Il Senato del Brasile ha dato questo martedì la sua approvazione, senza nessun voto contrario, a una proposta di emendamento costituzionale (PEC) di Sicurezza Pubblica che riorganizza il funzionamento delle forze di sicurezza, attribuendo un ruolo maggiore al Governo federale in questo ambito e lasciando fuori dal dibattito l’opzione di abbassare l’età di responsabilità penale, che resta fissata a 18 anni.
L’iniziativa, la cui approvazione è stata comunicata dallo stesso Consiglio di alta camera nei suoi profili ufficiali sui social network, stabilisce la creazione di un Sistema Unificato di Sicurezza Pubblica (SUSP) e inasprisce il regime penitenziario per i capi e i membri delle cosiddette “fazioni” --organizzazioni criminali come Primeiro Comando da Capital (PCC) o Comando Vermelho (Comando Rosso)--, così come per gruppi paramilitari e milizie.
Con 73 voti favorevoli al primo scrutinio e 75 al secondo, e senza che nessun senatore si sia schierato contro, l’assemblea ha dato il via libera, secondo l’agenzia Brasil de noticias, a una PEC che richiedeva solo 49 appoggi per essere approvata. Dopo aver superato questo iter, resta unicamente la sua promulgazione formale da parte del Congresso, dopo aver già ricevuto il sostegno preventivo della Camera dei Deputati.
Tra i cambiamenti più rilevanti figura la creazione del SUSP, un nuovo modello di organizzazione che fissa nella Costituzione che la sicurezza pubblica deve essere esercitata “in un quadro di cooperazione federativa” e “attraverso l’azione integrata e decentralizzata” dei diversi enti coinvolti.
“Gli organismi di sicurezza pubblica si coordineranno in un regime di cooperazione federale, attraverso il Sistema Unificato di Sicurezza Pubblica, progettato per garantire l’efficacia della prevenzione, del giudizio e dell’esecuzione penale”, recita la PEC.
La riforma prevede inoltre la possibilità di costituire corpi di Polizia municipale di carattere civile, sottoposti al controllo esterno della Fiscalía General e incaricati di svolgere un lavoro di polizia visibile e di prossimità nelle città sotto la loro competenza. Inoltre rafforza le attribuzioni della Polizia Federale delle Strade, apre la porta all’istituzione di nuove forze di polizia municipali e prevede un incremento delle risorse di bilancio destinate alla sicurezza pubblica.
Lula promuove ora la creazione del Ministero della Sicurezza Pubblica
Dopo l’approvazione della PEC, il presidente del Brasile, Luiz Inácio Lula da Silva, ha celebrato il risultato in un post sui social network, in cui ha sottolineato che, una volta superato questo passaggio, procederà alla creazione del Ministero della Sicurezza Pubblica, come aveva già annunciato a maggio, quando il progetto ha ottenuto il via libera della Camera dei Deputati.
Il nuovo dicastero, per il quale non è ancora stato diffuso alcun nome come possibile responsabile, sarà “incentrato su intelligence, pianificazione e cooperazione con gli stati e i comuni per far fronte a bande e milizie”.
“Il popolo brasiliano ha il diritto di lavorare, tornare a casa e vivere con tranquillità. Garantire questo diritto è un impegno del Governo del Brasile”, ha ribadito il mandatario.