Il ministro della Cultura e portavoce di Sumar, Ernest Urtasun, continua a confidare di chiudere un'intesa con i partner parlamentari riguardo al futuro decreto sulla casa, nonostante gli avvisi lanciati da formazioni come Podemos e Junts al Congresso.
In dichiarazioni rilasciate nei corridoi della Camera Bassa, Urtasun ha ribadito che esiste "spazio" per siglare un patto e ha rivendicato che la bozza elaborata dal Governo, che contempla tra le altre questioni la proroga dei contratti di affitto fino al 2028, costituisce una base solida che può essere compatibile con "molte delle aspirazioni che legittimamente" pongono i diversi gruppi.
"Sono convinto che saremo in grado di trovare un accordo (...) Lo dico, inoltre, da una posizione di aver dialogato molto con i gruppi per molti mesi su questa questione. Pertanto, voglio essere ottimista e credo che ce la faremo", ha sottolineato il titolare della Cultura, evidenziando i contatti mantenuti fino ad ora.
Il ministro ha ribadito che ora si apre la fase affinché le formazioni parlamentari presentino le loro proposte e sfumature al testo, ma ha rimarcato che l'obiettivo è che il decreto vada avanti sostenuto dalla maggioranza del blocco che ha reso possibile l'investitura.
Un decreto che Sumar vuole consensuare con tutti i partner
Sotto questa premessa, Urtasun ha insistito che lo spirito del decreto è inclusivo: "I gruppi legittimamente chiederanno che aggiungiamo, che togliamo cose, questo deve essere un testo di tutti e, pertanto, sarò molto rispettoso con tutte le proposte che ci faranno i gruppi", ha rimarcato, appellandosi affinché sia il "decreto di tutti".
Nonostante questo appello al consenso, diverse formazioni hanno già preso le distanze dallo schema progettato dall'Esecutivo. È il caso di Podemos, la cui segretaria generale, Ione Belarra, ha esortato questo giovedì il Governo a rivolgersi al PP se la sua intenzione è quella di sfruttare questo decreto per introdurre una riforma della Legge sul Suolo.
Anche Junts ha espresso il suo rifiuto al testo nella sua configurazione attuale. La formazione indipendentista ha avvertito che non sosterrà il decreto legge promosso da Sumar per estendere gli affitti fino al 2028, ritenendo che si tratti di una misura "interventista" che "non rispetta le competenze della Catalogna in materia di abitazione".
D'altra parte, il PNV ha condizionato il suo sostegno al fatto che la proroga dei contratti di affitto fino al 2028 che si prevede di includere nel decreto sia limitata a quelle persone locatarie che siano in regola con i pagamenti e lo siano state nei dodici mesi precedenti alla richiesta di estensione.
Sumar rivendica l'accordo nonostante la complessità della negoziazione
In parallelo, la portavoce di Sumar al Congresso, Verónica Martínez Barbero, ha sostenuto la posizione di Urtasun ribadendo che la coalizione aspira a chiudere un ampio accordo parlamentare e che non gli ha mai "tremato il polso" né hanno sentito "paura" di fronte a una negoziazione, per quanto complicata possa risultare.
"Abbiamo un obiettivo finale, che è che la gente possa continuare a vivere nelle proprie case. Il nostro obiettivo finale è che a nessuno venga aumentato il prezzo dell'affitto del 50 o del 60%", ha esposto, per sottolineare successivamente che considera fondamentale per l'insieme della cittadinanza che venga approvata la proroga degli affitti inclusa nel decreto.