Bruxelles mantiene la calma di fronte all'ultimo movimento commerciale del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che ha annunciato un piano per applicare un dazio del 200% sui farmaci generici importati. Nonostante l'impatto politico dell'annuncio, la Commissione Europea insiste che la sua priorità "rimane quella di salvaguardare un ambiente commerciale transatlantico stabile e prevedibile", e ricorda che l'accordo recentemente raggiunto tra Washington e l'Unione Europea mantiene, per il momento, questi prodotti esenti da nuovi oneri.
In un comunicato diffuso attraverso i suoi social media, l'inquilino della Casa Bianca ha dettagliato che i farmaci generici rimarranno esenti da questo nuovo dazio fino al 2028. A partire da quella data, le importazioni che non soddisfano le condizioni stabilite dall'Amministrazione statunitense potrebbero affrontare un onere fino al 200%, il doppio di quanto inizialmente previsto.
"Questo si fa per promuovere la rilocalizzazione della produzione farmaceutica di generici negli Stati Uniti, con una penalizzazione per le aziende che non costruiscono impianti e attrezzature entro il termine stabilito", ha assicurato Trump, inquadrando l'iniziativa all'interno della sua strategia di reindustrializzazione e di riduzione della dipendenza esterna in settori considerati strategici.
Bruxelles si riferisce all'accordo commerciale raggiunto a luglio
Tuttavia, nell'Esecutivo comunitario riducono la trascendenza immediata dell'annuncio e si riferiscono alla dichiarazione congiunta firmata tra Stati Uniti e Unione Europea, per la quale Washington si è impegnata a escludere i farmaci generici europei dal dazio generale del 15% imposto a una parte delle esportazioni comunitarie.
In risposta a una domanda di Democratico, un portavoce comunitario ha ricordato che il quadro attualmente vigente non è cambiato. "Si continua ad applicare il trattamento NMF (Nazione Più Favorevole), che corrisponde a un dazio dello 0%. Per le esportazioni farmaceutiche innovative dell'UE, si applica il tetto del 15%", ha spiegato il portavoce.
Con ciò, Bruxelles fa intendere che, finché non si verifichi una modifica formale degli impegni assunti da Washington, le esportazioni europee di farmaci generici continuano a beneficiare di un dazio zero, nonostante le dichiarazioni rilasciate da Trump. "Ci aspettiamo che gli Stati Uniti continuino a mantenere questo impegno", ha affermato inoltre il portavoce del Commercio della Commissione Europea, Olof Gill, quando è stato interrogato da questo mezzo.
Per l'Esecutivo comunitario, questo impegno costituisce una prova che l'accordo tariffario raggiunto tra Donald Trump e la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, sta offrendo risultati, preservando la stabilità delle relazioni economiche tra entrambe le potenze e evitando nuove perturbazioni in un settore particolarmente sensibile. In questo senso, Bruxelles considera che l'intesa raggiunta a luglio ha permesso di proteggere un settore strategico da nuove escalation commerciali, fornendo un quadro di prevedibilità sia per le imprese che per gli investitori.
Un settore strategico con catene di approvvigionamento altamente integrate
La Commissione Europea approfitta anche delle dichiarazioni del presidente statunitense per ribadire l'importanza strategica dell'industria farmaceutica all'interno della relazione transatlantica. "Il settore farmaceutico è di importanza critica da entrambi i lati dell'Atlantico, con catene di approvvigionamento altamente integrate, solidi legami di investimento e ricerca e flussi commerciali ampiamente equilibrati", ha sottolineato Gill.
Secondo quanto sostiene Bruxelles, la cooperazione tra l'Unione Europea e gli Stati Uniti in questo ambito trascende il piano strettamente commerciale, poiché influisce direttamente sia sull'accesso dei pazienti ai farmaci che sulla capacità di innovazione del settore.
Per questo motivo, l'Esecutivo comunitario insiste che continuerà a lavorare per preservare relazioni economiche considerate essenziali, specialmente in un momento di crescente competizione geopolitica e di riorganizzazione delle catene globali di approvvigionamento. Nella stessa linea, la Commissione assicura che continuerà a dialogare con le autorità statunitensi per ridurre ulteriormente le barriere commerciali, come previsto dall'accordo raggiunto lo scorso mese di luglio a Turnberry (Scozia).
L'obiettivo è, secondo Bruxelles, continuare a progredire verso una riduzione dei dazi, particolarmente su prodotti considerati vitali, come i farmaci innovativi e i dispositivi medici, due segmenti in cui la cooperazione industriale e scientifica tra le due economie risulta particolarmente intensa.
Nel frattempo, l'Amministrazione Trump sostiene che la misura annunciata risponde alla necessità di rafforzare la produzione farmaceutica nazionale e ridurre la dipendenza esterna degli Stati Uniti in un ambito considerato strategico per la sicurezza economica del paese.
Il presidente statunitense ha inoltre difeso che "si stanno costruendo strutture farmaceutiche a un ritmo senza precedenti", assicurando che la politica di incentivi alla rilocalizzazione sta già dando risultati tra i produttori. Tuttavia, Trump ha precisato che la regolamentazione applicabile ai farmaci innovativi protetti da brevetto rimarrà invariata, considerando che il quadro attuale ha dimostrato di essere un successo e continua a favorire l'investimento in ricerca e sviluppo.
Per ora, la Commissione Europea evita di anticipare una risposta commerciale e opta per una strategia di prudenza istituzionale, insistendo che l'accordo bilaterale rimane pienamente valido e confidando che Washington rispetti gli impegni assunti. Al momento, Bruxelles interpreta l'annuncio come una dichiarazione di intenti in vista del 2028 più che come una modifica immediata del regime tariffario applicabile al commercio farmaceutico tra le due sponde dell'Atlantico.