Aznar si sposta questo giovedì a Ceuta in piena crisi per l'arrivo massiccio di immigrati

Aznar viaggia a Ceuta in piena crisi migratoria dopo l'ingresso di circa 80.000 immigrati e in mezzo a dure critiche di FAES al Governo di Sánchez.

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L'ex presidente del Governo José María Aznar prevede di recarsi giovedì nella città autonoma di Ceuta nel contesto della grave crisi migratoria che attraversa l'enclave dalla fine di luglio, a seguito dell'ingresso massiccio di circa 80.000 immigrati attraverso il confine con il Marocco, secondo quanto confermato a Europa Press da fonti di FAES.

La fondazione guidata dall'ex presidente Aznar ha attaccato l'Esecutivo di Pedro Sánchez per quella che considera una gestione inefficace dell'attuale situazione migratoria, rimproverandogli inoltre di non aver anticipato l'"effetto chiamata" derivante dalla sentenza della Corte Suprema (TS) che impedisce i respingimenti in caldo, senza accompagnarla con un rafforzamento sufficiente dei dispositivi di controllo al valico di frontiera con il Marocco.

In una nota diffusa il 31 luglio, FAES ha sostenuto che il principale ostacolo in questa crisi è l'"atteggiamento claudicante" del Governo, sostenendo che, sotto il mandato di Pedro Sánchez, le città autonome di Ceuta e Melilla "sono state letteralmente abbandonate", sottoposte all'"asfissia commerciale marocchina" e a una "politica servile verso Rabat", "intrisa di concessioni inconfessabili".

Mercoledì, il Bollettino Ufficiale dello Stato (BOE) ha reso noto il decreto reale con cui si dichiara la 'situazione di interesse per la sicurezza nazionale' a Ceuta, designando il ministro della Politica Territoriale e della Memoria Democratica, Ángel Víctor Torres, come responsabile del coordinamento tra le diverse amministrazioni e ministeri coinvolti.

Da parte sua, il presidente della Città Autonoma di Ceuta, Juan Jesús Vivas (PP), ha rimproverato al Governo centrale il ritardo nell'attivare il cosiddetto 'comando unico', sottolineando che la città "è in terapia intensiva" anche se confida di poter recuperare al più presto la normalità e "il polso economico, affettivo e psicologico".