Bruxelles censura la chiusura di un mezzo indipendente in Egitto e chiede di salvaguardare la libertà di stampa

L'UE condanna la chiusura di Mada Masr e la condanna a Lina Atalá, e sollecita l'Egitto a rispettare la libertà di espressione e il giornalismo indipendente.

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L’Unione Europea ha espresso questo giovedì il suo rifiuto della chiusura del portale di notizie indipendente Mada Masr e della condanna inflitta alla sua cofondatrice e direttrice, Lina Atalá, chiedendo alle autorità egiziane di garantire la libertà di stampa nel paese. La reazione europea arriva dopo la detenzione, a fine settembre, di diversi giornalisti di un’altra redazione, che restano sotto custodia.

"La libertà di espressione è un diritto fondamentale sia per l’Unione Europea sia per l’Egitto", ha segnalato il Servizio Europeo per l’Azione Esterna (SEAE) in un comunicato, in cui ricorda al Cairo i suoi obblighi internazionali in materia di Diritti Umani e libertà fondamentali.

In questo senso, l’UE ha sottolineato che l’Accordo di Associazione tra l’UE e l’Egitto e la sua Associazione Strategica e Integrale comportano un "impegno condiviso" con i "valori universali della democrazia, dello Stato di diritto e del rispetto dei Diritti Umani e delle libertà fondamentali".

Ha inoltre sottolineato che la Strategia Nazionale sui Diritti Umani dell’Egitto mira a promuovere una cultura di "pluralismo e diversità di opinioni e punti di vista", e che la stessa normativa egiziana consacra la libertà di opinione e di espressione come diritto essenziale.

"Per tutto ciò, la preservazione e la protezione dei media indipendenti sono essenziali", ha rimarcato il SEAE, ponendo l’accento sulla necessità di salvaguardare la libertà di stampa nel paese nordafricano.

La diplomazia europea risponde così alla sentenza emessa il 27 ottobre dal Tribunale dei Reati Minori del Nuovo Cairo, che ha ordinato la chiusura e il sequestro dei beni di uno dei pochi media critici che continuano a operare in Egitto, fondato nel 2013, l’anno del colpo di Stato di Abdelfatá al Sisi.

Il mezzo, che afferma di aver richiesto senza successo una licenza in varie occasioni, ha denunciato sui suoi social network che il magistrato ha respinto "tutte le eccezioni processuali presentate dalla difesa, incluse le richieste di presentare qualsiasi documentazione o ascoltare qualsiasi testimone".

La sentenza rappresenta un duro colpo per il giornalismo indipendente in Egitto, dove la libertà di stampa continua a essere fortemente limitata. Reporters sans Frontières (RSF), che ha definito la decisione "indignante" e ne ha chiesto l’immediata annullazione, colloca l’Egitto al posto 169 su 180 paesi nella sua classifica mondiale della libertà di stampa.