De la Espriella rifiuta la legge sui alti funzionari per ragioni di costituzionalità

De la Espriella restituisce al Congresso la legge sui requisiti per alti funzionari pubblici per invasione di competenze e rischio di ulteriore burocrazia.

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Il presidente della Colombia, Abelardo de la Espriella, ha restituito al Congresso il Progetto di Legge 056 del 2024 della Camera e 345 del 2024 del Senato, sostenendo motivi di costituzionalità e inconvenienza. L'iniziativa intendeva fissare limiti alla modifica dei requisiti richiesti per accedere a posti di direzione nell'Amministrazione pubblica e in compagnie nazionali con partecipazione dello Stato.

Il segretario giuridico della Presidenza, Andrés Barreto, ha dettagliato che l'Esecutivo ritiene che il testo approvato dal Legislativo interferisca in competenze proprie del Governo e potrebbe incorporare nuovi oneri amministrativi nei processi di selezione e nomina di alti funzionari.

"Mi permetto di informare il paese che il signor presidente della Repubblica ha obiettato il progetto di legge 056 del 2024 Camera, 345 del 2024 Senato", ha sottolineato Barreto, che ha precisato che l'iniziativa intendeva "vietare la diminuzione dei requisiti minimi per accedere a cariche di livello dirigenziale nel settore pubblico e aziende con partecipazione statale di ordine nazionale".

Da Casa de Nariño hanno sottolineato che uno dei rilievi costituzionali si basa sul fatto che la proposta convertirebbe in obbligatorie determinate funzioni consultive del Consiglio di Stato e ridurrebbe le facoltà che, secondo la Presidenza, spettano in modo esclusivo all'Esecutivo in relazione all'organizzazione dei posti pubblici.

"L'oggetto presidenziale si fa sulla base di ragioni di costituzionalità, sia di merito che di inconvenienza", ha affermato il segretario giuridico, avvertendo che il progetto "irrompe facoltà esclusive del Governo Nazionale, come quella di vietare al Governo la facoltà di organizzare i posti pubblici".

Il Governo ha ricordato inoltre che il quadro normativo attuale fissa già dei requisiti minimi per questo tipo di responsabilità. Barreto ha menzionato il Decreto Legge 770 del 2005 come riferimento vigente, per cui considera che la nuova legge comporterebbe una reiterazione non necessaria.

"Il Governo, a capo del presidente Abelardo de la Espriella, considera che esista già una norma vigente, il Decreto Legge 770 del 2005, che fissa pavimenti minimi obbligatori per questi incarichi, per cui la nuova legge risulta non necessaria e inconveniente", ha indicato.

Avvertenze su maggiore burocrazia e accesso alla funzione pubblica

La Presidenza ha messo in discussione anche che il testo introduca vari passaggi aggiuntivi prima di determinati nomine. A giudizio dell'Esecutivo, questi filtri potrebbero ritardare l'incorporazione di dirigenti in aree considerate chiave per la trasformazione dell'apparato statale.

"In aggiunta, il progetto richiede tre passaggi preliminari, studi interni del Dipartimento Amministrativo della Funzione Pubblica e parere dell'Onorevole Consiglio di Stato per poter fornire la nomina nel servizio pubblico", ha spiegato Barreto.

Il segretario giuridico ha avvertito che queste richieste potrebbero finire "per rendere più lento e burocratico" il processo per coprire posti dirigenziali e rendere difficile che l'Amministrazione si adatti con agilità a campi emergenti come l'intelligenza artificiale o la transizione energetica.

Inoltre, ha sottolineato che mantenere requisiti molto elevati senza margine di flessibilità potrebbe generare un effetto opposto a quello cercato dalla legge, limitando l'ingresso di determinati profili professionali a questi incarichi.

"Paradossalmente, questo perpetuerebbe anche richieste eccessive ereditate in alcuni manuali, chiudendo la strada a giovani professionisti, persone di regioni remote e donne qualificate", ha affermato Barreto.

In questo scenario, il Governo ha difeso che la riforma dello Stato deve basarsi sul merito, la trasparenza e l'attrazione di professionisti qualificati attraverso sistemi di selezione più attuali.

"Il Governo del presidente De la Espriella è aperto affinché in collaborazione armoniosa con l'Onorevole Congresso della Repubblica si possa promuovere la modernizzazione, rendere accessibile a tutti il servizio pubblico, implementare una politica di cacciatori di talenti e implementare altri strumenti moderni, digitali e tecnologici affinché il governo possa incentivare e invitare i migliori talenti", ha aggiunto.

Con questo sfondo, il team giuridico di De la Espriella ha chiamato il Congresso a ripensare il contenuto del progetto e a cercare una soluzione concordata che permetta di aggiornare l'accesso alla funzione pubblica senza oltrepassare i limiti della Carta Magna.

"Insistiamo dal Governo Nazionale al Congresso della Repubblica di archiviare il progetto o in difetto rivederlo alla luce di questi argomenti", ha concluso Barreto, difendendo che uno dei pilastri per la ricostruzione del paese deve essere "l'accesso trasparente, chiaro e rapido al servizio pubblico".