La segretaria generale e portavoce di ERC, Elisenda Alamany, ha presentato la formazione repubblicana come l’opzione più solida per proteggere la Catalogna di fronte a "la minaccia di un Governo di PP e Vox", e ha precisato che, per questo motivo, lo slogan scelto per la campagna delle elezioni generali del 29 novembre sarà "Defensa't" ("Difenditi").
In alcune dichiarazioni rese questo giovedì, Alamany ha sottolineato che la politica deve essere la via per convogliare il malcontento sociale derivato da "una vita più cara, dove i prezzi non smettono di salire e invece gli stipendi non lo fanno allo stesso ritmo", nonché dalle difficoltà di accesso alla casa, dal cattivo funzionamento della rete ferroviaria e dalle liste d’attesa nella sanità pubblica.
"ERC sarà la migliore difesa del nostro Paese di fronte al rischio di tornare indietro, di tornare al passato, di perdere diritti che sono costati così tanto da ottenere", ha enfatizzato la dirigente, che ha ribadito che il suo partito si considera l’alternativa più ferma per salvaguardare la Catalogna e la lingua catalana.
I repubblicani affrontano questi comizi come l’inizio di un nuovo ciclo politico e aspirano a migliorare i risultati delle ultime generali, in cui hanno ottenuto 7 seggi alla Camera e 3 al Senato, camera alla quale si sono presentati in coalizione con EH Bildu, formula che ripeteranno il 29N.
Contrapporsi "al fascismo" e contesa del voto di sinistra
Nonostante il fatto che l’incidente ferroviario di Urda (Toledo) abbia "rotto abbastanza" la dinamica della campagna, in ERC danno per scontato che l’asse sinistra-destra sarà quello a determinare il tono della contesa elettorale.
La formazione si colloca senza ambiguità nel blocco delle sinistre e "confrontandosi con il fascismo", presentando le elezioni come un momento decisivo in cui, secondo loro, sono in gioco i diritti della Catalogna e della sua cittadinanza.
Il loro principale rivale sul terreno elettorale lo individuano nel PSC, seguito dai Comuns e da Junts. Per questo, durante la campagna, i repubblicani cercheranno di frenare l’impatto del discorso socialista del "voto utile", che potrebbe indebolire la loro base di sostegno.
Nelle loro valutazioni interne, ERC stima che ci siano circa 500.000 voti in palio con il PSC, circa 250.000 con i Comuns e circa 50.000 con Junts.
Calendario di eventi e budget di campagna
La campagna si avvierà il 12 novembre con un comizio a Tarragona, guidato dal numero uno di ERC al Congresso, Gabriel Rufián, insieme al presidente del partito, Oriol Junqueras, e al numero due, Elisenda Alamany. L’atto centrale si terrà il 22 novembre a Barcellona, con la partecipazione di questi tre dirigenti e della capolista di Podemos per Madrid, Irene Montero.
I candidati della lista percorreranno le quattro province catalane (Rufián, per questioni di agenda, non parteciperà agli eventi previsti a Girona). Inoltre, il capolista parteciperà a eventi a Palma, il 13 novembre, e a Castellón, il 19, e sarà presente all’atto centrale di Podemos a Madrid il 21 novembre.
La chiusura della campagna, con Rufián, Junqueras e Alamany, si celebrerà il 27 novembre a Sant Andreu de la Barca (Barcellona), e la notte elettorale il partito continuerà a seguire lo scrutinio presso il Campus Ciutadella della Universitat Pompeu Fabra (UPF).
ERC dispone di un bilancio totale di campagna di 2,3 milioni di euro: 1,2 milioni saranno destinati alle procedure elettorali, come l’invio di propaganda, e 1,1 milioni copriranno le spese ordinarie legate agli eventi. In questa occasione, e per la prima volta, la formazione assicura di disporre di risorse sufficienti per evitare di ricorrere a crediti o polizze bancarie.
L’ultima campagna per le elezioni generali ha comportato un esborso di 1,8 milioni di euro e ora i repubblicani hanno rilevato un aumento del costo del “mailing”, sia per la crescita della popolazione sia per l’inclusione delle spese di campagna nella Comunità Valenciana e nelle Isole Baleari.
Programma elettorale di ERC e principali proposte
Il programma di ERC include 258 misure e si articola in tre grandi assi: “Difendere il paese, difendere la gente e difendere i servizi pubblici”. In modo trasversale, raccoglie rivendicazioni di una maggiore trasferenza di competenze dallo Stato alla Catalogna, più sovranità e un finanziamento rafforzato.
Il primo punto del documento difende l’autodeterminazione come “il miglior modo per risolvere democraticamente il conflitto politico con lo Stato spagnolo” e reclama l’abrogazione della “Legge Bavaglio”. Inoltre, incorpora proposte che il partito ha sostenuto negli ultimi mesi, come un nuovo modello di finanziamento e la condonazione del debito del Fondo di liquidità autonoma (FLA).
Nell’ambito dei trasferimenti, ERC torna a chiedere che l’Agència Tributària de Catalunya assuma la riscossione delle imposte, così come le competenze in materia di immigrazione e asilo, e che i Mossos d'Esquadra esercitino come polizia integrale, con attribuzioni nei porti e negli aeroporti di titolarità statale.
In materia di edilizia abitativa, i repubblicani propongono un piano d’urto che contempla il conferimento alla Generalitat di competenze per approvare la propria legge sugli affitti urbani, l’aumento del finanziamento statale destinato all’abitazione, il trasferimento alla Generalitat degli immobili della Sareb e l’applicazione di cambi fiscali come l’elevazione dell’IVA e dell’ITP nell’acquisto di un’abitazione che non sia residenza abituale, oltre a fissare al 21% l’IVA dell’affitto turistico.
ERC propone anche una “riforma sociale” dell’IRPF e dell’IVA, insieme a misure di redistribuzione mediante imposte sugli utili dei multimilionari, delle compagnie energetiche e della banca, oltre a un aumento del salario minimo interprofessionale (SMI) e alla possibilità che la Generalitat stabilisca un salario minimo catalano di 1.460 euro.
Per quanto riguarda le infrastrutture, il partito chiede di portare a termine il trasferimento di Rodalies, di rafforzare la sicurezza dell’alta velocità mediante la decentralizzazione della manutenzione, e di dare priorità a progetti come il completamento del corridoio mediterraneo e l’impulso della linea ferroviaria orbitale.