
Il messaggio che attraversa il documento è che l’autonomia europea non può più limitarsi a ridurre le dipendenze dall’esterno. Impone di adattare le regole, sviluppare capacità proprie e mobilitare risorse affinché l’Unione possa competere in un contesto tecnologico e geopolitico in trasformazione.