Le autorità marocchine hanno ribadito che il loro “fermo impegno” per il cessate il fuoco sottoscritto nel 1991 con il Fronte Polisario resterà invariato dopo la conclusione del mandato della Missione delle Nazioni Unite per il referendum nel Sahara Occidentale (MINURSO), che il Fronte Polisario ha dichiarato rotto nel novembre 2020.
In un comunicato, il Gabinetto Reale ha spiegato che il re Mohamed VI ha presieduto mercoledì una riunione di lavoro incentrata su “la prossima fase” dopo la fine della MINURSO, dopo che il Consiglio di Sicurezza dell’ONU non è riuscito ad accordarne il rinnovo nella seduta tenutasi il 30 ottobre, secondo quanto riferito dall’agenzia statale marocchina MAP.
Durante questo incontro, il monarca ha sottolineato “il fermo impegno” del Marocco per il cessate il fuoco, “un impegno volonteroso che non cambierà con la fine del mandato della missione delle Nazioni Unite”, che ha ritenuto responsabile di “essere incapace, in diverse occasioni, di sorvegliare il suo rispetto e di determinare le conseguenze derivanti dalla sua violazione”.
Il testo ufficiale aggiunge che Mohamed VI ha dato istruzioni alle autorità civili e militari affinché garantiscano “l’osservanza rigorosa dell’integrità territoriale del Regno, della sua sicurezza nazionale e della quiete dei suoi cittadini, in particolare della popolazione delle province meridionali”, in riferimento al Sahara Occidentale sotto controllo marocchino.
Nello stesso senso, il re ha chiesto una “applicazione ferma e protettiva di queste priorità” con l’obiettivo di “consolidare il consenso nazionale e garantire la continuazione del progetto di sviluppo delle province del sud”, mentre ha rivelato che sono già stati avviati contatti con la MINURSO in vista di una “coordinazione e accompagnamento” nelle attività di smantellamento della missione.
Il Gabinetto Reale sottolinea inoltre che il sovrano ha posto l’accento sul rispetto del Marocco per “i suoi impegni internazionali” e per “il mantenimento della pace”, sempre “preservando al contempo la sovranità” e “tenendo presenti tutti i cambiamenti positivi” registrati nella zona, in riferimento ai sostegni di diversi Stati al piano di autonomia promosso da Rabat per il Sahara Occidentale.
Il mancato rinnovo del mandato della MINURSO è arrivato dopo che la Russia ha posto il veto il 30 ottobre a una risoluzione presentata dagli Stati Uniti che sosteneva il progetto di autonomia marocchina per il territorio, ritenendo che il documento si allontanasse dal principio di autodeterminazione del popolo saharawi. Mosca ha a sua volta proposto un testo alternativo per estendere la missione senza menzionare la proposta di Rabat, ma anche questo è stato bloccato da Washington.
Dopo questa situazione, il segretario generale dell’ONU, António Guterres, ha ribadito che l’uscita del contingente internazionale —schierato dalla creazione della MINURSO nel 1991— non implica la perdita dei diritti del popolo saharawi, difendendo in modo particolare il suo diritto all’autodeterminazione.
Negli ultimi anni, il Fronte Polisario ha subìto diversi rovesci in seguito al sostegno di numerosi paesi, tra cui la Spagna, al piano di autonomia del Marocco, una proposta respinta in modo categorico dalla Repubblica Araba Saharawi Democratica (RASD), che insiste nel portare a termine il processo di decolonizzazione del territorio e garantirgli il diritto all’indipendenza.
L’ex colonia spagnola del Sahara Occidentale è stata occupata dal Marocco nel 1975 nonostante la resistenza armata del Fronte Polisario, con il quale è stato mantenuto un conflitto bellico fino al 1991. In quell’anno, entrambe le parti hanno firmato un cessate il fuoco con la prospettiva di celebrare un referendum di autodeterminazione, ma i disaccordi sulla redazione del censimento e sull’eventuale inclusione dei coloni marocchini hanno finora impedito la sua convocazione.