Il coportavoce di Podemos, Pablo Fernández, ha affermato questo lunedì che il suo partito si trova a una distanza "siderea" dalla politica abitativa dell'Esecutivo di Pedro Sánchez, ritenendo che in questo ambito non si sia fatto "assolutamente nulla" e che si sia favorito "i rentisti, i fondi avvoltoio e i grandi proprietari".
Le parole del dirigente 'morado' arrivano dopo che il presidente del Governo ha confermato che riprenderà i colloqui per portare avanti un decreto legge con nuove misure in materia di abitazione. Questo pacchetto normativo era previsto per la sua approvazione in estate, ma alla fine non è andato avanti a causa del rifiuto di varie forze politiche, tra cui Podemos.
Conosciuta l'intenzione di riattivare quel decreto, Fernández ha attaccato l'Esecutivo al quale attribuisce un "bagaglio nefasto, nullo e deplorevole" in materia di abitazione durante l'attuale legislatura, ribadendo che "il Governo non ha fatto assolutamente nulla".
Nei suoi dichiarazioni, il coportavoce di Podemos ha messo in discussione con durezza la risposta di Pedro Sánchez sulla situazione dell'abitazione, sottolineando che "l'unica cosa che ha potuto dire è che il governo ha fatto una legge sull'abitazione", e richiedendo al capo dell'Esecutivo di "essere preciso nelle sue dichiarazioni e nelle sue manifestazioni".
Fernández ha insistito sul fatto che, a suo avviso, in questi anni non sono state messe in atto azioni efficaci per affrontare la crisi abitativa, che ha descritto come "il principale punto nero di questo Governo".
In coerenza con questa analisi, il dirigente ha concluso il suo intervento sottolineando che la politica abitativa tiene Podemos lontano dal Governo "a una distanza siderale", ritenendo che l'abitazione costituisca "un diritto fondamentale" che deve essere protetto dalla "prospettiva di una democrazia dignitosa".