Il Libano accusa Israele di riprendere i bombardamenti nel sud nonostante l'accordo di ritirata.

Il Libano denuncia nuovi bombardamenti israeliani nel sud nonostante l'accordo di ritirata e porta a più di 4.330 i morti e 12.200 i feriti.

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Le autorità libanesi hanno accusato questo mercoledì l'Esercito israeliano di aver effettuato nuovi attacchi nel sud del paese, nonostante l'accordo quadro raggiunto con il Governo, che prevedeva un ritiro graduale delle truppe israeliane e il trasferimento del controllo all'Esercito libanese.

Secondo quanto riportato dall'agenzia ufficiale NNA, gli ultimi incidenti si sono verificati nella governatorato di Nabatiyé, dove è stato registrato un tentativo di bombardamento con artiglieria contro diverse zone.

I colpi sarebbero partiti da posizioni militari israeliane nell'area di Tel al Nahas, un enclave fortemente militarizzata situata nelle vicinanze della località di confine di Kfar Kila, che rimane parzialmente sotto il controllo delle forze di Israele.

Secondo queste informazioni, dopo gli attacchi le unità israeliane si sarebbero ritirate verso la località di Haddatha, nel distretto di Bint Jbeil. Parallelamente, è stato denunciato che forze israeliane hanno demolito diverse abitazioni nella zona di Tiro, sempre nel sud del paese.

In questo contesto, il presidente libanese, Joseph Aoun, ha tenuto questo mercoledì una riunione con il presidente del Parlamento, Nabih Berri, per analizzare l'evoluzione della situazione. L'incontro si è svolto nel palazzo presidenziale di Baabda, in un momento considerato chiave per il futuro immediato del Libano.

"Entrambi hanno affrontato la situazione generale a livello locale e regionale, così come la situazione nel sud, alla luce delle aggressioni israeliane contro località libanesi e in particolare la demolizione di abitazioni, oltre alla necessità di fermare queste pratiche ostili", come ha indicato la Presidenza in un messaggio diffuso sui social media.

Inoltre, il capo dello Stato ha riferito a Berri "i risultati della sua visita negli Stati Uniti e le conversazioni che ha avuto con i responsabili statunitensi, guidati dal presidente statunitense, Donald Trump, e dal segretario di Stato, Marco Rubio".

Il Governo libanese ha inoltre aggiornato il bilancio delle vittime dalla ripresa dei combattimenti da parte dell'Esercito di Israele contro il partito-milizia sciita Hezbollah lo scorso 2 marzo, nonostante il cessate il fuoco in vigore da metà aprile. Le autorità stimano già in oltre 4.330 i morti e in circa 12.200 i feriti a causa degli attacchi sul territorio libanese.

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