Il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha comunicato questo domenica che, per il momento, non esiste informazione su feriti o deceduti tra le truppe italiane dispiegate in Niger, dopo il tentativo di colpo di Stato che ha scosso nella mattinata di sabato la capitale del paese africano, Niamey.
Nei pressi della Base Aerea 101 di Niamey, uno dei punti chiave della rivolta, opera la Missione di Supporto Bilaterale per il Niger, avviata nel 2018 e orientata a sostenere la strategia dell'Esecutivo italiano in materia di controllo migratorio.
Questo operativo, composto da circa 250 militari, costituisce uno degli ultimi distaccamenti occidentali che rimangono in Niger, un paese ora sotto il controllo di una giunta militare che ha rotto i suoi legami con la sua ex potenza coloniale, la Francia, per stringere la cooperazione con la Russia, specialmente nel campo della lotta contro il jihadismo.
Attraverso un breve messaggio diffuso sui suoi profili sui social media, Tajani ha sottolineato che "i nostri connazionali nel paese e i militari stanno bene" e ha colto l'occasione per esprimere il suo ringraziamento per il lavoro che stanno svolgendo.
Negli ultimi ore, la situazione a Niamey sembra essersi stabilizzata e l'intervento dei mercenari russi dell'Africa Corps è riuscito a imporsi di fronte a quello che, secondo fonti di sicurezza citate da media locali, sarebbe per ora un gruppo di forze d'élite insorte che avrebbero cercato di prendere il potere, stanche dei continui attacchi perpetrati da milizie jihadiste.
Il capo della diplomazia italiana ha rimarcato che "la stabilità del Niger è fondamentale per la sicurezza di tutta la regione del Sahel, cruciale anche per combattere i traffici illeciti e i flussi migratori irregolari".
In questa linea, ha ribadito che "l'Italia continuerà a essere in prima linea per la stabilità di questa zona, i cui eventi hanno effetti diretti sul Mediterraneo e in Europa. Desideriamo un rapido ritorno all'ordine, con la piena tutela della popolazione civile".