Italia vede "disproporzionata" la risposta di Sánchez ai suoi controlli e difende di proteggere le sue frontiere

Il ministro degli Affari Esteri italiano, Antonio Tajani, ha qualificato di "disproporzionata" la decisione del Governo spagnolo di ripristinare controlli di frontiera ai viaggiatori provenienti dall'Italia. Roma difende di aver agito conformemente ai trattati europei dopo la crisi migratoria a Ceuta e sostiene che manterrà le sue misure fino a quando non scomparirà il rischio di un possibile nuovo ingresso massiccio il 15 agosto.

3 minuti

fotonoticia 20260801143314 1920

fotonoticia 20260801143314 1920

Aggiungi DEMOCRAT su Google

Chiedi a FREN

Pubblicato

Ultimo aggiornamento

3 minuti

I più letti

Il ministro degli Affari Esteri di Italia, Antonio Tajani, ha definito "disproporzionata" la decisione del presidente del Governo spagnolo, Pedro Sánchez, di ripristinare controlli alle frontiere per i viaggiatori provenienti dall'Italia.

In un'intervista al quotidiano La Stampa, Tajani ha descritto la misura spagnola come una "rappresaglia" per la sospensione italiana dell'accordo Schengen con la Spagna. Il capo della diplomazia italiana sostiene che Roma ha agito per proteggere le sue frontiere dopo la crisi migratoria a Ceuta e di fronte alla possibilità di un nuovo tentativo di ingresso massivo dal Marocco il prossimo 15 agosto.

Italia mantiene la data del 15 agosto nel radar

Tajani ha spiegato che l'Italia si aspetta di ripristinare i suoi controlli quando terminerà "il pericolo" che, a suo avviso, rappresenta quella possibile seconda incursione massiva a Ceuta.

La data del 15 agosto circola sui social media come possibile nuovo appello per attraversare la frontiera. Il Governo spagnolo è a conoscenza di quei messaggi, secondo quanto ha indicato giovedì scorso il portavoce del Governo di Ceuta, Alejandro Ramírez, e Roma li ha incorporati nella sua valutazione dei rischi.

Roma indica i migranti subsahariani

Il ministro italiano ha difeso che il principale rischio per l'Italia non è rappresentato dai cittadini marocchini che sono passati a Ceuta, ma dalle persone non marocchine provenienti dall'Africa subsahariana.

Secondo Tajani, quel gruppo avrebbe come probabile destinazione il territorio italiano, considerando che l'Italia è il paese "più esposto". Il ministro ha aggiunto inoltre che queste persone "rappresentano una minaccia jihadista", un'affermazione con cui giustifica la sorveglianza rafforzata e la decisione di sospendere temporaneamente l'applicazione ordinaria di Schengen con la Spagna.

"La Spagna non è stata così vigile come dovrebbe"

Tajani ha insistito sul fatto che l'Italia ha agito in ogni momento "in conformità ai trattati dell'Unione Europea" e ha criticato la risposta spagnola.

A suo avviso, la politica di Sánchez di "tutti entrano e si regolarizzano" trasmette "un messaggio negativo che mette a rischio la sicurezza di tutti". Il ministro italiano sostiene che quella preoccupazione è condivisa da altri paesi europei e ha considerato "incomprensibile e totalmente inaccettabile" la reazione della Spagna.

Schengen, al centro dello scontro diplomatico

La disputa tra Madrid e Roma gira attorno allo spazio Schengen, il sistema europeo che permette la libera circolazione tra Stati membri ma che contempla anche la possibilità di ripristinare controlli temporanei alle frontiere interne in situazioni eccezionali.

Italia ha attivato controlli sui viaggiatori provenienti dalla Spagna dopo l'ingresso massiccio a Ceuta. La Spagna ha risposto questo sabato con controlli di frontiera ai passeggeri arrivati dall'Italia, una misura che il Governo spagnolo presenta come temporanea e rivolta a difendere la dignità dei cittadini spagnoli di fronte alla decisione italiana.

Una crisi migratoria con derivata europea

La crisi di Ceuta ha smesso di essere un problema strettamente bilaterale tra Spagna e Marocco per diventare un problema europeo. La reazione dell'Italia, la risposta della Spagna e il monitoraggio di Bruxelles hanno collocato il caso al centro del dibattito su frontiere interne, sicurezza e libera circolazione.

Tajani difende che Roma deve anticiparsi a possibili movimenti secondari di migranti verso l'Italia. Madrid, invece, rifiuta che la situazione abbia comportato una violazione di Schengen e ricorda che la maggior parte delle persone entrate a Ceuta è già tornata in Marocco.

Il braccio di ferro continuerà fino al 15 agosto

La chiave immediata è il 15 agosto. L'Italia mantiene i suoi controlli per timore di un nuovo ingresso massiccio a Ceuta e di possibili spostamenti successivi verso il suo territorio. La Spagna, nel frattempo, ha applicato controlli reciproci ai viaggiatori provenienti dall'Italia e difende che le sue frontiere e lo spazio Schengen rimangono garantiti.

Il conflitto diplomatico rimane così aperto almeno fino a quando passerà la data segnata dagli appelli sui social. Se non si verifica una nuova crisi, Roma potrebbe sollevare i suoi controlli; se la tensione si mantiene, il braccio di ferro tra i due governi potrebbe protrarsi all'interno del quadro europeo.

Ciao, sono Fren. Come posso aiutarti?