La Colombia ha dichiarato una situazione di disastro di carattere nazionale dopo il terremoto di magnitudo 7,4 che ha colpito questo lunedì l'ovest del paese e ha provocato decine di morti e gravi danni in dipartimenti come Risaralda, Valle del Cauca, Caldas e Chocó. La misura consente all'Esecutivo di rafforzare il coordinamento statale, mobilitare risorse e articolare un piano specifico di risposta e recupero di fronte a una catastrofe il cui bilancio continua ad evolversi.
Il sisma è stato registrato alle 7.34 ore, ora locale, con epicentro nelle vicinanze di San José del Palmar, in Chocó. Il Servizio Geologico Colombiano ha infine situato la sua magnitudo a 7,4 dopo vari calcoli preliminari, mentre le autorità hanno attivato fin dalle prime ore il Comitato Nazionale per la Gestione dei Disastri e un Posto di Comando Unificato per coordinare le operazioni.
Cosa implica dichiarare un disastro nazionale
La figura di "situazione di disastro nazionale" è prevista nella Legge 1523 del 2012, che regola il sistema colombiano di gestione del rischio. Può essere utilizzata quando la magnitudo e gli effetti di un fenomeno superano la capacità ordinaria dei territori colpiti e richiedono una risposta coordinata su scala statale.
La dichiarazione consente di mettere in moto un piano d'azione specifico per il recupero, concentrare l'azione dei vari organismi pubblici e utilizzare i meccanismi straordinari previsti nella legislazione di gestione del rischio. Facilita anche il canalizzamento di risorse attraverso il Fondo Nazionale di Gestione del Rischio di Disastri.
Tuttavia, non equivale a conferire al presidente poteri legislativi straordinari. Per questo sarebbe necessario un passo diverso: dichiarare uno Stato di Emergenza Economica, Sociale ed Ecologica ai sensi dell'articolo 215 della Costituzione colombiana.
I congressisti chiedono un'emergenza economica e sociale
Questo è precisamente il successivo dibattito politico aperto dopo il terremoto. Vari parlamentari hanno chiesto al Governo di dichiarare un'emergenza economica e sociale per aumentare la sua capacità di reazione di bilancio di fronte alle necessità di soccorso, assistenza ai colpiti e ricostruzione.
Per il momento, l'Esecutivo non ha dichiarato questo stato di eccezione. La possibilità è in fase di studio, secondo le informazioni pubblicate questo lunedì, ma non esiste ancora un decreto che l'abbia attivata.
La differenza è importante. Un'emergenza economica e sociale permetterebbe al presidente, con la firma di tutti i suoi ministri, di emanare decreti legislativi con forza di legge esclusivamente destinati ad affrontare la crisi e a evitare che i suoi effetti si estendano.
Quali poteri darebbe un'emergenza economica
La Costituzione colombiana permette di dichiarare questo stato eccezionale quando sopravvengono fatti che minacciano in modo grave e imminente l'ordine economico, sociale o ecologico o costituiscono una "grave calamità pubblica". Può essere approvato per periodi di fino a 30 giorni e il totale non può superare i 90 giorni durante lo stesso anno.
Durante quel periodo, il Governo potrebbe approvare misure con rango di legge direttamente correlate al terremoto. In determinati casi, queste facoltà possono includere modifiche di bilancio e persino la creazione o modifica temporanea di tributi, sempre entro le condizioni e i limiti costituzionali.
La dichiarazione non lascerebbe comunque l'Esecutivo senza controlli. Il Congresso deve esaminare successivamente le cause e le misure adottate e può modificare o abrogare determinati decreti. La Corte Costituzionale controlla inoltre la costituzionalità dei decreti emanati sotto l'egida dello stato di emergenza.
Il Governo concentra la risposta nell'UNGRD
Il presidente ha ordinato di concentrare "tutta la capacità del Governo" nella risposta al disastro e ha assunto direttamente il coordinamento politico dell'emergenza insieme alla Unidad Nacional para la Gestión del Riesgo de Desastres (UNGRD).
Le attività prioritarie continuano a concentrarsi nella ricerca di persone intrappolate, nel trasferimento di feriti, nella valutazione di edifici e strade, e nel recupero di infrastrutture di base. Diverse strade hanno dovuto essere chiuse in modo preventivo mentre si esaminano ponti e pendii colpiti dal movimento sismico.
Si sono registrati anche problemi negli aeroporti di Cali, Pereira, Manizales, Armenia, Quibdó, Cartago e Buenaventura, con chiusure o sospensioni temporanee mentre si valutano danni strutturali.
Il bilancio rimane provvisorio
Il numero delle vittime continua a cambiare man mano che avanzano le operazioni di salvataggio. I bilanci diffusi durante la giornata sono aumentati e le autorità continuano a mettere in guardia che potrebbero apparire nuove vittime tra gli edifici crollati.
Il Servizio Geologico Colombiano ha registrato anche diverse repliche dopo il grande terremoto, motivo per cui le autorità hanno chiesto alla popolazione di evitare immobili danneggiati e di seguire unicamente le indicazioni ufficiali.
La dichiarazione di disastro nazionale apre ora una seconda fase della crisi: insieme alle operazioni di emergenza inizierà la valutazione economica dei danni e la definizione di un piano di ricostruzione. La decisione pendente è se il Governo considera sufficienti gli strumenti ordinari della Legge di Gestione del Rischio o decide di ricorrere anche alle facoltà eccezionali di un'emergenza economica e sociale.