Centinaia si concentrano a Callao contro il razzismo in piena crisi migratoria di Ceuta

Centinaia di persone si concentrano a Callao contro il razzismo e a sostegno di Ceuta, in una protesta tesa ma infine pacifica.

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La concentrazione "Fermiamo i piedi al razzismo", promossa nella Plaza de Callao dall'Assemblea Internazionalista di Madrid insieme a diversi collettivi sociali e organizzazioni di sinistra alternativa, ha radunato diverse centinaia di persone in una mobilitazione di sostegno a Ceuta.

Convocata attraverso i social media da diversi gruppi, tra cui la stessa Assemblea Internazionalista di Madrid, la protesta, fissata per le 19.40 contro "l'escalation di violenza razzista contro le persone migranti" a Ceuta, riempiva già la Plaza de Callao con canti come "fuori razzisti, siete i terroristi" e "la legge sull'immigrazione uccide persone ogni giorno".

I partecipanti hanno intonato slogan contro il razzismo e la xenofobia e hanno chiesto una risposta diversa alla crisi migratoria, che non umili né stigmatizzi le persone migranti. "Questo non può diventare un terreno fertile per il razzismo per l'estrema destra", ha difeso uno dei partecipanti alla concentrazione.

La protesta è coincisa nel tempo con le mobilitazioni convocate nella Plaza de Cibeles. La vicinanza tra le due ha portato a attriti con coloro che partecipavano all'appello sui social della piattaforma "Per Ceuta", che avanzando per Gran Vía verso la porta del Comune di Madrid hanno incrociato insulti, all'altezza di Callao, con i partecipanti a "Fermiamo i piedi al razzismo".

Questo scontro di manifestazioni ha portato a che, intorno alle 20.00, nel momento inizialmente fissato per l'inizio della convocazione, la Polizia intervenisse tra i due gruppi di fronte all'aumento della tensione, riuscendo a disperdere rapidamente il confronto.

Nonostante ciò, non si sono verificati incidenti rilevanti e la concentrazione è continuata in modo pacifico, con striscioni su cui si leggeva "Vogliamo Lamine, vogliamo Hasan, vogliamo Moha,..." e "fottuti nazisti", come risposta antirazzista a quello che, secondo alcuni partecipanti, voleva essere una contestazione "all'appello violento di Núcleo Nacional".

La mobilitazione è rimasta statica, senza abbandonare la piazza della metro e senza generare nuovi alterchi, mentre i megafoni di diversi gruppi continuavano a lanciare messaggi di sostegno alle persone migranti arrivate a Ceuta e di solidarietà con la popolazione ceutina.

Nella concentrazione si sono anche sentiti slogan di piccoli collettivi di sinistra come "la classe operaia è una e senza frontiere" o "contro il razzismo la lotta continua".