L'Iran si prende gioco della 'guerra economica' degli Stati Uniti e la equipara alla missione compiuta di Bush in Iraq

L'Iran ridicolizza la nuova guerra economica annunciata dagli Stati Uniti e la confronta con la controversa missione compiuta da Bush in Iraq in pieno blocco dell'accordo nucleare.

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Il governo iraniano ha reagito questo martedì con sarcasmo all'annuncio degli Stati Uniti sull'inizio di una guerra economica contro l'Iran, stabilendo un parallelismo diretto con il celebre discorso dell'ex presidente George W. Bush di maggio 2003, quando proclamò che le truppe statunitensi avevano "compiuto la missione" iniziata sei settimane prima con l'invasione dell'Iraq.

"Scott Bessent: 'L'ultima fase inizia oggi'", ha segnalato il portavoce del Ministero degli Esteri, Esmaeil Baqaei, in un messaggio diffuso sui social media. In quella pubblicazione ha accompagnato le parole del segretario del Tesoro statunitense con un'immagine di Bush durante il suo discorso a bordo della portaerei 'USS Abraham Lincoln', in cui appare sotto un grande striscione con il motto: 'Missione compiuta'.

Quel discorso di Bush, in cui proclamò la fine delle principali "operazioni di combattimento" e la sconfitta del regime di Saddam Hussein, fu oggetto di critiche immediate e considerato prematuro, soprattutto alla luce del successivo aumento della violenza dell'insurrezione irachena, che si protrasse fino al ritiro definitivo delle forze statunitensi dall'Iraq nel 2011.

Con questo confronto, Baqaei rafforza le accuse di Teheran contro Washington per i suoi ripetuti annunci su una presunta sconfitta iraniana nel conflitto scatenato il 28 febbraio a seguito dell'offensiva congiunta di Stati Uniti e Israele. Tutto ciò avviene nel pieno processo di colloqui tra i due paesi per cercare di chiudere un nuovo accordo nucleare, in un contesto che ricorda l'offensiva israeliana di giugno 2025, alla quale in seguito si unì anche il governo statunitense.

Il messaggio lanciato da Teheran si produce poche ore dopo che gli Stati Uniti, attraverso Bessent, proclamò una nuova offensiva commerciale destinata a tagliare qualsiasi via di finanziamento all'Iran. Washington è arrivata persino a minacciare sanzioni a tutti gli Stati che mantengono relazioni economiche con la Repubblica Islamica, "inclusa la Cina", con l'obiettivo dichiarato di ottenere l'isolamento totale dell'economia iraniana.

Questa escalation da parte degli Stati Uniti avviene proprio dopo la scadenza del termine di 60 giorni che erano stati concessi a Washington e Teheran per cercare di chiudere un accordo globale che mettesse fine al conflitto aperto dopo l'offensiva statunitense-israeliana del 28 febbraio. Non essendo stato raggiunto alcun accordo, aumentano le preoccupazioni internazionali di fronte alla possibilità di una nuova esplosione bellica di grande portata nella regione.