L’allerta sul fatto che pagare per testimonianze non colpisce Sánchez, ma le regole della democrazia

Salvador Illa denuncia che l’acquisto di testimonianze non va contro Sánchez né contro il PSOE, ma contro le regole fondamentali della democrazia.

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Il presidente della Generalitat e primo segretario del PSC, Salvador Illa, ha avvertito questo giovedì che l’acquisto di testimonianze non costituisce un attacco diretto al presidente del Governo e leader del PSOE, Pedro Sánchez, bensì alle fondamenta della democrazia.

Lo ha indicato nel corso del suo intervento nel Consell d'Alcaldes i Alcaldesses del PSC, tenutosi nella sede del partito a Barcellona, dopo che sono state rese note le informazioni su un presunto accordo dell’ex consigliere ministeriale Koldo García con l’avvocato del PP finora, per finanziare le sue difese e consegnare un milione di euro in cambio di informazioni.

"Un milione di euro per comprare la menzogna. Chi compra testimoni non attacca Pedro Sánchez né attacca il Partito Socialista, attacca le regole della democrazia", ha espresso Illa.

Ha insistito sul fatto che non tutti i partiti né tutti i rappresentanti pubblici agiscono allo stesso modo, e ha rimarcato che la verità finisce per prevalere: "Noi dobbiamo difendere tutta la verità in ogni caso. Perché non siamo tutti uguali".

"Niente è scritto" in vista del 29 novembre

Il dirigente socialista ha difeso che, in vista delle elezioni generali del 29 novembre, anche finirà per imporsi la verità, perché, a suo giudizio, non è ancora stato deciso nulla: "Anche qui deciderà la gente".

Nel confrontare la situazione con le consultazioni tenute negli Stati Uniti, in Brasile e in Israele, ha indicato che in Spagna si ripetono alcune dinamiche, come il ruolo determinante delle grandi tecnologiche, che "non sono neutrali", ma ha sostenuto che, infine, la forza dei cittadini sarà più potente di quella del denaro.

In questa linea, ha invitato i socialisti a mantenere un atteggiamento rispettoso, anche se fermo ed energico, ma senza cadere nell’insulto né nella denigrazione personale: "Fare politica dal rispetto e con rispetto può vincere elezioni e vince elezioni".

Ottimismo verso il 29N e bilancio di gestione

In vista dell’appuntamento con le urne del 29 novembre, Illa ha difeso che non è necessario un miracolo per continuare a governare: "Serve che lavoriamo, che spieghiamo alla gente cosa è in gioco", e si è detto fiducioso se si dà valore alla gestione realizzata dai socialisti, laddove hanno responsabilità di governo.

"Sono sicuro che, senza bisogno di alcun miracolo, il 29 novembre a qualcuno si congelerà il sorriso, e alla maggioranza dei cittadini si apriranno 4 anni in più di speranza per continuare ad avanzare", ha pronosticato.

Il ruolo chiave dei sindaci del PSC

Per questo motivo, ha chiesto ai sindaci e ai responsabili municipali del PSC di impegnarsi "a fondo" nella campagna di queste elezioni, di mobilitarsi per diffondere le loro proposte e avvertire i residenti dei loro comuni su ciò che si decide il 29N.

Tra le priorità, ha sottolineato l’impegno e le politiche "pionieristiche" in materia di alloggi che, secondo Illa, i sindaci socialisti portano avanti da tempo e che costituiscono una fonte di credibilità in vista dell’appuntamento elettorale.

Critiche all’accordo PP-Vox al Senato e all’autogoverno catalano

Nella fase finale del suo intervento, ha avvertito che il 29N si giocano numerose questioni, ma che, nel caso di Catalunya, è particolarmente a rischio l’autogoverno. Lo ha collegato al fatto che il PP a Tarragona e Girona abbia deciso di non presentare candidature al Senato, dopo un accordo con Vox.

"Vi immaginate che noi non presentassimo candidature al Senato in alcune province?", si è chiesto, mettendo in guardia dall’accordo tra i popolari e la formazione di Santiago Abascal, che, secondo Illa, ha come obiettivo sopprimere l’autogoverno catalano.