Prigione preventiva per l'ex candidata ecuadoriana Luisa González per presunto riciclaggio di denaro.

Un giudice dell'Ecuador ordina la detenzione preventiva per Luisa González per presunto riciclaggio legato alla campagna del 2023 e dispone misure per altri coinvolti.

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Un giudice dell'Ecuador ha emesso questo venerdì la custodia cautelare contro l'ex candidata presidenziale Luisa González e altre due persone arrestate il giorno precedente, nell'ambito di un'inchiesta per presunto riciclaggio di denaro legato al finanziamento della campagna elettorale del 2023.

Rispondendo alla richiesta della Procura, il magistrato ha ordinato che González continui a essere privata della libertà, così come l'ex deputato Santiago Díaz e Wendy Onofre, segretaria del Movimento RETO, una formazione di centro-sinistra identificata anche come Lista 33.

Da parte sua, Estefanía Molina, che ha lavorato come assistente di González quando ha competito con Daniel Noboa per la Presidenza dell'Ecuador tre anni fa, è stata messa in libertà, sebbene con misure cautelari. Tra queste figurano l'obbligo di presentarsi periodicamente alle autorità, il divieto di lasciare il territorio nazionale e l'uso di un braccialetto elettronico.

La risoluzione giudiziaria arriva dopo la formulazione di accuse contro i quattro indicati per un presunto reato di riciclaggio di denaro. Secondo l'accusa, il movimento Rivoluzione Cittadina avrebbe finanziato la sua campagna elettorale con risorse provenienti da attività "illegali" legate alla commercializzazione di idrocarburi.

González, arrestata nella mattinata di giovedì nella provincia di Manabí, ha denunciato di essere vittima di una "persecuzione politica" e ha avvertito di una presunta "dittatura" di Noboa.