La Somalia denuncia l’accreditamento dell’ambasciatore israeliano in Somalilandia

La Somalia respinge l’accreditamento dell’ambasciatore israeliano in Somalilandia e avverte che viola la sua sovranità e aggrava l’instabilità regionale.

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Il Ministero degli Affari Esteri della Somalia ha espresso questo martedì il suo rifiuto “nei termini più energici” alla decisione della Somalilandia di accettare le credenziali dell’ambasciatore di Israele e di porre la prima pietra della sua futura sede diplomatica a Hargeisa, capitale di questo territorio secessionista somalo, un’iniziativa che Mogadiscio considera che “rischiano di aggravare le tensioni in una regione già di per sé fragile”.

In una nota ufficiale, il dicastero somalo “condanna, nei termini più energici, la presunta accreditamento di un ambasciatore da parte di Israele a Hargeisa, così come la posa della prima pietra di ciò che si intende denominare ambasciata sul territorio somalo”.

Il comunicato sottolinea che queste azioni sono state “compiute senza il consenso del Governo Federale della Somalia, costituiscono una palese violazione della sovranità, dell’integrità territoriale e dell’unità della Somalia”, e ribadisce che “la Somalia le respinge considerandole nulle, prive di validità e senza alcun effetto giuridico”. “Nessun atto unilaterale può eludere tale requisito né alterare lo status del territorio somalo”, insiste il testo.

Gli Esteri sottolineano inoltre che “Hargeisa e la regione della Somalilandia restano una parte integrante e inseparabile della Repubblica Federale di Somalia”, e collegano questi passi al riconoscimento concesso dal Governo israeliano alla Somalilandia nel dicembre 2025.

In questa linea, il Ministero critica una politica che “favorisce la frammentazione e ignora le frontiere riconosciute internazionalmente” e che “rischia di aggravare le tensioni in una regione già di per sé fragile”, in un contesto “segnato da una maggiore insicurezza nel Mar Rosso e nel Golfo di Aden”, in riferimento al conflitto che affronta l’insurrezione Houthi dello Yemen con l’Esecutivo riconosciuto a livello internazionale e la coalizione guidata dall’Arabia Saudita.

“La Somalia esige che Israele revochi immediatamente queste misure e invita tutti gli Stati e le organizzazioni internazionali a respingerle e ad astenersi da qualsiasi tipo di interazione che potrebbe conferirle legittimità”, conclude il Ministero degli Affari Esteri, che avverte che “il Governo Federale si riserva il diritto di adottare tutte le misure diplomatiche, politiche e giuridiche pertinenti, conformemente al Diritto Internazionale, per difendere la sovranità, l’unità e l’integrità territoriale del Paese”.