La direzione di Más Madrid ha difeso che la candidatura di Frente Amplio per la circoscrizione della capitale deve essere "guidata e composta" da "riferimenti politici ed elettorali" della propria formazione. Vale a dire, che il partito madrileno assuma l'elaborazione della lista per Madrid, allo stesso modo in cui il resto degli alleati farà altrettanto nei propri ambiti di influenza.
Così hanno indicato fonti del partito a Europa Press dopo la riunione tenutasi questo lunedì dalla esecutiva madrilena, in pieno processo di negoziazione con IU, Comuns e Más Madrid per chiudere i dettagli della nuova coalizione in vista dell'anticipo elettorale del 29 novembre.
Fino ad ora, questo spazio ha concordato un nuovo marchio elettorale, Frente Amplio, anche se non è ancora stata designata una candidatura. In questo scenario guadagna peso la figura della ministra della Salute e leader di Más Madrid, Mónica García, che si è offerta a ciò che determineranno congiuntamente le organizzazioni. La presentazione pubblica di questa confluenza rinnovata è prevista per il 17 ottobre, un giorno dopo la scadenza legale per registrare coalizioni per il 29N.
Le forze con radicamento, al fronte delle liste
L'esecutiva di Más Madrid ha sottolineato che l'ultimo ciclo politico autonomico ha messo in evidenza che le forze con "radicamento territoriale" sono le "uniche capaci di costruire spazi ampi di unità e potenza elettorale nelle loro regioni e paesi".
Di conseguenza, sostengono che le organizzazioni con presenza consolidata nel territorio che integrano Frente Amplio devono concorrere con il proprio marchio nelle loro comunità e "conformare le liste elettorali", rafforzando e ampliando i legami con la società civile, per successivamente raggiungere un "intendimento confederale" tra territori.
In questo quadro, hanno enfatizzato che Más Madrid, unica forza di Frente Amplio che si aggira attorno al 20 percento di supporto elettorale nel suo ambito e principale partito di opposizione all'Esecutivo di Isabel Díaz Ayuso, assumerà la leadership della lista per la circoscrizione madrilena.
Per il momento, la formazione non ha chiuso nomi concreti per quella candidatura, anche se già si valutano diversi dirigenti come possibili riferimenti, tra cui il consigliere nel Comune di Madrid Eduardo Fernández Rubiño, la deputata nel Congresso Tesh Sidi o il portavoce di Más Madrid nell'Assemblea autonoma, Emilio Delgado.
Il modello che persegue il partito passa per seguire la scia dei Comuns, che in Catalogna pilotano la confezione delle candidature nelle quattro circoscrizioni catalane, integrando in esse rappresentanti di altre forze alleate.
In parallelo, altri soci dello spazio plurinazionale hanno reclamato di guidare le liste unitarie di sinistra nei rispettivi territori, come è il caso di Compromís, Chunta Aragonesista o Més per Mallorca.
Conflitto con la proposta di Podemos
Questo approccio implica, nella pratica, un rifiuto della formula difesa da Podemos, che ha esigito di celebrare primarie aperte per scegliere la persona candidata della futura candidatura di sinistra come condizione per l'unità, in modo che la cittadinanza determini il peso di ogni partito nelle liste per le generali. In questo modo, le posizioni dei 'mora' e di Más Madrid si presentano come difficilmente conciliabili.
Sin dall'apparizione di Más Madrid, la regola generale è stata quella di concorrere in liste separate da Podemos, salvo nelle elezioni del 2023, quando entrambe le formazioni hanno condiviso la scheda per Madrid nella candidatura promossa da Sumar.
Nelle scommesse per guidare il Frente Amplio, l'opzione di Mónica García ha guadagnato terreno, in un elenco dove figurano anche il ministro della Cultura, Ernest Urtasun, il titolare dei Diritti Sociali, Pablo Bustinduy, e l'ex sindaca di Barcellona Ada Colau. Nel caso di Urtasun e Colau, fonti dei Comuns sottolineano che sono "due nomi sul tavolo" ma insistono che ancora "non è chiuso nulla".