Delcy Rodríguez si incontra a Miraflores con la capo negoziatrice oppositrice per rivedere il terzo ciclo di dialogo

Delcy Rodríguez esamina a Miraflores il terzo ciclo di dialogo con l'opposizione mentre gli Stati Uniti sostengono il processo e chiedono maggiori progressi democratici.

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La presidente incaricata del Venezuela, Delcy Rodríguez, ha mantenuto un incontro nel Palazzo di Miraflores con i massimi rappresentanti negoziatori del Governo e dell'opposizione, con l'obiettivo di fare un bilancio del terzo ciclo di conversazioni, un processo che conta con il sostegno esplicito degli Stati Uniti dopo aver constatato "risultati tangibili" nell'avanzamento verso la democratizzazione e la stabilizzazione del paese.

Secondo un comunicato diffuso dalla Presidenza venezuelana, Rodríguez si è riunita con il capo della delegazione dell'Esecutivo, Jorge Rodríguez, e con la coordinatrice designata dall'Assemblea Nazionale del 2015, Dinorah Figuera. L'incontro ha permesso di rivedere gli accordi raggiunti dopo sei giornate di lavoro, articolate in due sessioni plenarie e quindici riunioni, dando continuità a un'agenda istituzionale incentrata sulla "stabilità politica della Nazione".

Tra gli accordi raggiunti in questo terzo giro figura l'impegno di avviare una revisione approfondita delle inabilitazioni politiche che impediscono a diversi leader dell'opposizione di partecipare alle urne, così come la creazione di una delegazione paritaria incaricata di gestire il recupero dell'oro venezuelano trattenuto nella Banca d'Inghilterra, le cui risorse saranno destinate alle vittime del recente doppio terremoto.

Sostegno degli Stati Uniti al processo

In parallelo all'incontro a Miraflores, il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha reso pubblico un comunicato in cui celebra la conclusione di questa fase del dialogo. Il portavoce della diplomazia statunitense, Thomas Pigott, ha sottolineato che questo processo guidato dagli stessi venezuelani continua a "rafforzare le istituzioni democratiche, ampliare le libertà politiche e porre le basi per elezioni libere, giuste e credibili".

Washington ha sottolineato i progressi concreti di questa fase, tra cui il patto per rivedere "leggi repressive", i passi compiuti per modificare la Legge contro l'Odio e il progresso nella ricostruzione di una Corte Suprema indipendente, che in questo momento sta avanzando nella selezione di 32 nuovi giudici. Inoltre, gli Stati Uniti hanno messo l'accento sul rafforzamento della libertà di stampa mediante la restituzione dell'accesso a più di 70 pagine web che erano rimaste bloccate.

In materia di Diritti Umani, l'Amministrazione statunitense ha valutato che il Governo interim abbia messo in libertà un "numero significativo" di prigionieri politici dall'inizio del processo di riconciliazione, superando le 1.000 scarcerazioni dalla 'Operazione Risoluzione Assoluta' (che si è conclusa con la cattura dell'ex presidente Nicolás Maduro lo scorso gennaio). Tuttavia, il Dipartimento di Stato ha ribadito la sua richiesta di "liberazione immediata" per tutti i detenuti per motivi politici che sono ancora in prigione.

Il testo ufficiale riafferma il sostegno senza riserve dell'Amministrazione di Donald Trump e del segretario di Stato, Marco Rubio, alla figura di Dinorah Figuera e al piano d'azione concordato. Questo sostegno della Casa Bianca all'attuale via di negoziazione contrasta con la situazione della dirigente oppositrice e premio Nobel per la Pace, María Corina Machado, che ha recentemente denunciato di essere stata esclusa dai colloqui di Caracas a causa della preferenza di Washington per sostenere la stabilità del paese all'interno del quadro istituzionale vigente.