Corpo reclama lealtà a Marocco e giustifica i 309 milioni per Ceuta: "Hanno bisogno di avere un orizzonte di speranza"

Carlos Cuerpo reclama lealtà a Marocco, giustifica i 309 milioni per Ceuta e difende i fondi europei e la legge dei nipoti.

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Il vicepresidente primo e ministro dell'Economia, Commercio e Impresa, Carlos Cuerpo, ha richiesto "lealtà" al Marocco e ha difeso il pacchetto di 309 milioni di euro destinato a Ceuta, sottolineando che la cittadinanza ceutina "ha bisogno di avere un orizzonte di speranza".

In un'intervista trasmessa questo sabato nel programma 'Informe Semanal', Cuerpo ha ricordato che "l'immigrazione e la sicurezza sono un elemento di primo ordine della politica domestica in tutti i paesi dell'Unione Europea (UE), e bisogna incorporare Ceuta e Melilla in tutti i meccanismi che riguardano la sicurezza, con il rafforzamento delle frontiere... e poi, naturalmente, la collaborazione con il Marocco, una collaborazione che deve essere leale, e bisogna esigere questa lealtà".

Il responsabile economico ha colto l'occasione per lanciare un messaggio di "responsabilità a tutti coloro che hanno un ruolo nella risoluzione di questa crisi", avvertendo che "la paura è molto difficile da combattere, ed è vero che può essere alimentata da discorsi falsi o interessati".

309 milioni per equiparare le condizioni di Ceuta con la penisola

Riferendosi al decreto-legge reale di misure urgenti di carattere sociale ed economico a sostegno di Ceuta, che mobilita 309 milioni, Cuerpo ha dettagliato che queste azioni "cercano di andare lì dove hanno osservato che esistono necessità a breve termine per avanzare nella risoluzione della crisi che stanno vivendo i cittadini ceutini".

Ha indicato che il piano comprende "dall'ambito della sicurezza, naturalmente, fino all'ambito del rafforzamento dei servizi pubblici... hanno bisogno di avere un orizzonte di speranza e sapere che metteremo tutto sul tavolo affinché questo non accada di nuovo".

In questa linea, ha sottolineato che "questo si traduce nel fatto che Ceuta è Spagna alla frontiera, non la frontiera della Spagna, e che le condizioni, i servizi pubblici, il tipo di attività, cioè, la realtà di vivere a Ceuta, sia esattamente la stessa di quella di coloro che vivono nella penisola o di quella che ha qualsiasi cittadino europeo, perché Ceuta o Spagna non smette di essere parte, alla fine, dell'UE".

Legge dei nipoti, successione di Sánchez e Bilanci

Sulla legge dei nipoti e le misure cautelari emesse dalla Corte Suprema, il ministro ha sottolineato che "si aspetta che la sentenza arrivi il prima possibile", poiché "soprattutto perché ci sono centinaia di migliaia di persone con diritto di voto che al momento non potrebbero farlo in caso di elezioni". Ha anche rimarcato "il salto che si fa dall'argomento dell'incremento del censimento elettorale verso l'elemento illegale o di manipolazione del risultato delle elezioni, tenendo conto che il risultato del voto estero delle ultime elezioni, nel 2023, è stato favorevole al Partito Popolare".

Interpellato da chi lo colloca come possibile sostituto di Pedro Sánchez, Cuerpo si è definito "un giocatore di squadra". "E a questo mi dedico, a dare tutto il mio impegno e tutto ciò che posso affinché le cose vadano meglio e affinché possiamo portare avanti questa agenda di progresso, e arriveranno 'shock' e arriveranno crisi, ma in questo caso abbiamo bisogno di qualcuno che guidi quel progetto, lo sta facendo da otto anni e naturalmente lo supporteremo", ha manifestato.

In ambito di bilancio, ha anticipato che "presenteranno i bilanci per l'anno 2027". Secondo quanto ha detto, "speriamo che nelle prossime settimane ci sia il seguente punto, che è quella discussione del Governo, in questo caso con il ministro delle Finanze a capo, con tutti i gruppi per cercare di chiudere le cifre non solo per presentare i bilanci ma anche per avere prospettive di approvarli perché è ciò che vogliamo".

Fondi europei e Piano di Recupero

Per quanto riguarda i fondi europei 'Next Generation', Cuerpo ha indicato che la valutazione è "positiva, che dovrebbe portare al settimo e ultimo versamento, che sbloccherebbe circa 26.000 milioni che rimangono pendenti dal Piano di Recupero, sommando trasferimenti e anche prestiti".

Ha concluso avvertendo che "ora bisogna riuscire a fare in modo che una volta terminato, questo non si fermi qui e che siamo capaci di mantenere quell'impulso".