Azcón avverte che chiudere la connessione ferroviaria Madrid-Barcelona danneggerebbe gravemente l’economia

Azcón rifiuta di paralizzare la linea Madrid-Barcellona per il suo impatto economico, anche se appoggia la chiusura se è indispensabile per salvare vite.

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Il presidente del Governo dell'Aragona, Jorge Azcón, si è pronunciato sulle recenti parole del ministro dei Trasporti, Óscar Puente, nelle quali si prospettava la possibilità di interrompere per un periodo fino a due anni la linea ferroviaria Madrid-Barcellona per effettuare lavori. Azcón ha ribadito che "sarebbe una decisione nefasta per l'economia", anche se ha precisato che "vogliamo tutte le informazioni e valutarle", e ha reiterato che "se fermare il traffico ferroviario significa salvare vite, il mio voto è a favore".

Dopo la presentazione dei candidati al Congresso e al Senato per Teruel, e in dichiarazioni ai media, il presidente aragonese ha ricordato: "Non appena ho conosciuto le dichiarazioni dell'allora ministro Puente, ho detto che noi avremmo chiesto immediatamente al ministro tutte le informazioni".

Azcón ha sottolineato che ritiene "molto importante che il ministero, una volta che mette sul tavolo una decisione così drastica come fermare tutti i treni tra Madrid e Barcellona e, quindi tra Zaragoza e Madrid, e tra Zaragoza e Barcellona, e in particolare inoltre nel tratto che cita, il tratto che va da Calatayud fino a Madrid, la responsabilità sia quella di chiedere tutte le informazioni necessarie".

Il dirigente autonomico ha insistito sul fatto che, a suo giudizio, sarebbe "un dramma", una visione che, secondo quanto ha detto, coincide con quella del settore turistico e del tessuto imprenditoriale, ritenendo che "se ora si prendesse la decisione di paralizzare tutti i treni, di paralizzare il corridoio ferroviario tra Madrid e Barcellona, e quindi passando per l'Aragona, sarebbe una decisione nefasta per l'economia".

Tuttavia, Azcón ha ribadito che "se fermare il traffico ferroviario significa salvare vite, il mio voto è a favore; se fermare il traffico ferroviario significa salvare una sola vita, il mio voto è a favore. Se dire che si ferma il traffico ferroviario è per non parlare della tragedia che è avvenuta a Toledo, mi sembra miserabile. Se questa affermazione la fa il ministro senza avere tutte le informazioni necessarie per parlare di questa questione e non delle cause dell'incidente e delle responsabilità, mi sembrerebbe ancora una volta una miseria umana".

Il capo dell'Esecutivo autonomico ha sottolineato che preferirebbe che non si arrivasse a sospendere la circolazione dei treni, poiché "capisco che ci sono migliaia, decine di migliaia, di aragonesi che ogni anno devono prendere il treno per questioni lavorative, per la loro vita privata, per ragioni professionali o familiari. Il Governo di Spagna causerebbe loro un disagio importantissimo".

Ha rimarcato inoltre che "sarebbe una misura molto negativa per l'Aragona, molto negativa per l'economia della nostra comunità. Ma, se fermare il traffico salva una sola vita, è evidente che la prima cosa è la sicurezza. Temo molto che l'annuncio che si fa su questa misura non abbia a che fare con salvare vite, abbia più a che fare con motivazioni politiche, persino con motivazioni elettorali".

Jorge Azcón ha aggiunto, oltre alla critica per la mancanza di investimenti nella rete ferroviaria, che "c'è stata incapacità, c'è stata negligenza e ciò che c'è stato inoltre negli incidenti ferroviari è un'indolenza insopportabile. Per questo devono chiedere perdono, questo è assolutamente importante, sia il presidente del Governo sia il ministro dei Trasporti, per me è indifferente che si dimetta o che non si dimetta, ma come minimo che chiedano perdono alle vittime e a tutti i familiari e ai cari di quelle vittime".