Le ultime sondaggi delle midterms indicano una Camera democratica e un leggero vantaggio al Senato

I sondaggi finali delle legislative negli EE.UU. assegnano la Camera dei Rappresentanti ai democratici e un leggero vantaggio nella lotta per il Senato.

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La media dei sondaggi pubblicati proprio prima delle elezioni legislative di questo martedì negli Stati Uniti assegna al Partito Democratico il controllo della Camera dei Rappresentanti, camera bassa del Congresso, e una certa superiorità nella lotta per il Senato. Tuttavia, i repubblicani potrebbero ancora conservare la camera alta se riuscissero a eguagliare i loro livelli di partecipazione delle presidenziali del 2024.

Il quadro generale riflette una chiara inclinazione verso i democratici, visibile nella cosiddetta "votazione generica": la preferenza degli elettori per uno o l'altro partito senza entrare in nomi specifici. Secondo la media dei sondaggi, i democratici ora superano di otto punti percentuali i repubblicani (51% contro 43%), una differenza che appare anche in sondaggi individuali di media conservatori come Fox News. Persino società demoscopiche tradizionalmente vicine al Partito Repubblicano, come Rasmussen Reports, collocano i conservatori con uno svantaggio di cinque punti.

Per quanto riguarda gli scenari specifici, la proiezione più probabile raccolta da RealClearPolitics colloca i democratici con 241 dei 435 seggi della Camera dei Rappresentanti, contro 194 per i repubblicani. Questo significherebbe che i democratici aggiungerebbero 26 seggi in più rispetto alle ultime legislative del 2022. Al Senato, le stime attribuiscono loro al momento una maggioranza di 52 o 53 senatori, contro i 47 o 48 che otterrebbero i loro avversari repubblicani.

Per raggiungere questa fascia di seggi nella camera alta, i democratici dovrebbero imporsi in sei stati chiave che concentreranno l'attenzione questa notte: Carolina del Nord, Kansas, Maine, Ohio, Texas e Alaska. Sebbene i loro candidati partano con un certo vantaggio in tutti questi territori, nessun sondaggista dà per scontato che riusciranno a imporsi in tutti essi e le distanze si muovono entro il margine di errore, il che lascia aperta la possibilità di un ribaltamento a favore dei repubblicani quando si concluderà lo scrutinio. La situazione si capovolge in Iowa, dove la candidata repubblicana, Ashley Hinson, conta su un vantaggio minimo di appena due decimi sul suo rivale democratico, Josh Turek.

Questi interrogativi cominceranno a risolversi a partire dalla mezzanotte (ora peninsulare spagnola e Baleari), quando saranno diffuse le prime proiezioni di voto. Le stime della Carolina del Nord e dell'Ohio saranno note alle 01.30; quelle del Maine e del Texas, alle 02.00; e Iowa, Kansas e Michigan arriveranno un'ora più tardi. L'Alaska rimarrà per il tratto finale, con previsioni alle 07.00 del mattino di mercoledì.

Conviene sottolineare che le proiezioni non offrono risultati definitivi. La cosa abituale è che sia necessario attendere tra due e tre ore per conoscere il vincitore di ogni contesa, anche se ci sono eccezioni rilevanti e l'Alaska è un esempio chiaro: nel 2022, il vincitore in questo stato non si seppe fino a sei ore e mezza dopo la diffusione delle prime stime.