La ministra della Difesa, Margarita Robles, ha inviato questo giovedì una lettera al presidente del Senato, Pedro Rollán, nella quale lo informa che alla fine non parteciperà la prossima settimana alla Commissione di Difesa della Camera Alta per affrontare la crisi migratoria di Ceuta, come aveva richiesto il PP, sostenendo di non avere tempo "sufficiente" per preparare il suo intervento.
Nella missiva inviata a Pedro Rollán, alla quale ha avuto accesso Europa Press, Robles rifiuta la convocazione per la prossima settimana, sebbene ribadisca la sua "piena disponibilità" a comparire davanti alla Commissione di Difesa quando riprenderà il periodo ordinario di sessioni.
Inizialmente, il Governo aveva anticipato che i ministri chiamati dal PP al Senato per informare sulla situazione a Ceuta non sarebbero intervenuti, avendo già richiesto di comparire in Congresso alla fine del mese.
Tuttavia, i 'popolari' hanno assicurato poi di aver concordato con Robles di rinviare la sua comparsa fino al 18 agosto, dopo che è stata annullata quella prevista per questo giovedì, circostanza che Moncloa ha evitato di confermare pubblicamente.
Ora, la titolare della Difesa ha scelto di comunicare formalmente al presidente del Senato che non parteciperà alla Commissione di Difesa la prossima settimana e propone di fissare una nuova data a partire da settembre, coincidente con l'inizio del nuovo anno parlamentare.
Dopo il suo viaggio a Ceuta
La lettera a Pedro Rollán viene inviata un giorno dopo che la ministra ha viaggiato questo mercoledì a Ceuta per incontrare il suo presidente, Juan Vivas, dopo l'entrata massiccia di migranti nella città autonoma.
"Dopo la mia intensa visita di ieri a Ceuta e degli incontri avuti con le Forze Armate dispiegate (...) capisco dalla responsabilità, che per una dettagliata comparsa al Senato, per il rispetto che merita tale Camera, mi risulta necessario avere più tempo per poterla preparare con un minimo rigore e dettaglio", espone Robles nel suo scritto.
La ministra insiste nel rifiutare l'incontro della prossima settimana per "poter essere precisa ed esaustiva" nella sua esposizione e disporre del tempo "sufficiente" per prepararla adeguatamente.
Reazione del PP
Dopo aver conosciuto il contenuto della lettera, il PP ha diffuso un comunicato in cui sostiene di non avere "dubbi" che la ministra sarebbe stata "invitata" da Moncloa a "rettificare" la sua decisione iniziale e, alla fine, non andare al Senato a dare spiegazioni.
"Pedro Sánchez si riferiva a Margarita Robles come "l'uccello" nelle sue conversazioni con José Luis Ábalos e sembra che abbia deciso di rinchiudere la sua ministra dopo che questa ha confermato per iscritto al presidente del Senato la sua "piena disponibilità a comparire" nella commissione di Difesa per spiegare la gestione del suo Ministero nell'invasione di Ceuta", criticano i 'popolari'.
In ogni caso, il PP sostiene che Robles "non è una vittima", ma "un pedone in più al servizio del sanchismo che sa applicare le stesse scuse del presidente per eludere il suo obbligo di sottoporsi al controllo parlamentare".
"Infatti, se Robles avesse dato quelle spiegazioni che reclama il PP, la ministra avrebbe messo in serio imbarazzo Marlaska, Albares e Bolaños", aggiunge il partito, che ironizza sul fatto che resta solo da sapere se Sánchez "obbligherà Robles" a smentirsi sulla spagnolità di Ceuta e Melilla.
Il mistero della "sedia vuota"
Questo mercoledì era anche fissata la comparizione del ministro dell'Interno, Fernando Grande-Marlaska, che alla fine non si è presentato, e il PP ha scelto di mantenere la sessione straordinaria della Commissione dell'Interno lasciando visibile la sedia vuota del comparente.
In quell'occasione, i 'popolari' hanno avvertito Marlaska di possibili conseguenze "legali e politiche" per non aver partecipato alla commissione straordinaria dedicata alla situazione a Ceuta.
Resta da vedere ora se il PP manterrà la convocazione straordinaria del prossimo martedì nella Commissione di Difesa e ripeterà la stessa messa in scena che in Interno.
Riguardo alle comparizioni, il ministro Marlaska si è pronunciato anche da Ceuta, difendendo che il Governo "in nessun momento" ha violato il suo obbligo di comparire, anche se ha sottolineato che non si può "ignorare" che la crisi di Ceuta continua "attiva".