Il primo ministro ad interim della Lettonia, Andris Kulbergs, appartenente alla formazione conservatrice Lista Unida, è stato designato questo mercoledì per cercare di formare un nuovo Esecutivo e restare a capo del Governo dopo la sua ampia vittoria nelle elezioni tenutesi lo scorso mese.
L’incarico gli è stato conferito dal presidente del paese, Edgars Rinkevics, al quale Kulbergs ha espresso la sua gratitudine per l’opportunità di «formare e dirigere il prossimo Governo» nello Stato baltico. «Ho piena consapevolezza del fatto che questa nomina rappresenta un’enorme responsabilità verso lo Stato di Lettonia e il suo popolo», ha dichiarato in un messaggio pubblicato sui social network.
In quella stessa comunicazione, il dirigente ha sottolineato che la Lettonia «non ha bisogno di un altro Governo che prometta cambiamenti», ma che «finalmente li realizzi». Pertanto, ha ribadito che i cittadini lettoni chiedono «una visione chiara e azioni concrete in economia, sicurezza e benessere delle persone» e «non altri impegni politici consueti».
Il leader di Lista Unida ha ribadito che il prossimo gabinetto non deve «cercare scuse per non fare qualcosa», bensì «assumere la responsabilità e cercare soluzioni».
«Il nuovo Governo dovrà dimostrare che l’amministrazione dello Stato lavora per i cittadini della Lettonia, non per un proprio vantaggio», ha aggiunto, prima di rimarcare che il suo obiettivo «sarà garantire che le parole diventino fatti, le promesse risultati e che la politica dello Stato si spieghi all’intera società».
Si riteneva che Kulbergs avrebbe ricevuto il mandato dopo una prima tornata di consultazioni tenutasi ad ottobre, anche se l’iter ufficiale si è concretizzato una volta costituito il nuovo Parlamento lettone, la Saeima.
L’esponente politico di Lista Unida è arrivato al ruolo dopo le dimissioni, a maggio, di Evika Silina, provocate dalla crisi dei droni al confine del paese. I risultati delle elezioni legislative del 3 ottobre gli permettono di riconfermare l’attuale alleanza di Governo, questa volta con un peso molto maggiore per Lista Unida, che è passata da 15 a 41 seggi.
Questo progresso rappresenta il miglior risultato ottenuto da un partito in Lettonia dalla sua indipendenza dall’Unione Sovietica. In contrasto, Nuova Unità, il partito di centrodestra dell’ex primo ministro, ha subito un forte arretramento, con una perdita di consensi vicina al 13% e la sconfitta di 19 deputati nella Saeima, rimanendo con soli sette seggi.
Come seconda forza è emerso il partito populista nazionalista Lettonia Prima (LVP), con un 13,09% di sostegno, mentre la coalizione di centrodestra Potere Sovrano/Unione dei Giovani Lettoni (SV/AJ) ottiene un risultato notevole con l’11,73%. Con questa ripartizione delle forze, Kulbergs dovrà soltanto raggiungere un accordo con un’ulteriore formazione per assicurarsi la maggioranza nella Camera.